mercoledì 21 agosto 2019

mercoledì 21 agosto 2019

MENU

Alberto Cardillo: «Con la kinesiologia ho ritrovato me stesso»

Libri e fumetti

Il kinesiologo e naturopata trapanese ha pubblicato il libro “La vita nella vibrazione dell’amore -Conoscersi con la kinesiologia olistica" in cui spiega, partendo dalla sua esperienza personale, come questa terapia alternativa possa «guarire i mali oscuri dell’anima», sensa sostituirsi alla medicina tradizionale. Domenica 28 aprile la presentazione a Trapani


di Maria Enza Giannetto

«Ho deciso di raccontare in prima persona il mio percorso di rinascita, perché in 20 anni di professione ho notato come quasi la totalità dei miei clienti condividano in parte quel malessere che mi affliggeva e da cui sono guarito grazie alla kinesiologia». Alberto Cardillo, trapanese, 54 anni, non usa mezzi termini: per lui la kinesiologia, terapia alternativa che ha conosciuto dapprima come “cura” personale, poi diventata la sua professione è stata davvero l’ancora di salvezza che l’ha condotto fuori da quel male oscuro che lo aveva afflitto quando, giovane amministratore comunale ad Erice (dal 1990 al 2001 è stato assessore ai lavori pubblici e urbanistica e vicesindaco) era entrato in un tunnel di malessere inspiegabile.

Il kinesiologo e naturopata trapanese Alberto Cardillo

Di questo suo percorso di rinascita e della kinesiologia applicata alla medicina che è oggi il suo campo professionale, Alberto Cardillo parla nel suo libro “La vita nella vibrazione dell’amore – Conoscersi con la kinesiologia olistica” appena pubblicato per Sei Amore e che sarà presentato domenica 28 aprile (ore 18) all’Hotel Tirreno di Trapani, durante un incontro con Wolly Cammareri, Patrizia Boi e Don Liborio Palmeri. Un libro che, con linguaggio semplice e alla portata di tutti, accompagna il lettore nel mondo della disciplina che si fonda su una presunta modalità di comunicazione con il sistema corporeo rivolta a una valutazione e a un miglioramento dello stato di benessere individuale, attraverso storie reali (quella dell’autore, in primis), esempi, spiegazioni e rimandi filosofici.

«Ho deciso di scrivere un libro sull’argomento – spiega Cardillo - perché attraverso la kinesiologia sono guarito dal male oscuro dell’anima, ho ritrovato me stesso e tutto l’universo intorno a me e soprattutto per ricordarmi perché faccio il kinesiologo e perché ho trovato, attraverso l’esercizio di questo lavoro, un tramite, un vettore in cui ho fatto confluire tutto ciò che prima era frammentato per renderlo saldo, solido e forte. Attraverso il conflitto interiore che l’Alberto di vent’anni fa viveva per via dello scontro tra il sogno ideologico della politica e quello che si scontrava con la realtà, ho compreso quale fosse davvero il mio malessere, per questo, lo scopo del mio libro è quello di trasmettere una convinzione semplice, maturatasi nel tempo, nella costante e appassionata applicazione dei dettami kinesiologici: possiamo vivere meglio, e lo possiamo davvero. Dobbiamo aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni».

Aggiungere vita agli anni. Un concetto apparentemente semplice ma per nulla scontato per i più, come ha potuto vivere sulla sua pelle Alberto Cardillo prima di diventare kinesiologo e naturopata, specializzandosi in test bioenergetici sulle intolleranze alimentari e in varie discipline alternative quali la cromoterapia, aromaterapia, medicina tradizionale cinese (che applica nella terapia dei suoi tanti clienti nei suoi studi di Trapani, Milano, Roma, Ancona, Cesena, Mestre, Firenze dove collabora con vari medici e professionisti sanitari).

«Sono le emozioni, le sensazioni e i pensieri – spiega - che creano tutta una serie di processi legati alle malattie funzionali. Quando si è afflitti da un malessere oscuro, ci si ritrova con il medico che, giustamente, non può diagnosticare una malattia organica o una vera patologia perché il malessere è funzionale. Il soggetto però sta male davvero, il suo malessere esiste e il soggetto si sente solo, abbandonato e spesso lo si etichetta come ipocondriaco. Tutto questo lo fa sentire ancora più solo, subentrano stati d’ansia e paranoie mentre il male dell’anima, quella selva oscura di cui parlava Dante può invece essere individuato, tramite le giuste chiavi d’accesso, può essere individuato. Io andavo dal medico per essere curato ma non guarivo perché probabilmente il mio inconscio mi diceva che io ero sulla strada sbagliata, e il bravissimo neurologo da cui andai la prima volta mi disse “Assessore, io non le prescrivo nulla perché lei sarebbe in grado di annullare l’effetto di qualunque medicina, lei non vuole guarire”. Nel tempo, diventando io stesso kinesiologo, ho capito cosa significassero davvero quelle parole».

E la kinesiologia olistica, che guarda alla forma sia diagnostica sia terapeutica, è uno strumento valido per trovare queste famose chiavi d’accesso, fermo restando, come sottolinea più volte Cardillo, che si tratta di una terapia che non si sostituisce alla medicina convenzionale.

«Non ci stancheremo mai di sottolineare – spiega Cardillo - quanto sia necessario avere certezza che, il “malessere”, non abbia già compromesso un organo o un viscere nella misura da aver determinato una malattia organica. Questo è possibile comprenderlo solo attraverso un attento e obiettivo esame clinico del medico specialista o di fiducia: se l’organo è compromesso, con le tecniche in uso alla medicina non convenzionale è possibile integrare ma non sostituire. In alcuni casi – continua il kinesiologo - il percorso kinesiologico prevede, preliminarmente, la visita medica oggettiva fatta dal medico. Ovviamente, tale prassi prevede sia l’anamnesi dal punto di vista clinico, nel senso olistico più ampio del termine, sia l’esame obiettivo per accertare, attraverso l’ispezione, la palpazione, la percussione e l’auscultazione le condizioni generali del paziente. Nella fattispecie l’incontro con un kinesiologo».

Un esempio di  kinesiologia applicata

Nel libro, Cardillo, spiega anche la dinamica bifasica dell’iter diagnostico e terapeutico che parte dal risalire al “chi sei” dell’individuo. «Si tratta – dice - di un percorso delicato e fondamentale poiché composto da due processi distinti ma convergenti: anamnesi clinico–organica e approccio psico–emozionale. Una fase determinante poiché permette di comprendere che le somatizzazioni, i disturbi funzionali e le difficoltà quotidiane a tutti i livelli sono solo l’effetto di una causa che occorre individuare e rimuovere. La ricerca delle cause che si celano dietro all’effetto sono alla base del percorso Speed to the point. L’esame obiettivo poi, si articola in due fasi (da quello medico al test muscolare kinesiologico) per avere uno screening completo per meglio individuare le cause e comprendere dove energeticamente si sono fermate. Non manca il test bioenergetico per le intolleranze alimentari e la rimozione delle memorie negative quando si è certi di trovarsi al cospetto di una problematica di origine psico–emozionale».

In questo modo il libro, tra parti più tecniche e testimonianze, diventa non solo una sorta di manuale alla scoperta della kinesiologia, ma soprattutto un inno al potere dell’Amore, perché, come sottolinea Cardillo in chiusura: «Il vero amore viene generato dentro di noi ed è il più elevato raggio di sole che illumina e crea la felicità. Non esiste potere curativo più grande dell’Amore».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 26 aprile 2019
Aggiornato il 29 aprile 2019 alle 21:03





TI POTREBBE INTERESSARE

Sulle tracce di Franco Battiato, nuovo classico di Sicilia

Il cantautore etneo da mesi è fuori dai riflettori mediatici ma le più recenti riflessioni sul suo pensiero e sulla sua vita sono contenute in "Temporary Road. (una) vita di Franco Battiato", dialogo con Giuseppe Pollicelli, edito nel 2018 da La nave di Teseo, che riprende il documentario di Pollicelli e Tani del 2013 e un testo con riflessioni a tutto tondo sulla vita e l'arte

Vincenzo Spampinato, il tempo è un brivido da imparare

Romantico, malinconico, divertente, esplosivo Spampinato. In “Fioriranno i mandorli sulla luna”, Carthago Edizioni, giochi di parole, neologismi, per nulla scontati, emergono nei versi del cantautore catanese e nelle immagini del fotografo Cosimo Di Guardo

Domenico Cacopardo: «Lungo la ferrovia di Giusto corrono i meccanismi del potere»

"Agrò e i segreti di Giusto" (Marsilio), ottavo della saga del magistrato, parte dalla strana morte di un ingegnere ferroviario che non accetta il modo di operare della sua società. Lo scrittore: «Nel 2012 volevo parlare di alta velocità italiana, l'editore me lo impedì per rischio querele. Per non perdere il romanzo ho spostato il racconto sulla tratta Trieste-Budpaest»

Andrea Camilleri e la verità indecidibile di Montalbano

Filosofia, thriller e psicologia, azione e riflessione, attualità e memoria si intrecciano in "Il cuoco dell'Alcyon", il nuovo romanzo dello scrittore empedoclino che vede protagonista il Commissario Montalbano. Scrive Salvatore Silvano Nigro nel risvolto di copertina: «Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo. Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, farsa e tragedia»

Milena Privitera: «Il Grand Tour della Sicilia vista dalle donne»

La giornalista e scrittrice taorminese ha pubblicato con Algra Editore "La Sicilia nel cuore", il racconto di 15 viaggiatrici che dall'Inghilterra o dall'America approdavano nell'arcaica Trinacria, tra Otto e Novecento: «Sono donne indipendenti e sicure di sé ma non tutte, però, hanno saputo gestire al meglio l’impatto con una realtà così controversa»

«La modernità ha infranto il sogno ancestrale di Gioacchino Cataldo»

Lo scrittore toscano Massimiliano Scudeletti è l'autore di "L'ultimo rais di Favignana. Aiace alla spiaggia" (Bonfirraro Editore), romanzo di biofiction sul celebre tonnaroto morto lo scorso anno: «Il tema è la delusione. La vicenda umana del mio Aiace/Cataldo è quella di un bambino, poi uomo che coltiva un sogno e diventa il re dei Rais per poi vedere il regno inabissarsi»