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Con Giusina Battaglia madrina, Cerda in festa celebra il carciofo spinoso

Eventi Una piazza stracolma ha applaudito Giusi Battaglia, madrina del Cynara Festival, sottolineando il legame del personaggio televisivo alla cittadina di Cerda, dove ha trascorso la sua infanzia. Denso di incontri ed iniziative fino a domenica 28 aprile, ogni giorno la manifestazione è un’opportunità di riscoperta di una comunità legata al prodotto simbolo dell’agricoltura locale, coltivato da duecento produttori per un fatturato di 20 milioni di euro

Una piazza stracolma ha applaudito Giusi Battagliamadrina del Cynara Festival, sottolineando il legame del personaggio televisivo alla cittadina di Cerda, dove ha trascorso la sua infanzia. Sul palco, gremito di gente, lei, il sindaco del paesino del Palermitano Salvatore Geraci, il direttore artistico Francesco Cappadonia e il conduttore Salvo La Rosa hanno dato il via alla 42esima Sagra del Carciofo, mai così affollata di popolo. Ed è proprio al popolo che il primo cittadino si è rivolto con un sentito intervento di benvenuto.

«Dal 1982 i cittadini di Cerda aprono la loro città agli ospiti con calore e amicizia autentiche – dichiara il sindaco Geraci –. Questa tradizione, dalle profonde radici, racconta gioia, partecipazione popolare, riflessione. Benvenuti a voi tutti in questa giornata di festa, di festa nazionale, quella della Liberazione. Quei valori sono oggi presenti e ci insegnano ad uscire dalla retorica per viverli appieno. Quella Libertà riconquistata, il 25 aprile del 1945, continua ad agire e ci indica nuovi obiettivi di socialità, lavoro, pace, soprattutto pace».

Sono stati i tamburi ad annunciare l’inizio della sagra, precedendo il solenne arrivo della fanfara dei Bersaglieri che lungo la via Roma si è esibita suonando le musiche del corpo militare più amato dagli italiani. A seguire l’alzabandiera affidato ad Aurora Lanzaufficiale della Marina Militare, mentre veniva suonato l’inno nazionale; un momento istituzionale di valore, condiviso da tutti i presenti, che ha anticipato il saluto di benvenuto del sindaco e l’intervento della madrina in compagnia della Brigata delle Signore Cerdesi.

Le signore della Brigata di Cerda

«Torno nella mia terra, riabbraccio le mie radici. Per me una grande emozione condividere con tutti voi questa giornata di festa e allegria», ha detto commossa Giusi Battaglia, cerdese da parte di padre, ricordando che spesso le tradizioni di Cerda sono ben presenti tra le sue ricette. Acclamata come una star, Giusi Battaglia e Salvo La Rosa, conduttore della manifestazione, hanno convocato sul palco le simpatiche signore della Brigata di Cucina riservando loro il posto d’onore che meritano in questa giornata. Gratitudine e riconoscenza espressa a gran voce da tutta l’amministrazione comunale e dalle autorità presenti sul palco.

Non una semplice festa culinaria intorno al carciofo spinoso cerdese, ma un vero e proprio brand di richiamo nazionale sotto i riflettori dei media e della stampa. Questo è il Cynara Festival che dal 20 aprile (giorno della sua inaugurazione) ad oggi, ha già registrato un notevole successo di pubblico, proveniente da tutta la Sicilia. L’obiettivo è lasciare un segno indelebile oltre confine, rilanciando questa coltura senza tempo.

Giusi Battaglia al centro tra Francesco Cappadonia, direttore artistivo del Cynara Festival, il sindaco Salvatore Geraci e il conduttore Salvo La Rosa

Denso di incontri ed iniziative fino a domenica 28 aprile, ogni giorno la manifestazione è un’opportunità di riscoperta di Cerda, una comunità profondamente legata al prodotto simbolo dell’agricoltura locale, coltivato da circa duecento produttori per un fatturato di poco superiore ai 20 milioni di euro. Una produzione da sempre sinonimo di qualità che, come tante altre realtà, si ritrova però a fare i conti con la siccità e il caldo anomalo.

Il tipico carciofo spinoso di Cerda

La tutela di una tradizione passa dall’uso di strumenti all’avanguardia e naturalmente dalla sua conoscenza; la stessa che aziende e agricoltori a partire da mercoledì 24 aprile hanno cercato di trasmettere ad una platea di giornalisti scesi direttamente in campo, per toccare con mano l’autenticità di questo carciofo nelle terre di Himera. Spazio dunque alla cultivar più diffusa di un areale di oltre 700 ettari coltivati a carciofaie che dalle medie colline confinanti con le Madonie arriva sino alla costa di nord-est del Palermitano.

Il monumento al carciofo nella piazza centrale di Cerda

Un ortaggio fortemente identitario, pane quotidiano di generazioni e generazioni di famiglie completamente dedite a questa coltura e che non a caso fa rima con cultura. Una convivenza di saperi e sapori che le mani della Brigata delle Signore hanno fatto rivivere attraverso ricette sfiziose e genuine. Frittate, carciofi a viddanedda intuppati, caponate, involtini ripieni, pennette con crema: queste ed altre le portate con lei quali Clotilde Lo VerdePina GeraciNinetta VirgaLina ParasilitiRosalia BartolottaTiziana Cirà, membri del Circolo Fiordaliso, si faranno portavoce di un patrimonio gastronomico di spessore.

L’elogio alla colonna portante di un’intera economia locale che oggi più che mai guarda fiduciosa al futuro, all’insegna della valorizzazione delle tipicità produttive e della biodiversità agro-alimentare dell’isola; l’augurio, dunque, di verticalizzare una filiera complice con le sue radici, pronta ad osare tra nuove generazioni e inedite sinergie con l’imprenditoria del turismo e della ristorazione in un itinerario compreso tra Palermo e Cefalù.

Un variopinto carretto siciliano durante la Sagra del carciofo di Cerda

Alla civiltà del carciofo è stato dedicato inoltre un talk pomeridiano, nell’Aula Consiliare di Via Roma, che ha visto insieme il Primo CittadinoSalvatore Geraci, il presidente della DOC MonrealeMario Di Lorenzo, e e  Giusina Battaglia, giornalista e cerdese Doc, madrina della 42esima edizione della Sagra del Carciofo di Cerda, riannodare le fila del forte impegno di questa amministrazione, con il Cynara Festival, di valorizzare questo prodotto, trasmetterne l’identità, farlo conoscere al mondo. A Giusina Battaglia, infatti, l’onere di tenere a battesimo il Cynara Festival con la consegna del Premio inserito nel Cynara Festival. Sofia Abbinanti, vincitrice del ballo debuttanti di Verbania 2023, Salvatore Riolo, gioielliere volante, Daniela Cappadonia, insegnante e maratoneta, Amedeo Passafiume, ornitologo, e Aurora Lanza, Ufficiale Marina Militare, sono loro le eccellenze cerdesi, apprezzate dentro e fuori la Sicilia, e alle quali è andato il prezioso riconoscimento.

La giornata del 24 aprile si è chiusa con le emozioni di luci e colori che hanno richiamato L’antico mito della Ninfa Cynara trasformato in carciofo dal Dio Zeus, il video mapping dedicato alla divinità Cynara e proiettato negli spazi della Villa Comunale. Secondo la mitologia greca Cynara era il nome di una divinità dolce, dagli occhi verdi e viola, e con lunghi capelli color cenere. Il Sovrano dell’Olimpo ne era follemente innamorato, ma all’ennesimo rifiuto si arrabbiò al punto di trasformarla nel celebre ortaggio.

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