Capitale italiana della cultura 2021, la sfida di Modica: «Siamo un libro di arte, storia e cultura a cielo aperto»

Cultura La città sogna i fasti antichi della Contea e vive oggi uno splendore fondato su nuove energie e dinamismi lungimiranti: persone, cittadini e amministrazione comunale sono stretti in una collaborazione che trova in questa candidatura a Capitale italiana della Cultura 2021, una città unita, vivace e consapevole. I pareri del sindaco Ignazio Abbate, dell'assessore alla Cultura Maria Monisteri, di Giovanni Favaccio, avvocato e fotografo, di Elisabetta Denaro dell'associazione LAP, di Tonino Cannata, sovrintendente del Teatro Garibaldi, della regista Alessia Scarso e dell'architetto Paolo Di Nardo

Sicilia capitale italiana della cultura/2. Seconda delle 5 puntate dell’inchiesta sulle candidate siciliane a Capitale italiana della cultura 2021. Dopo Catania, parliamo di Modica. Nei prossimi giorni i servizi su Palma di Montechiaro, Scicli e Trapani. Entro il 30 giugno vanno presentati i dossier di candidatura.

Modica by night, foto di Raffaele Di Rosa

La Contea si candida ad essere capitale italiana della cultura per il prossimo anno, crocevia del turismo culturale, meta elegante e vivace per i viaggiatori mai stanchi di scoprire bellezza e luoghi incantati dalla luce e dalla pietra. La città di Modica ha una storia millenaria, dalle necropoli del Quartiriccio e le testimonianze imperdibili di Cava d’Ispica fino alla presenza Greca, Romana, Fenicia e Araba.  Un lungo e antico percorso testimoniato da un articolato itinerario di architetture barocche e tardo barocche, quartieri incastonati, un numero leggendario di chiese e, intorno al centro storico, cave naturali e distese di carrubi e olivi secolari. 

Modica vive oggi uno splendore fondato su nuove energie e dinamismi lungimiranti: persone, cittadini e amministrazione sono stretti in una larga collaborazione che trova in questa candidatura a Capitale della Cultura 2021, una città unita, vivace e consapevole. Il cioccolato e la certificazione IGP, negli ultimi anni, hanno fatto da buon traino, ma la città racchiude la forza e il fascino di uno “spettacolo” quotidiano caratterizzato da un approccio determinato alla valorizzazione della storia, della tradizione, della bellezza e della contemporaneità. La maggior parte dei beni culturali sono stati resi fruibili e immessi nel flusso di un itinerario articolato e suggestivo. Le due parti della città, Modica Bassa e Modica Alta sono percorse da nuovi interessi di omogeneità e pianificazione, la cura dei luoghi e dello spazio ha riportato Modica, in pochi anni, al fasto della grande Contea, con un passo veloce e determinato al futuro. Teatro, Musica classica e sperimentale, interventi di arte contemporanea e il lavoro di molti giovani rientrati dagli studi, costituiscono il bacino produttivo di una città in pieno fermento. Intorno al dossier per la candidatura si sono stretti senza riserve tutti le competenze legate alla città i nuovi abitanti e le forze economiche e culturali: Modica gioca unita come una squadra a caccia di ulteriori consensi per immaginare altri nuovi traguardi.

Il cioccolato di Modica Igp

Per comprendere al meglio i motivi e gli obiettivi di questa candidatura, mi sono confrontato intanto con l’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Ignazio Abbate e dell’assessore allo Sport, turismo, spettacolo e cultura Maria Monisteri, ma anche con i cittadini, i professionisti e gli operatori culturale che hanno immesso idee e progetti dentro questa grande sfida che è sintomo di energia e vitalità. Questa vitalità, Modica, la deve senza dubbio, anche al suo primo cittadino che, al secondo mandato, insiste in modo energico sul brand unico che Modica rappresenta nel mondo e su questo obiettivo sta puntando con determinazione e ampio respiro. Una presenza energica e tangibile è l’Assessore Maria Monisteri, dotata di sensibilità e spiccata propensione alla concertazione, alla fattività e alla storia come ambito da cui costruire il presente. 

Ho voluto chiedere ad entrambi quali sono le spinte dietro questa decisione di far competere Modica, quali le aspettative e quali gli strumenti messi in campo.

Il sindaco Ignazio Abbate

Al sindaco, Ignazio Abbate, vorrei chiedere qual’è l’origine di una decisione così netta, quella di competere per un titolo così importante. Abbate: «La decisione di presentare la nostra candidatura nasce da una somma di fattori che potremmo riassumere essenzialmente nell’esame della realtà che quotidianamente viviamo in città e nell’antichissima storia che Modica porta insita nel suo essere speciale. La storia ci suggerisce che in Italia poche altre città con le medesime caratteristiche di popolazione e territorio possono reggere il confronto con Modica: siamo un libro di arte, di storia e di cultura a cielo aperto. E a dirlo non siamo solo noi che, ovviamente, potremmo sembrare di parte. A dirlo sono soprattutto le persone che non vi sono nate. Quelle che scelgono di farsi adottare da Modica o chi la sceglie come meta delle proprie vacanze. I numeri, come certificato dall’osservatorio regionale per il turismo, ci danno ragione avendoci incoronato come la città con il più alto indice di crescita turistica. Un risultato che, anche grazie a questa candidatura, puntiamo ad incrementare già a partire da quest’anno».

In questa competizione è necessario collaborare, come ha risposto Modica in relazione a questa sfida e quali ricadute potrebbe avere il lavoro svolto per la candidatura? «Mai come questa volta abbiamo scelto di allargare questa “competizione” a tutto il tessuto culturale della città – risponde il primo cittadino di Modica -, senza guardare a colori politici o altro, abbiamo chiamato a raccolta tutte quelle menti che si distinguono giornalmente nel loro campo perché crediamo che ognuno di loro possa aggiungere un contributo particolare alla causa. E devo ammettere che fin dal primo incontro ho trovato in tutta la squadra uno straordinario e coinvolgente entusiasmo che non potrà fare che bene e rendere competitiva la nostra candidatura. E’ chiaro che se alla fine Modica venisse scelta come Capitale italiana della Cultura, questo avrebbe una ricaduta sostanziosa su tutto il territorio. Basti vedere il caso della nostra gemellata Matera, come la Città dei Sassi abbia cambiato radicalmente volto in concomitanza con il prestigioso titolo europeo di cui è stata insignita. Riteniamo che Modica abbia tutte le carte in regola per ambire, in ambito nazionale, a ripercorrere lo stesso cammino che ha portato al successo europeo di Matera, proponendo all’Italia la sua variegata offerta culturale. Il 2020 sarà un anno particolare visto che saremo, tra l’altro, l’unica città siciliana ad essere rappresentata all’Expo Dubai 2020, una partecipazione che porterà enormi vantaggi».

Maria Monisteri, assessora alla Cultura comune di Modica

L’assessore alla Cultura Maria Monisteri

L’assessore alla Cultura Maria Monisteri proviene anche da un’esperienza dirigenziale in ambito sportivo e quindi conosce molto bene il valore del gioco di squadra. La Monisteri, inoltre, sottolinea spesso la valenza storica e culturale della città di Modica come leva di consapevolezza. A lei chiedo quali sono le istanze specifiche all’origine della candidatura. Monisteri: «Valuto, senza ricorrere a frasi retoriche, che lo dobbiamo alla sua millenaria storia, alla sua solida tradizione culturale, all’eleganza dei sui tratti originari che si traduce nel modo di porsi e di relazionarsi nella sintesi di un’accoglienza pregevole e rara. Tutto ciò è il frutto di una consapevolezza di un vivere che nasce dal ruolo predominante essendo stata Modica in settecento anni una delle Contee più potenti e illuminate che la Sicilia ricordi. Penso e credo che questo è il momento per illustrarsi. Modica sta vivendo un periodo importante in tema di riconoscimenti e di fermenti culturali ai più alti livelli. Che tutto questo possa essere possibile in una città che si trova alla periferia d’Europa, piccola ma orgogliosa delle proprie origini credo debba tentare questa scommessa sapendo di non avere nulla di meno e niente di più rispetto alle altre candidate che hanno tante belle storie da raccontare».

Proseguo chiedendo all’assessore Monisteri, quali punte d’attacco mette in campo la città di Modica. «Modica è una città siciliana – replica l’assessore -. Sino al 1920 fu quinta per popolazione e commerci. La Sicilia continua ad essere il crocevia delle religioni monoteiste, di culture antichissime e ricchissime e in quanto tale terra accogliente e solidale. Modica è al centro di questo ragionamento. Vantiamo un Nobel per la letteratura, Salvatore Quasimodo, il primo e unico cioccolato Igp d’Europa; un tessuto imprenditoriale, dalle campagne al mare, vivace ed effervescente. La città è un crogiolo di architetture: dal paleolitico all’archeologia industriale. Turismo culturale, arte contemporanea ed enogastronomia di eccellenza, senso dell’accoglienza e della solidarietà la sommatoria di beni materiali e immateriali che sono numeri che possono farsi valere. Su questo stiamo lavorando nella redazione del dossier (da presentare entro il 13 marzo nda)».

La partecipazione ad una sfida così alta avrà di certo prodotto dei risultati immediati e anche una visione sul futuro. «Il traguardo finale della candidatura di Modica Capitale italiana della cultura ha una valenza e un impatto sul territorio assai importante – termina la Monisteri –. Ci darebbe la possibilità di sviluppare alcuni temi per i quali siamo già attrezzati: l’inclusione sociale a tutte le latitudini, l’impiego dei nuovi strumenti informatici e l’investimento, non solo culturale, sulle nuove generazioni. Sono queste le coordinate che intendiamo sviluppare potendo contare sulle risorse pubbliche, quelle private che daranno sostegno a progetti che coniugano tradizione e innovazione, presente e futuro in una chiave interpretativa inedita e in quanto tale originale».

Il tassello della memoria tra storia e tradizione

Festa di San Pietro a Modica

Giovanni Favaccio, avvocato e fotografo

Modica vive quel momento fervido e dinamico che influenza e permette orizzonti e stimoli estremamente importanti. La complicità di alcuni operatori è decisiva e proviene da differenti generazioni con modalità trasversali che toccano la tradizione, il cinema, il teatro, il turismo ed in generale le potenzialità visive e attrattive di una città già consapevole della sua intrinseca bellezza. Nell’ambito della candidatura di Modica a capitale della della cultura, raccolgo il contributo di Giovanni Favaccio, avvocato col pallino della fotografia: «Attraverso il recupero delle tradizioni religiose e folkloristiche e nello specifico – sostiene Favaccio -, sarebbe auspicabile il recupero dei “santuni” e l’antica Festa di San Pietro patrono della città. Così come era strutturata, potrebbe essere un momento collettivo importante, un valore aggiunto per il turismo ed un recupero della memoria per tutti i cittadini».

Il tassello della memoria risulta centrale per Modica che si avvia a ripercorrere la storia e la tradizione riportando alla fruibilità pubblica il Museo delle Arti e Tradizioni popolari come parte integrante di un polo museale che darà conto dell’evoluzione della creatività e della manualità artigiana fino all’arte moderna e contemporanea all’interno del magnifico Palazzo dei Mercedari con un progetto ambizioso edito dall’Associazione culturale LAP Laboratorio Autonomo Potenziale, che nasce nel 2007 e nel 2011 fonda il CoCA, primo archivio biblioteca di arti contemporanee del Sud-italia e che dal 2016 valorizza il magnifico Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, ex Carcere nel quartiere alto della città.
Un luogo, riaperto dopo un lungo periodo di chiusura al pubblico e che ha espresso in pochi anni un modello di turismo culturale sostenibile con l’accoglienza dei visitatori e con la veicolazione di produzioni musicali, artistiche e sperimentali di grande pregio. Un progetto che, tra gli altri ha avuto la nobile regia di una storica dei beni culturali, Elisabetta Denaro, che ritornata nella sua Modica ha iniziato proprio dal riordino storico di Santa Maria del Gesù, organizzando la fruizione pubblica e attivando sessioni di Alternanza Scuola Lavoro e visite didattiche strutturate avvalendosi di giovani ed entusiasti soci tra i quali anche Marilena Spadaro

Il chiostro di Santa Maria del Gesù a Modica, foto di Andrea Scarfò

Elisabetta Denaro, vicepresidente dell’associazione LAP

Esiste un particolare legame tra il modello turistico innestato su Santa Maria del Gesù e l’approccio di questa candidatura di Modica, lo si comprende dal racconto e dalla dichiarazione di Elisabetta Denaro, vice presidente dell’Associazione LAP. «Sono cresciuta a Modica Alta, in Piazza Gesù, ma non avevo mai visto la porta aperta di quella meravigliosa chiesa né tantomeno il suo incredibile chiostro – sostiene la Denaro -. Le mie ricerche, da studentessa, hanno toccato molte volte la mia città e la sua storia, ma di ritorno da Firenze non potevo immaginare che avrei contribuito alla valorizzazione di uno dei luoghi più importanti del Mediterraneo. Quando l’amministrazione comunale ha individuato l’associazione, ci siamo rimboccati le maniche e siamo partiti da zero per immettere il Complesso dentro le mappe della conoscenza mondiale, dovevamo colmare un buio di fruizione lungo oltre un secolo. In questi quattro anni abbiamo lavorato per far conoscere questa mirabile architettura, ai viaggiatori, agli studenti, ai cittadini e agli artisti. Questo è il modello con cui Modica si candida per essere Capitale della Cultura: collaborazione, cura del bene culturale, accoglienza e valorizzazione».

Modica Art System, i linguaggi della contemporaneità

26/11/2016 Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, talk le identità dell'arte contemporanea, foto di Francesco Lucifora
27/11/2016 il tondo del teatro Garibaldi, foto di Francesco Lucifora
16/12/2016 installazione "Marketplace", foto di Francesco Lucifora
14/4/2017 Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, un re è in ascolto, foto di Francesco Lucifora
13/5/2017 Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, set elettronico dei Mouse On Mars, foto di Francesco Lucifora
26/5/2017 Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, set elettronico di Ossigeno e Fonassi, foto di Francesco Lucifora
30/6/2017 Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, Genuardi e Ruta, installazione "Supercella SS115", foto di Francesco Lucifora
Complesso Monumentale di Santa Maria del Gesù, installazione di arte contemporanea, foto di Francesco Lucifora

Interconnessioni innovative

Il Teatro Garibaldi Di Modica

Nel 2017, parlando ancora di collaborazioni positive, l’associazione LAP, il Museo Civico F.L Belgiorno e la Fondazione Teatro Garibaldi, hanno dato vita al progetto Modica Art System che mise a sistema, per un anno intero, in modo visionario e fattivo, le pratiche più innovative di produzione artistica e culturale.

Tonino Cannata, sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica

Dietro l’operatività del Teatro Garibaldi si muove Tonino Cannata, sovrintendente incaricato e brillante fautore di una rinascita del comparto teatrale e della crescita del pubblico relativo. Raccolgo la sua dichiarazione a partire dal suo ruolo, ma anche dal suo essere cittadino attivo e lungimirante. «La candidatura di Modica a Capitale italiana della cultura 2021 rappresenta una grande opportunità di crescita per tutto il territorio, sulla quale convergono incondizionatamente tutte le energie sane della città – sootlinea il sovrintendente Cannata -. Nell’attuale fase storica di crisi generalizzata, Modica riesce ad avere, in molti campi, indicatori in decisa ascesa. La Fondazione Teatro Garibaldi, che rappresenta e gestisce uno dei luoghi simbolo della cultura in città, è naturalmente interessata e coinvolta in una sfida di cui si hanno le carte in regola per poterne uscire vincenti. L’opportunità è stimolante, la Fondazione lavora già al raggiungimento di obiettivi nel medio termine, che potrebbero risultare determinanti per il teatro e per il futuro della città. Gli obiettivi sono l’innalzamento della qualità degli eventi proposti e il rafforzamento della rete di collegamenti all’interno e soprattutto all’esterno del territorio comunale. Fondamentale la destagionalizzazione degli eventi: non è immaginabile la crescita di un teatro e di una città se non si è attrattivi per l’intero anno». 

Bellezza vuol dire integrazione

Il Duomo di San Giorgio a Modica

La regista Alessia Scarso

A guardar bene, Modica non si fa mancare nulla. Anche il fattore visivo e prettamente cinematografico, inteso al di là del concetto di location e di suggestioni scenografiche, richiama uno dei profili più interessanti che si muove nell’ambito delle arti visive, la regista Alessia Scarso – chi non ricorda l’emozionate storia del cane Italo, film del 2014? – della quale raccolgo una cospicua e appassionata dichiarazione. «E’ incredibile la bellezza di Modica che ci è stata consegnata dai nostri avi. Gran parte dell’eredità nasce dalla ferita del terremoto del 1693, cui è seguita una rinascita architettonica che ha ammaliato tutto il mondo. Nei secoli la gente che ha vissuto questo territorio ha saputo trovare fonti di ricchezza anche da tutti i popoli che sono transitati, generando pensiero scientifico e umanistico, e sintesi agricola e gastronomica, in virtù della strategica posizione nell’area del Mediterraneo che l’ha resa politicamente notabile e culturalmente accogliente. In tempi recenti la città di Modica ha saputo farsi amare in ambito internazionale grazie al suo cioccolato, una ricetta unica che restituisce un inconfondibile sapere e sapore della città, e grazie a illuminati concittadini che con lavoro paziente e certosino hanno promosso questo prodotto nel mondo. La città non poteva non suggestionare anche il cinema, accogliendo primo fra tutti nel 1948 il film “Anni difficili”, quando il regista Luigi Zampa definì la città “Il più bel giardino roccioso che abbia mai visto”».

Chocomodica 2016 ricordava “Anni difficili” di Luigi Zampa

«Ed è proprio il sinuoso dialogo tra luce e pietra, e di notte tra luci e pietra, che rende la città appetibile ai sensi – prosegue la regista -. Un racconto immerso in questa armonia permette a una location di divenire personaggio, mezzo di drammatizzazione, finanche ispirazione di risvolti emotivi e narrativi. Ecco perché iniziative culturali trasversali di osservazione e rilettura estetica della città, volte al bello e alla contemplazione, possono donare un importante contributo alla interpretazione, conservazione e promozione del paesaggio, e alla riduzione del superfluo moderno. Come nel cinema, in cui tante arti si uniscono e convergono in un’unica espressione, le iniziative di musica, teatro, letteratura, pittura, fotografia e spettacolo proposte trovano location ideale nel palcoscenico naturale del “paese in forma di melagrana spaccata”. L’occasione di preparare e proporre la città a mostrarsi in vetrina attraverso la candidatura a Città della Cultura 2021 è un passaggio importante di riflessione, di azione e di individuazione del disegno, nell’ottica della sfida al confronto tra culto della storia e apertura alla contemporaneità, per restituirsi nuovamente a chi è alla ricerca di bellezza. Il grande terremoto ci ha lasciato la preziosa lezione che una città vive quando riesce a rileggersi. A Modica ci sono tutti gli ingredienti per donare vita, a sè stessi e a chi la visita. Perché il bello è più bello se è condiviso».  

L’architetto Paolo Di Nardo

La condivisione della bellezza, richiamata da Alessia Scarso, sembra avere conferma dalle concrete parole dell’architetto Paolo Di Nardo: «L’anno 2021, con Modica capitale della cultura italiana, potrà essere un’opportunità non solo per la città e la sua contea, bensì può diventare il punto di riferimento per una riflessione più ampia sulla cultura dell’accoglienza, per innescare infatti l’integrazione fra le persone, e quindi fra i popoli. E’ importante mettere in rete e in connessione più culture diverse fra loro, ma collegate da un elemento comune portatore di vita: il mare, ovvero il Mediterraneo. Modica, quindi, con un orizzonte non limitato al suo paesaggio o alla sua forte e riconosciuta identità, bensì come luogo di accoglienza e sedimentazione delle diversità, come la sua storia insegna. per ampliare questo orizzonte mediterraneo,  Modica si aprirà su ogni possibile tavolo di confronto culturale attraverso eventi, incontri, summer school internazionali, ricerche, feste e istallazioni d’arte: Modica esplosiva e mai implosiva».

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