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Alessio Bondì: «Spero di cambiare il mondo esportando una Sicilia diversa»

Musica

Il cantautore palermitano festeggia i due anni del suo album d'esordio Sfardo con un doppio concerto il 13 e 14 aprile a I Candelai di Palermo, un evento che funge da spartiacque dal momento che ha appena concluso le registrazioni del nuovo disco la cui uscita sarà annunciata a breve


di Gaia Garofalo

Un doppio concerto per festeggiare una data importante. Sfardo, il fortunato album d'esordio di Alessio Bondì (Malintenti Dischi e 800A Records) compie 2 anni, ed il cantautore palermitano ha deciso di festeggiarli giovedì 13 e venerdì 14 aprile a I Candelai di Palermo, il club dove ha suonato per la prima volta il suo primo album, con un evento che funge da spartiacque. E’ di questi giorni, infatti, la conclusione delle registrazioni del nuovo album, la cui uscita sarà annunciata prossimamente.

Il cantautore palermitano Alessio Bondì, classe 1988

Voce e chitarra sono gli addendi di una formula perfetta, semplice ed efficace per chi lo ascolta, e i suoi testi non sono da meno. Raccontano, cuntano, ogni strada percorsa nelle notti della sua città e della sua mente.
Alessio Bondì è un cantautore che lentamente ma in maniera prorompente, è arrivato alle orecchie dei suoi concittadini ma è anche riuscito ad andare oltre.
Ha raccolto in mano la sua terra e l’ha trasportata sulle note, per far conoscere al mondo di cosa veramente si debba parlare quando si dice “Palermo” in un luogo lontano che conosce solo le zolle più aride. Infatti non è solo Bondì ad essere del capoluogo siciliano, ma lo è tutta la sua musica, che canta rigorosamente in palermitano.

Il suo, infatti, è un Folk Siculish, una sperimentazione della sua lingua natìa e non un “semplice” dialetto, che ammicca alla musicalità anglofona.
Tutto è iniziato nel 2012, quando durante il Premio De Andrè la canzone “Sfardo”, che ha poi dato il titolo al suo primo album, è arrivata in finale, vincendo anche il sondaggio lanciato da Repubblica.it per il premio che si aggiudicherà nell’edizione successiva, come Miglior Interprete, con il brano “In funn’o mare”. Nello stesso anno ha vinto al Roma Folk Fest con “Rimmillu ru voti”, brano scelto come colonna sonora dell film “Fuori dal coro” di Sergio Misuraca.
Ogni traccia musicale del suo “Sfardo” regala l’intimità del folk e la scioltezza pesante di un blues attorno al quale c'è una giovinezza scapestrata immersa in una soffice infanzia, per Bondì significativa nell’approccio alla musica.
«Ero piccolo e c'era una chitarra nel salotto di casa mia, ormai parte dell'arredo. La suonava mia madre da ragazza, e già che mio fratello aveva iniziato a strimpellare qualcosa, io feci lo stesso. E’ stato tutto molto naturale, casuale ed ignorante al tempo stesso, nel senso che ignoravo l’effetto che potesse avere quello strumento sulla mia persona e sul mondo che mi circondava. Proprio stamattina leggevo l’etimologia della parola “passione”, viene dal latino ed è il participio passato del verbo patire. Queste due cose vanno a braccetto, e da ragazzino non lo capivo, non lo sapevo proprio».

Alessio Bondì

Il dolore che canti, è qualcosa che hai provato muovendo i tuoi primi passi nella musica?
«Come in qualsiasi campo e come tutti ho avuto delle difficoltà, però il dolore credo sia qualcosa che noi esseri umani non conosciamo. In alcune religioni si crede sia l’espiazione dei peccati commessi in tutte le vite precedenti, ma io penso che provenga da una relazione legata all’inspiegabile»
Alessio è entusiasta, è sognante e pieno di motivazione quando parla di musica: di quel momento in cui un essere umano si lascia trascinare da un si be molle, messo proprio lì dove doveva stare, o di un’emozione descritta con le parole giuste, esattamente come l’avremmo voluta dire se solo ci avessimo pensato prima.
Ed è per questo che Alessio ha scelto il dialetto per la sua musica, per raccogliere la comunicazione più vicina a lui, quella che si incontra girando l’angolo di casa.

Alessio Bondì

Che effetto fa la lingua siciliana su quel pubblico che magari non lo usa o non lo vive quotidianamente?
«E’ una questione culturale, perché conversare con musica e parole è davvero un atto magico, è l’unica cosa che trascende da noi, l’unica cosa astratta ma vera e certa che esista. Melodia e testo sono due binari che poi convergono e fanno viaggiare lo stesso treno, affinché arrivi a destinazione»
L’album Sfardo si collega ad ogni risposta. «E’ uno squarcio, - dice -. Uno sradicamento non solo di sangue ma di godimento, dato che la traduzione del verbo “sfardare” (letteralmente stracciare, nda) può anche anche significare riuscire in un’accezione meno usata e tutta palermitana».
«La storia di Sfardo parte da un normale novero di brani portato in giro e che ho avuto però la fortuna di rodare in studio. Ho scritto ogni traccia perché ho pensato che mancassero delle canzoni che avrebbero dovuto esserci e già appartenerci. Non ci riconosciamo a volte, e ho pensato che sarebbe stato bello fare più musica per noi palermitani ma che al contempo non fosse limitata. Ho discusso anche con un docente di linguistica italiana dell’Università di Palermo, Roberto Sottile, che era molto sorpreso e rallegrato delle mie vocali aperte. Credo che abbiamo una forte esigenza di cunto, di teatro, di società e scena, e trattandola nella maniera a noi più vicina si può considerare il parlato del proprio entroterra, e non come volgare o sbagliato, ma come purezza, crudezza e nudità. La nostra è una lingua poetica con delle possibilità originali. Io spero di cambiare il mondo facendo scoprire una Sicilia diversa, anche a chi è mio concittadino».

Alessio Bondì

Alessio Bondì è un rivoluzionario con in mano una chitarra, la voce in petto e il soffio dell’armonica che adesso torna nella culla delle sue idee.
Come ti senti a ritornare a cantare nella tua città?
«Bene, non m’immagino altro luogo in cui poter festeggiare il compleanno di Sfardo. Ho una sorta di saudade per i vecchi tempi passati nella zona del centro. Poi lì c’è la mia band di riferimento, e sul palco in queste due serate di festeggiamenti saremo in sei».
A I Candelai Alessio Bondì suonerà tutti i brani dell’album Sfardo con Ferdinando Piccoli (batteria), Federico Gueci (contrabbasso e basso elettrico), Fabio Rizzo (chitarra elettrica e lapsteel), Francesco Incandela (violino e mandolino) e Alfonso Vella (sax).
Sembra quasi che lui stia giocando con l’enorme successo che gli arriva, continuando a divertirsi come ha sempre fatto, sfardando la musica.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 11 aprile 2017





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