Casa Quasimodo a Modica e la casa messinese di Pascoli entrano nelle Rete regionale delle Case Museo

Beni culturali Si arricchisce la Rete delle Case Museo della Regione Siciliana con l'acquisizione di due storiche dimore, la casa natale di Salvatore Quasimodo a Modica e la casa in cui abitò per alcuni anni a Messina Giovanni Pascoli. La “Rete regionale delle Case Museo” mette in collegamento le strutture museali legate a personalità del mondo della cultura di origini siciliane o che hanno sviluppato uno stretto legame con l’Isola

Si arricchisce la Rete delle Case Museo della Regione Siciliana con l’acquisizione di due storiche dimore, la casa natale di Salvatore Quasimodo a Modica e la casa in cui abitò per alcuni anni a Messina Giovanni Pascoli. La Regione Siciliana ha avviato le procedure che porteranno all’acquisizione della casa natale del poeta Salvatore Quasimodo a Modica, in provincia di Ragusa. Il via libera è arrivato con una delibera del governo Musumeci, approvata nel corso dell’ultima riunione di giunta, dopo la stima del dipartimento regionale Tecnico che ha quantificato in circa 220 mila euro il valore dell’immobile. Nel marzo scorso la giunta regionale aveva stanziato complessivamente un milione di euro per l’acquisto e per la valorizzazione della casa del poeta modicano.

Salvatore Quasimodo nel 1953

«L’abitazione di Quasimodo è uno dei numerosi luoghi di Modica che attirano l’attenzione e la curiosità di turisti e scolaresche. Riteniamo doveroso, dunque, dare seguito all’impegno che avevamo preso – insieme all’assessorato dei Beni culturali – per trasformare l’immobile in un polo del turismo culturale» dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Gli esterni della casa natale di Salvatore Quasimodo a Modica

Salvatore Quasimodo nacque il 20 agosto 1901 a Modica e nella cittadina barocca trascorse i suoi primi anni di vita mantenendo, successivamente, uno stretto legame con i luoghi della sua infanzia. L’immobile si trova nel centro storico, a poca distanza dalla chiesa di San Giorgio. I locali ospitano lo studio originale e altri oggetti appartenuti a Quasimodo che erano stati acquisiti nel ‘92 dalla Regione e destinati poi al Comune. La casa include anche un giardino di 650 metri quadri. «L’abitazione di Quasimodo rappresenta un prestigioso tassello della rete delle Case Museo voluta dal governo Musumeci e anche il giusto riconoscimento al poeta modicano e premio Nobel per la letteratura nel 1959, tra i più alti rappresentanti della cultura italiana» dichiara l’assessore regionale dei Beni culturali, Alberto Samonà.

Gli interni di Casa Quasimodo



La “Rete regionale delle Case Museo” intende mettere in collegamento le strutture museali legate a personalità del mondo della cultura di origini siciliane o che, nel corso della loro carriera, hanno sviluppato uno stretto legame con l’Isola. Ecco perché sarà acquisita al patrimonio della Regione Siciliana anche la casa in cui abitò per alcuni anni a Messina il poeta Giovanni Pascoli. «L’immobile che ospitò il grande Pascoli ha le potenzialità per diventare luogo di attrazione per gli studiosi, ma anche per i turisti, entrando a far parte di un interessante circuito culturale – afferma il presidente della Regione, Nello Musumeci – che unisce la storia di tanti personaggi illustri della nostra terra o che in Sicilia hanno vissuto e operato. Faremo uso delle più avanzate tecnologie per realizzare uno spazio museale moderno e interattivo».

Palazzo Pascoli a Messina

Pascoli visse nella città dello Stretto fra il 1898 e il 1902, quando ottenne la cattedra di Letteratura latina nell’Ateneo messinese. La sua dimora, come testimoniano fotografie dello stesso scrittore romagnolo, da fine 1898, fu un appartamento all’interno del Palazzo Sturiale, in via Risorgimento 158, nel quale abitò in compagnia della sorella Mariù e del cane Gulì. In quei luoghi il poeta visse uno dei periodi più laboriosi e intensamente creativi, intrecciò relazioni col mondo intellettuale e accademico, scrisse le celebri poesie L’Aquilone, Le Ciaramelle e i saggi danteschi. Si addolorò molto per le conseguenze del devastante terremoto che colpì Messina nel 1908, dedicando parole d’affetto alla città siciliana che lo aveva accolto negli «anni migliori, più operosi, più lieti, più raccolti, più raggianti di visioni, più sonanti d’armonie della mia vita».

«L’acquisizione della casa siciliana di Pascoli – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – arricchirà il patrimonio regionale di un significativo luogo della cultura. Si rafforza, in questo modo, il percorso che mira a  valorizzare in un itinerario ideale le dimore legate a personalità illustri che nella nostra terra sono nate, cresciute, hanno espresso il loro estro artistico o che, magari semplicemente, della Sicilia si sono innamorate, lasciando una parte di loro. Un investimento che conferma la volontà del governo regionale di recuperare la memoria e puntare sulla cultura come elemento di rilancio dell’Isola». La casa, il cui valore è stato stimato dall’Ufficio del Genio civile di Messina in oltre 159 mila euro, è stata dichiarata sito di particolare interesse dall’assessorato ai Beni culturali.

Giovanni Pascoli



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