Ada e Roberta e il Cammino di Santiago a metà: «Pronte a rimetterci in viaggio»

Globetrotter Dopo due settimane il Cammino "francese" di Santiago, intrapreso a maggio del 2019 dalle catanesi Ada Severino e Roberta Scicali, s'è dovuto interrompere per l'infortunio ai tendini di Ada. Tra pathos, ironia e emozioni pure, il diario di viaggio dalla prima tappa di Saint Jean Pied De Porte a quella finale di Fromista: «Eravamo a metà. Nonostante tutto ci è rimasto addosso un grandissimo senso di liberazione. Siamo pronte a rimetterci in viaggio con la stessa voglia del primo giorno»

Quando due amiche si incontrano dopo 20 anni, in un percorso vicino ai boschi etnei mentre si allenano camminando, vuol dire che deve succedere qualcosa di veramente particolare. Infatti, così fu. L’idea era semplicemente quella di camminare in mezzo alla natura insieme ad una terza amica, perché mentre si cammina capita che una parola tiri l’altra. E così venne fuori un sogno comune che ci portavamo da anni: intraprendere Il cammino di Santiago. Ferme in mezzo al sentiero, occhi negli occhi, un mezzo sorriso, ci siamo dette (reciprocamente) all’unisono: «Non è che dici così e poi cambi idea e poi ci rimango male?!”. Decidemmo la data. Un anno di duro allenamento, tre volte a settimana, camminando dai 12 ai 18 chilometri a volta. La terza amica ci seguiva incredula.

La mappa del Cammino “francese” di Santiago

Nell’autunno 2018 prenotiamo i voli: da Catania a Bergamo, e poi da Bergamo a Lourdes per raggiungere la prima tappa: Saint Jean Pied de Porte, il paesino sui Pirenei francesi considerato la partenza ufficiale del Cammino francese verso Santiago de Compostela. Roberta riflette: «Sono venti anni che non prendo l’aereo e non avevo nessuna intenzione di prenderlo. Lo sussurro ad Ada, e adesso due voli in un giorno solo. Torno a riflettere e attendo in silenzio la prenotazione dei voli».

6 maggio 2019, si parte

Il Cammino di Ada e Roberta, le credenziali

Procede tutto secondo il programma. Arriviamo a Lourdes alle 22,30 precedute da numerose mail di conferma inviate al nostro b&b prenotato tramite Booking, quasi un mese prima. Ma già a Lourdes il viaggio inizia a diventare avventura. Iniziano le sorprese.

La prima sorpresa è stata l’attesa da parte di 50 pellegrini, noi comprese, dei bus di collegamento al centro di Lourdes, indicati nei vari tabelloni e nelle guide, bus che non sarebbero arrivati mai.  Nella lotta alla contesa dei taxi ci ritroviamo a condividerne uno, insieme ad altri 5 pellegrini italiani, che sarebbero stati parte della nostra futura compagnia. Raggiungiamo il nostro b&b alle 24, trovando un messaggio attaccato alla porta in cui la gentile francesina ci invitava a non suonare per non disturbare gli altri ospiti e di contattare il servizio Booking per eventuali reclami. Sole, nel cuore della notte a 5 gradi sopra lo zero, dopo un giorno intero fatto di salite e discese dai vari aerei, ciascuna con il proprio zaino da 10 chili addosso, non sappiamo se iniziare a pregare o ad urlare. Grazie alla gentilezza di un portiere notturno di un piccolo albergo riusciamo a trovare la nostra stanza per la notte. E’ Lourdes fu.

Giorno 0, in treno da Lourdes a Saint Jean Pie de Port

Al via il Cammino di Roberta e Ada (sulla destra) e degli altri pellegrini

Dopo una visita alla cattedrale di Lourdes e il suo immediato circondario, rincontriamo in giro i nostri compagni di sventura della sera precedente, anche loro in visita a questo immenso luogo che oscilla tra il sacro ed il profano. Il meraviglioso francese maccheronico di Ada ci aiuta non solo a trovare una boulangerie dove ci ingozziamo di una deliziosa colazione francese, ma anche la stazione ferroviaria che ci porterà a destinazione: Saint Jean Pie de Port. Siamo già un gruppo di compagni uniti per affrontare la prima devastante tappa che ci porterà a valicare i Pirenei per arrivare a Roncisvalle, 29 chilometri di cammino con 1400 metri di dislivello. Si cena insieme, si scherza si ride… arriviamo pure ad intonare uno stonatissimo tanti auguri ad una perfetta sconosciuta.

Foto 2

Giorno 1: da Saint Jean Pied De Porte a Roncisvalle, 29 chilometri

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, in cammino

Ore 7.15, colazione e partenza, l’aria è frizzantina. Al momento siamo in 4…si parte.

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, primo giorno in compagnia

Energia positiva e sguardi in avanti, non sai cosa ti aspetta… Iniziamo una scalata che durerà circa 18 chilometri, un vento fortissimo ci soffia contro e porta una pioggerellina piccola e costante “assuppa viddani” la chiamano dalle nostre parti. Si procede, con sosta ad Orisson, una minestra calda una Madeleine ciascuno, e via. Dopo 15 chilometri, stravolte, sostiamo, ci guardiamo e ci buttiamo per terra nel fango. Il sonno è pazzesco ma qualche minuto basta a ridarci forza.

Chilometro 19, cazzo si scende!! … sarebbe stato meglio prima. Un amico ci sostiene, lui è un veterano del Cammino con frasi come “pensa che quella strada l’hanno percorsa Carlo Magno, San Francesco e Napoleone” ma siamo dentro un bosco e nonostante lo sfinimento riusciamo ad apprezzarne la bellezza e i profumi. Chilometro 29, ore 16.20, finisce il bosco, un ruscelletto da attraversare e difronte a noi il convento come un miraggio. Noi avevamo prenotato quando Roberta in preda al panico – qualche giorno prima – aveva cominciato a mandare messaggi terroristici nel cuore della notte… E meno male perché era tutto pieno.

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, i Pirenei

Alle 19 la messa del pellegrino, molto suggestiva. Poi la cena e a dormire. Crediamo! Probabilmente era coma…

Giorno 2, la notte nel Parrocchiale

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, la notte nella Municipale

Incredibile a credersi ma al risveglio riuscivamo ancora a muoverci, e così fu che partimmo alla scoperta di ciò che ci riservava il secondo giorno. Una mattinata all’insegna di cieli spettacolari, boschi, ruscelli e una sensazione di appartenenza con il mondo, inimmaginabile, ma dopo i nostri 20 chilometri giornalieri altre sorprese ci aspettavano.

Arrivate a Zubiri, ci rendiamo conto che è impossibile trovare un posto per passare la notte. Tutte le strutture del paese sono piene di pellegrini. Panico. Dico ad Ada che sono pronta a dormire sotto il ponticello anche se inizia a fare veramente freddo. Da questa situazione però, scopriamo il vero senso del cammino, dell’umanità, della partecipazione e condivisione con tutti gli altri pellegrini e abitanti del luogo. Nessun pellegrino rimarrà al freddo e senza un pasto caldo. Intanto stavamo condividendo l’esperienza di non avere un tetto sulla testa con due coreane, quando un ragazzo, gestore di un Municipale, così si chiamano le strutture adibite per i pellegrini, inizia a telefonare costantemente a tutte le strutture dei paesi limitrofi per trovarci un posto per dormire. E’ fatta. Dopo un’ora, il ragazzo trova appunto 4 posti per noi due e per le coreane in un Parrocchiale a 10 chilometri da Zubiri, ci chiama pure un taxi per arrivarci.

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, Zubiri

Ci prepariamo per fare la nostra prima esperienza in un Parrocchiale. Sono alloggi accanto a delle chiesette, gestiti dagli stessi pellegrini, volontari per 15 giorni l’anno che decidono di dedicarsi agli altri “hospitaleros”. La magia continua. Ci ritroviamo in un alloggio in mezzo al bosco, ci accoglie un ragazzo spagnolo che ci invita dopo aver messo il timbro d’obbligo nelle nostre credenziali a partecipare alla preparazione della cena. Non sono richiesti soldi, infatti, ma solo condivisione. Inaspettatamente ci si siede a tavola e si chiacchiera con gli altri 10 ospiti. La cosa strana è che i 10 ospiti provenivano dal resto del mondo e nessuno di noi parla un inglese decente. Si riesce anche a ridere e scherzare. Dopo cena ci riuniamo nella chiesetta accanto per una intimissima benedizione del pellegrino, basata su una chiacchierata e cantata di alcuni testi, naturalmente ognuno nella propria lingua.

FOTO preghiera del pellegino

Giorno 3, da Zubiri a Pamplona

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, Ada nelle campagne di Pamplona

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, Ada nelle campagne di Pamplona

Zubiri-Pamplona ed è subito movida. Intanto il gruppo si è legato maggiormente, nonostante non camminiamo sempre insieme. Pamplona è stupenda, ricca di colori e sapori passionalmente ispanici. Segnaliamo la visita guidata gratuita in italiano per tutti i pellegrini della cattedrale di Pamplona, da non perdere.

Giorno 4, da Pamplona a Uterga

Il Cammino di Ada e Roberta, la Flecha Amarilla

Non ti chiedere dove stai andando, segui la Flecha Amarilla, la freccia gialla del Cammino di Santiago. Distese indescrivibili, continui a sentirti parte dell’universo, tra te e la natura solo “Buen camino” e “Hola” ripetuti. Nelle soste scambi di esperienze, racconti, sorrisi ed ancora saluti. Non li conosci neanche, ma fanno parte del tuo viaggio, sono storie e volti che magari non rincontrerai più.

Conosciamo Nunzia, una simpatica prof in pensione. Nunzia non ha fretta e ci confida: “Ho dedicato tutta la mia vita agli altri, adesso voglio prendermi del tempo per me. Se c’è una cosa di cui adesso dispongo è il tempo, voglio farne l’uso che più mi piace”.

Il caldo si fa sentire, lo zaino pure, ci fermiamo a Uterga, quattro case di cui due ostelli. Inizialmente ci lascia perplessi l’alloggio ma scegliamo di restare. Un ricordo bellissimo di una tavolata composta da tre italiane, una norvegese, un tedesco, due russi e sette coreani. Noi continuiamo a biascicare frasi ma incredibilmente facciamo conversazione, forse abbiamo pure bevuto un bicchiere in più di pessimo vino.

Alle 20.30 già si dorme.

Giorno 5, da Uterga a Estella

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, amici del mondo a Uterga

Perdere il senso del tempo e siamo solo alla quinta tappa. Ada: «Silenzi sempre più presenti, mi giro cerco Roberta con lo sguardo, ognuna nei sui pensieri, la gioia di esserci ognuna a modo suo. Camminiamo nella bellezza della natura ed esattamente ciò che vogliamo fare ed esattamente siamo dove vogliamo essere».

La fatica della scalata ci conduce alla meta più alta del cammino, all’Alto del Perdon, vista mozzafiato sulle vallate, estremamente ventosa, una sosta meritata e ricominciamo a camminare, la discesa è ripida nello sterrato… Viviamo la scena del film che ci ha ispirato o siamo davvero qui? Ci consolano i dolci comprati a Pamplona.

Cammino di Santiago, Alto De Perdon

Giorno 6, da Estella a Los Arcos.

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, Los Arcos

Lasciamoci bruciare dal sole. Solo cammino, campi di grano, papaveri e tanto cielo e sole. Los Arcos, minutissimo centro, ci accoglie.

Giorno 7, da Los Arcos a Viana

Cammino di Santiago di Ada e Roberta, Viana in Navarra

Aumentano i silenzi. Iniziano i vigneti, solo natura intorno. Viana è l’ultima città della Navarra, stupenda regione, dove prendiamo d’assalto un panificio del corso e ci abbuffiamo di specialità dolci e salate.

Giorno 8, Da Viana a Logroño fino a Navarrete

Cammino di Ada e Roberta, incontri durante il cammino

Ascolta il tuo corpo. Dopo tanta natura incontriamo la prima grande citta Logroño, deserta nelle prime ore della mattina, ne approfittiamo subito per goderci una super lussuosissima colazione. Imbocchiamo il Parco de la Grajera e cominciano i primi fastidi. Ada: «Mi fa male il tendine…». Arriviamo a Navarrete, stanchissime, sopraffatte dal caldo e Ada con il piede ko.

Giorno 9 da Navarrete a Santo Domingo de la Calzada

Verso Santiago

Oggi riposo. Descansar, e ci godiamo la città. Prima tappa in bus, triste ma va bene così, il tendine di Ada fa troppo male. Il viaggio prende una piega diversa. Piacevolissima la visita a Santo Domingo e rimaniamo affascinate dalla bellezza della chiesa con il suo piccolo pollaio all’interno. Da ora in poi i chilometri si riducono a 10 al giorno a causa dei problemi al piede di Ada e inevitabilmente si inizia a fare più attenzione agli incontri nei vari ostelli. Si iniziano a conoscere con più attenzione i pellegrini, le loro storie e i loro problemi sul cammino e gli ospitaleri, pellegrini di tutto il mondo che decidono di dedicare una settimana della loro vita all’accoglienza di altri pellegrini gestendo gli ostelli e prendendosi cura di chi arriva. Nessuno viene abbandonato, ci si occupa anche di trovare un altro alloggio se il proprio è al completo. E se hai dei problemi è sicuro che non mancherà l’attenzione, la cura e la disponibilità.

Giorni 10, 11 e 12, da Santo Domingo della Calzada passando da Burgos fino a Hontaras

Ada e Roberta a Burgos

Con calma e senza fretta accompagnati dalle cicogne. La calma e lentezza del viaggio ci ha portato, soprattutto Roberta, a lasciarsi affascinare dai voli improvvisi di enormi cicogne che attraversavano i cieli. Nidi enormi di cicogne si trovano in ogni campanile di chiesa che si incontra, comprese quelle nella città di Burgos, e questo è ancora più stupefacente. Burgos affascina con il suo gotico. Un giorno di pausa e si riprende a camminare.

Il Cammino di Ada e Roberta, nidi di cicogne a Belorado

Giorno 13, da Hontanas a Fromista

Roberta e la Meseta di Fromista

Gli ultimi passi. La Meseta è un’immensa distesa di pianure. All’improvviso, valicata una piccola collina di fronte a questa immensità, si sente un urlo liberatorio: “Buongiorno Spagna”. Un pellegrino tedesco, rimasto affascinato da questa distesa pianeggiante esprime al massimo quello che noi tutti stavamo provando. Un senso di libertà e che ci colpisce l’anima con tutta la sua semplicità.

Giorno 14, Fromista, fine del nostro cammino

Il Cammino di Ada e Roberta, segnali lungo il cammino

Ada è fuori gioco. Nonostante le massicce dosi di antinfiammatorio si aggiunge una febbre cavallina e Roberta decide di concludere con lei… Eravamo esattamente a metà.

Nonostante tutto ci resta addosso una grande gioia, una forza che ci ha rigenerate come persone, e un grandissimo senso di liberazione durato forse troppo poco. Siamo pronte a rimetterci in viaggio con la stessa voglia del primo giorno. Ed il significato è tutto qui.

Murales sul Cammino di Santiago

Guarda la galleria del Cammino di Santiago di Ada e Roberta

Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, murales
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, la mappa del Cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, in attesa delle credenzialiCammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, in attesa delle credenziali
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, consegna delle credenziali
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, le credenziali del Cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, inalmente pellegrini ufficiali
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, 1° giorno in compagnia
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Roberta sui Pirenei
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, sui Pirenei
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ada sui Pirenei
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Municipale Roncisvalle
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Roncisvalle-Navarra
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Roncisvalle-Navarra
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, in cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Bosco Rocisvalle
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Zubiri
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, il salvatore della notte al caldo di Zubiri
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Zubiri
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Pamplona
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Pamplona
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ada a Pamplona
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ada a Pamplona
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Pamplona
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Alto De Perdon
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, amici del mondo Uterga
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Municipale ad Uterga
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, la Flecha Amarilla
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, pellegrini in cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Puente de la Reina
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Puente de la Reina
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Estella cammino ancora
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Puente della reina
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, fontana di vino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Los Arcos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Los Arcos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Viana
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Viana-Navarra
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, incontri durante il cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Logrono
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ventosa-Najera
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ventosa-Najera
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, cicogne a Belorado
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, cicogne a Belorado
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Burgos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ada e Roberta a Burgos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Burgos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Burgos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Burgos
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, cibo espagnolito
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, camino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, segnali
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, mesetas
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, durante il cammino
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Boadilla
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, la Municipale di Navarrete
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, il Cristo di Fromista
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, la Municipale di Fromista
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, la Municipale di Fromista
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Leon
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Leon
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Leon
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Leon
Cammino di Santiago di Ada Severino e Roberta Scicali, Ada Severino e Roberta Scicali

Commenti

Post: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.