lunedì 24 giugno 2019

lunedì 24 giugno 2019

MENU

A Terrasini grande successo per la Giornata delle Oasi

Natura

Ma il rischio chiusura a causa del drastico taglio delle risorse finanziarie non è ancora scongiurato, le associazioni Ambientaliste ( Wwf, Lipu, Gre, Cai e Legambiente) che gestiscono le aree protette siciliane fanno fronte comune


di Redazione SicilyMag

Grande successo a Capo Rama per la Giornata delle Oasi, un appuntamento che il WWF ha voluto onorare con una vera e propria festa della biodiversità nelle sue 100 Oasi con centinaia di eventi. La Riserva Capo Rama, gestita dal WWF Italia, è stata teatro di una caccia al tesoro per i lupetti del gruppo scout Agesci “Cinisi 1°”, di 3 passeggiate alla scoperta della flora costiera lungo le falesie della Riserva, la biodiversità del promontorio Capo Rama e la geodiversità con la scoperta dei fossili e delle rocce del geosito “Successione Triassica Capo Rama”, il tutto organizzato dalla Riserva con l’aiuto di centinaia di volontari.

Terrasini, Giornata delle Oasi 2016 - ph L. Genco

La Giornata Oasi 2016 è stata anche l’occasione per avviare il progetto Alternanza scuola-lavoro” con gli studenti dei licei scientifici “Einstein” e “Galileo Galilei” di Palermo che hanno visitato questo meraviglioso scrigno di biodiversità e geodiversità, servizi naturali indispensabili alla nostra vita, salvati da cementificazione selvaggia, bracconaggio, sfruttamento indiscriminato delle risorse, illegalità.

Terrasini, Giornata delle Oasi 2016 - ph D. Bonaviri

A Capo Rama, per i primi 20 anni di gestione, si è anche svolto il primo raduno regionale delle Associazioni Ambientaliste che gestiscono aree protette: WWF, Lipu, GRE, CAI, Legambiente insieme nella Settimana delle Aree Protette per ricordare il 24 maggio 1909, giorno in cui venne istituito in Svezia il primo parco europeo e per sensibilizzare sull’importanza rivestita dalle aree protette nella salvaguardia del patrimonio naturalistico e nello sviluppo di un turismo sostenibile sano e pulito. Questa settimana di forte mobilitazione è stata anche l'occasione per mantenere alta l'attenzione sulla gravissima situazione in cui si trovano le riserve naturali siciliane a causa della drastica riduzione dei fondi del bilancio regionale. Ancora non è scongiurato il rischio di chiusura a causa del drastico taglio delle risorse finanziarie. Gli enti gestori associazioni hanno mantenuto gli impegni concordati e da oltre un mese anticipano le somme di funzionamento e gestione delle riserve ed hanno messo in campo un denso programma di attività oltre l’ordinario.

Terrasini, Giornata delle Oasi 2016 - ph D. Bonaviri

Le associazioni chiedono e auspicano che la Regione mantenga gli impegni assunti e che prima della scadenza del prossimo 31 maggio, termine fissato nello scorso incontro del 14 aprile, vengano comunicati agli enti gestori gli atti concreti assunti per consentire la prosecuzione di questa importante esperienza di gestione ed il regolare funzionamento delle riserve naturali per tutto l’anno.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 30 maggio 2016





TI POTREBBE INTERESSARE

I verdi moschettieri dell'Etna

Ogni anno sempre più persone vengono per ammirare “a muntagna”, come i siciliani amano definire il Vulcano siciliano, visitare le zone sommitali e fare la conoscenza del ricco patrimonio naturalistico, culturale, storico. Betulla, pino laricio, faggio e ginestra sono quattro specie botaniche uniche, endemiche, a tutela della specificità del Parco dell'Etna

Sul Sentiero dei Vuturuna per tornare ad ammirare il volo dei grifoni

Dopo 50 anni di silenzio, un progetto del Parco dei Nebrodi e Lipu ha reintrodotto nella valle del Rosmarino il grifone, un avvoltoio che si era estinto nel 1965. A distanza di 13 anni dal successo dell'impresa, è nato un percorso naturalistico che ripercorre la storia gli antichi grifoni, e li unisce idealmente alla nuova colonia che volteggia libera nei cieli di Alcara Li Fusi

A Catania un'importante scoperta sull'attività eruttiva di Vulcano

Il team di ricerca, coordinato dal prof. Marco Viccaro dell’Università di Catania, è riuscito a ricavare i tempi di stazionamento del magma in profondità del Vulcano dell’Arcipelago delle Isole Eolie scoprendo che rimane confinato per lungo tempo nella crosta terrestre e che viene messo in movimento solo pochi anni prima di un’eruzione

"Efficienza energetica on the road" fa tappa a Palermo

Giovedì 22 febbraio nel capoluogo siciliano la nona tappa della campagna di informazione “itinerante” organizzata da Enea che sta coinvolgendo 10 città del Paese per far conoscere le opportunità e i vantaggi dell’efficienza energetica

Una piega crostale cresce sotto il mare di Acitrezza

Sono i risultati della ricerca condotta dai docenti Giovanni Barreca e Carmelo Monaco del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania con un’equipe dell’Università di Palermo pubblicati su “Geosciences”, la rivista internazionale di geoscienza

Carmelo Ferlito: «L'Etna è come un'enorme sorgente di acqua calda»

Il docente di vulcanologia dell’Università di Catania ha pubblicato sulla rivista Earth Science Review un articolo in cui propone un nuovo modello di riferimento per il vulcano siciliano che, secondo la sua teoria, erutterebbe principalmente gas caldi e non magma con gas. Il lavoro di ricerca non è ancora terminato, ma offre nuovi spunti e un punto di vista alternativo rispetto alla geologia e alla vulcanologia attuale