Il Parco di Selinunte tra nuove scoperte e possibili restauri

Sicilia antica L'assessore regionale ai Beni culturali Vittorio Sgarbi ha annunciato un'azione di recupero sul Tempio G grazie al supporto economico di un mecenate durante un convegno nel quale i geomorfologi dell'Università di Camerino presentavano i primi risultati delle loro ricerche, tra cui delle probabili vasche sotto il Tempio M

Durante il convegno “Valorizzazione e tutela dai rischi geologici della polis di Selinunte” che si è tenuto al parco archeologico di Selinunte, l’assessore regionale ai Beni culturali Vittorio Sgarbi ha annunciato che entro marzo, grazie al supporto di un probabile mecenate privato con cui è personalmente in contatto, potrebbe iniziare un’azione di recupero del Tempio G di Selinunte, le cui colonne potrebbero essere nuovamente messe in piedi entro 7 mesi dall’inizio dei lavori.

Il Tempio C del Parco archeologico di Selinunte

Il Tempio C del Parco archeologico di Selinunte

L’annuncio durante il convegno nel quale sono stati presentati i risultati del primo anno di ricerca che i geomorfologi dell’Università di Camerino stanno compiendo sul sito, e che nei giorni scorsi hanno annunciato un incredibile ritrovamento. Grazie all’utilizzo di una termocamera i geologi hanno rilevato sul terreno dell’area archeologica di Selinunte delle anomalie, verosimilmente delle strutture che dal Tempio M scendono verso il porto, risalenti a circa 2700 anni fa. Potrebbe trattarsi, secondo quanto annunciato da Fabio Pallotta, geoarcheologo consulente dell’Università di Camerino del Parco Archeologico di Selinunte, di un susseguirsi di templi e di vasche colme di acqua sorgiva che ruscellava verso il mare africano per offrire prezioso ristoro ai viaggiatori di confine.

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