Covid in Sicilia, zona rossa nella Città metropolitana di Palermo, a Marsala e San Cataldo

Omnibus Nuove ordinanze del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci considerata la repentina evoluzione dei contagi e la diffusione delle varianti del Covid. Intanto escono dalla zona rossa Buscemi e Priolo. Sul fronte vaccini arriveranno 1350 professionisti della sanità inviati dalla struttura commissariale nazionale

Considerata la repentina evoluzione dei contagi e la diffusione delle varianti del Covid, in tutta la provincia, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato un’ordinanza che dispone la zona rossa in tutti i Comuni della Città metropolitana di Palermo. L’efficacia del provvedimento partirà da domenica 11 e cesserà giovedì 22 aprile. Stesse restrizioni, così come richiesto dalle amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Asp, a Marsala in provincia di Trapani e a San Cataldo nel Nisseno. Anche in questo caso la durata delle prescrizioni andrà dall’11 al 22 aprile.

Due, invece, i comuni che escono dalla lista. I Comuni siracusani di Priolo Gargallo e Buscemi non sono più zona rossa. Lo dispone un’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, adottata dopo le richieste dei rispettivi sindaci e le relazioni dell’Asp aretusea.

Sul fronte dei vaccini, per implementare la campagna anti-Covid, in Sicilia arriveranno ulteriori 1350 professionisti della sanità. È la nuova dotazione organica messa a disposizione dalla Struttura commissariale nazionale, guidata dal generale Francesco Figliuolo, in vista dell’incremento della fornitura di vaccini e tenuto conto della capacità della Sicilia nelle somministrazioni. Proprio in occasione della visita nell’Isola del commissario per l’emergenza, lo scorso 27 marzo, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva chiesto al generale Figliuolo di valutare l’opportunità di poter incrementare la capacità di inoculazione dei vaccini mediante il coinvolgimento di altro personale sanitario reclutato direttamente da Roma. «Ringrazio il commissario Figliuolo che, da uomo del fare, resosi conto personalmente delle capacità logistiche che abbiamo messo in campo – ha commentato il governatore – ha dato seguito alle nostre segnalazioni in pochi giorni. È proprio il fattore tempo a fare la differenza in questa partita difficile, in cui nessuno si sta risparmiando. Anche ieri, giovedì, infatti, abbiamo effettuato circa 20mila iniezioni e con questa nuova dotazione di personale potremo davvero imprimere un’accelerazione significativa».

I “nuovi” professionisti saranno impiegati in tutti gli hub e nei centri vaccinali già esistenti nell’Isola, ma anche in quelli (una ventina) che apriranno entro aprile e che Musumeci ha voluto affidare ancora alla Protezione civile regionale. Significativo l’arruolamento di sanitari per i territori e le aziende ospedaliere di Palermo, Catania e Messina, dove arriveranno rispettivamente 362, 333 e 172 unità. Saranno 158 i nuovi vaccinatori destinati all’area di Siracusa, 101 a Trapani, 76 a Caltanissetta, 54 ad Agrigento, 49 per i centri vaccinali di Enna e 45 per quelli della provincia di Ragusa.

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