A spasso per antiche trazzere a servizio di nuovi turisti

Itinerari I vittoriesi Giuseppe De Caro e Gaetano Melfi hanno percorso a piedi e tracciato su file GPX l'Antica Trasversale sicula (forse la strada più antica dell'isola) e uno degli itinerari disegnati dal cartografo arabo Al-Idrisi intorno al 1150. La loro avventura tra percorsi ormai dimenticati diventerà presto una guida di turismo esperienziale al servizio di altri appassionati camminatori

A piedi sull'Antica Trasversale sicula

«Una guida di turismo esperienziale dove, non solo ci saranno le tappe del cammino che porta da Kamarina a Mozia, ma si potranno trovare anche informazioni utili su pernottamenti, visite, alloggi e ristorazione». È questo il progetto di Giuseppe De Caro e Gaetano Melfi, i due “camminanti” vittoriesi, che dopo aver percorso i 480 chilometri dell’Antica trasversale sicula prima, e i 950 delle Rotte di Idrisi poi, hanno deciso di fornire le indicazioni utili a chiunque voglia intraprendere questi cammini della lentezza, andando per trazzere.

Gaetano Melfi e Peppe De Caro sull'Antica Trasversale sicula

I due hanno infatti individuato e tracciato, su file GPX, il percorso della Trasversale Sicula e ora, In collaborazione con le varie amministrazioni comunali e le associazioni incontrate, stanno lavorando per individuare i luoghi dove alloggiare e ristorarsi. «Sarà un lavoro lungo – dicono – ma che, ne siamo certi, contribuirà a rendere più appetibile l’offerta turistica di questa terra. A breve renderemo pubblico l’intero nostro lavoro (17 tappe in totale) e per cominciare abbiamo pubblicato sulla pagina fb “Antica Trasversale Sicula” la prima bozza di video che presenta le Tappe 11 e 12 (da Vallelunga Pratamento a Castronovo di Sicilia e da Castronovo di Sicilia a Corleone, passando per Prizzi), secondo noi tra le più belle e storicamente ricche della Sicilia Occidentale».

Antica Trasversale Sicula, Pagoda buddista di Comiso

Ma andiamo con ordine per capire da dove è partita questo interesse dei due amici ipparini per le trazzere. «Abbiamo una comune passione per l’archeologia – dicono -, per la storia dei popoli che si sono avvicendati in Sicilia e per le antiche vie di comunicazione. Negli anni, questa passione ci ha fatto avvicinare a studiosi e archeologi siciliani ai quali abbiamo pensato di dare una mano andando, materialmente, a piedi a testare quello che gli scritti antichi hanno tramandato».
Così nel marzo 2016 partono a piedi da Kamarina per raggiungere Mozia, percorrendo quella che probabilmente era la più antica strada dell’isola e collegava la Sicilia nel periodo greco-romano. «Accompagnati – dicono – da Claudio Forte della Protezione Civile “G. Caruano” di Vittoria abbiamo constatare l’esattezza di quello che sosteneva l’archeologo comisano Biagio Pace secondo il quale non poteva non esistere già in tempi antichi una strada che collegasse i più importanti porti esistenti: Kamarina, importante passaggio verso l’Africa e zona di produzione di vino, Caltagirone dove venivano prodotte le anfore per il vino fino a Morgantina e Mozia, parte elima della Sicilia. In pratica in questo percorso di circa 480 km abbiamo messo insieme una delle strada del vino più antiche di sempre, quella del grano nella zona centrale e quella del sale del Trapanese».

Gaetano Melfi,  Peppe De Caro e Claudio Lo Forte

L’obiettivo era restituire alla fruibilità pedonale interi territori dimenticati e che, invece, hanno costituito per millenni l’asse portante degli spostamenti e dell’economia isolana.
A ottobre De Caro e Melfi, accompagnati di nuovo da Claudio Forte, sono partiti sulle orme del cartografo arabo Al-Idrisi che intorno al 1150, su richiesta del re di Sicilia Ruggero II il Normanno tracciò la prima mappa geografica dell’Isola e raccontò dei luoghi, delle rocche e dei castelli disseminati nelle coste e nell’entroterra. Anche in questo caso, supportati dall’archeologo ed esperto di Cultura Islamica Giuseppe Labisi e dallo studioso Luigi Santagati, l’intento è stato quello riscoprire antichi percorsi e resti di quella importante epoca storica che possano contribuire agli studi di numerosi esperti di cultura araba.

Sulle Rotte di Idrisi, strada medioevale emersa sul percorso Sciacca-Caltabellotta

«Abbiamo prima disegnato un percorso per buona parte costiero – raccontano -, che dalla foce del fiume Ippari a Scoglitti ci ha portato a percorrere a piedi senso antiorario per 950 km sino a Mozia. Giunti a destinazione, siamo ripartiti, ripercorrendo l’Antica Trasversale Sicula all’inverso, per altri 480 km circa, al fine di poter consegnare agli appassionati la mappa definitiva»

Sulle Rotte di Idrisi,Terme bizantine di Mezzagnone- Santa Croce Camerina

Un’esperienza che non rimane fine a se stessa ma che i due camminanti vogliono condividere con altri mettendo al servizio dei potenziali turisti un pacchetto di informazioni, per aiutare chiunque nella scoperta di luoghi ancora poco conosciuti. «Oltre alla guida che cercheremo di ultimare entro l’anno, metteremo su anche un sito in cui chi vorrà, potrà scaricare gratuitamente il file gpx e potrà accedere ai numeri di riferimento per muoversi tranquillamente alla scoperta di questo meraviglioso territorio siciliano. Noi abbiamo fatto tanti viaggi nel mondo, ma ci siamo detti che d’ora in poi ogni nostro viaggio sarà solo in Sicilia, una terra che grazie alla storia e all’accoglienza delle persone potrebbe davvero vivere di solo turismo”.

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