lunedì 20 agosto 2018

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Videobank, parte da Belpasso l'occhio televisivo sul mondo

Imprese

Nata 23 anni fa nel centro etneo come web provider per mano dei coniugi Lino Chiechio e Maria Guardia Pappalardo, l'azienda oggi è uno dei principali produttori internazionali di broadcasting video che vanta 84 dipendenti in 11 sedi italiane, e 120 collaboratori freelance. Chiechio: «Volevo fare il pilota di aerei ma la vita mi ha portato verso l'alta tecnologia»


di Salvo Fallica

«La tecnologia ha cambiato la mia vita, mi ha permesso di realizzare i miei sogni. Sono passato dalla cultura contadina del lume a pietra, che ha caratterizzato i miei periodi di vacanza estiva nella campagna ennese, ai sistemi hi-tech più sofisticati. Con orgoglio affermo che quei sani valori morali della cultura contadina, che è una etica del lavoro e della responsabilità, hanno ispirato ed ispirano tutt'ora la mia vita». Con questa premessa inizia a raccontarsi nel nostro dialogo Lino Chiechio, 53 anni, fondatore e leader di Videobank, impresa nata nel settore delle telecomunicazioni e poi passata ad occuparsi di broadcasting video. Da Belpasso l'azienda è riuscita ad affermarsi nei mercati nazionali ed internazionali nel settore delle riprese video collaborando con molte delle più grandi realtà televisive a livello mondiale. L'ascesa di Videobank è una storia interessante sia sul piano economico e sociale che cultural-antropologico, «è la dimostrazione» - come afferma lo stesso Chiechio - che in «Sicilia e nel Sud si può fare impresa in maniera vincente, vi sono tante eccellenze imprenditoriali nel Meridione che nonostante la crisi si affermano in Italia ed all'estero. A Belpasso ve ne sono molte e danno lavoro a 5 mila persone. Storie che meritano di essere raccontate. Storie di creatori di aziende ma anche di tanti lavoratori che ci credono. La Sicilia è piena di problemi e di contraddizioni che vanno raccontate, ma è giusto dare spazio anche alle tante persone che in silenzio, con senso del dovere ed amore del lavoro, ogni mattina danno il loro contributo alla Sicilia ed all'Italia».

Lino Chiechio

Un dovere etico e giornalistico raccontare queste storie, di pezzi di Sicilia e di Sud che funzionano, che sfuggono allo stereotipo del Mezzogiorno immobile. Raccontando la realtà così com'è, con le sue contraddizioni, le ombre e le luci, si trovano delle storie positive in tutti i settori. Storie di vita, di lavoro, di impresa e di cultura. Chiechio ama sottolinearlo: «La nostra cultura del lavoro in Sicilia nasce dal mondo contadino, una cultura della fatica ma anche del genio creativo, si pensi alle tecniche di potatura dei contadini di Pantelleria che in condizioni proibitive hanno inventato la vite ad alberello, che crescendo in larghezza invece che in altezza, ha resistito e resiste in zone quasi prive di acqua e colpite da venti forti e caldi. Talmente geniali queste tecniche millenarie da essere riconosciute come patrimonio dell'Unesco». E meriterebbero un riconoscimento anche le complicate e sofisticate tecniche di potatura e di coltivazione dei contadini agrumicoltori ed il lavoro tenace e costante dei coltivatori di grano delle campagne della Sicilia centrale, già granaio di Roma nell'antichità. Chiechio chiosa: «Il nostro lavoro nasce da una lunga cultura millenaria, Belpasso, il mondo etneo e siciliano sono intrisi da valori storici e culturali ma spesso si tende a dimenticarlo».

Troupe di Videobank al Camp Nou di Barcellona per la Champions' League

L'innovazione nasce dai sogni e dalle passioni?
«Sono da sempre stato affascinato dal volo e dalla tecnologia. E stavo per fare il pilota di aerei. Ma la vita mi ha portato verso l'alta tecnologia, dalla navigazione in rete ai più sofisticati strumenti del digitale e della tv satellitare. Internet e tv sono il mondo in cui faccio il pilota».

Sempre per usare delle metafore, diciamo che Lei non solo vola sul piano tecnologico ma anche sul piano della crescita della sua impresa...
«Sono orgoglioso della crescita della mia azienda che sfiora un fatturato di 10 milioni di euro, frutto della sinergia con i miei collaboratori. Mi riferisco sia ai dipendenti che lavorano nelle 11 sedi che abbiamo in Italia sia ai collaboratori freelance. Per me sono tutti fondamentali, il loro contributo è molto importante, il mio dialogo con loro è costante e positivo. Un rapporto di stima professionale ed umana. Va ribadito un concetto che sta alla base del successo di una impresa, non si tratta di un uomo solo al comando ma di una squadra che lavora in sinergia con il proprio allenatore. Bisogna saper decidere sapendo confrontarsi con gli altri, dialogando in maniera sincera con i propri collaboratori. Le risorse umane sono l'elemento più importante di un'azienda».

Maria Guardia Pappalardo al centro della squadra Videobank allo stadio di Manchester

Qual è un'altra dote fondamentale di un imprenditore?
«Lavorare con tenacia alla realizzazione dei propri progetti, avere visione di ampio respiro, continuare sempre ad innovare, guardare al mondo esterno e non chiudersi nel localismo, unire locale e globale”.

Partiamo dalle origini. Come è nata Videobank?
«E' nata 23 anni fa. Con mia moglie (Maria Guardia Pappalardo nda) avevamo già una attività, gestivamo un bar, ma il mio sogno era quello di pilotare aerei. Decido di conseguire il brevetto e parto per la Florida, dove lavorava come istruttrice la moglie di un pilota dell'elisoccorso del Cannizzaro. Mi fermo lì per 40 giorni. Durante il periodo di studio, quando per motivi atmosferici non era possibile volare, stavo vicino a dei colleghi di corso -principalmente degli spagnoli- che erano esperti di computer e navigavano in internet. Ne resto affascinato e ne comprendo le potenzialità. Dopo la fine del corso, ottenuto il brevetto, torno in Italia. Ma invece di volare mi metto a navigare su internet, studio questo mondo e creo Videobank».

Lino Chiechio con la moglie Maria Guardia Pappalardo

Quali erano i suoi studi precedenti?
«Avendo studiato elettronica industriale avevo già degli strumenti di base ma occorreva specializzarsi in un mondo nuovo e con un metodo nuovo. Incominciai a confrontarmi con amici esperti del ramo informatico che lavoravano a Milano. Con queste basi creai il primo punto di accesso ad internet nell'area urbana di Nicolosi, allora non esisteva la tariffa nazionale. Iniziai per gioco ma diventò un lavoro. Essendo Belpasso nella stessa rete urbana di Sigonella venni notato dagli americani che si rivolsero a me per l'accesso alla rete. Iniziò così a divenire un lavoro».

Qual è stato il passaggio successivo?
«Trattandosi di un mondo nuovo la crescita fu rapida, e fummo notati dalla multinazionale Intel, con la quale abbiamo sviluppato progetti tecnologici importanti. Questa collaborazione è stata per noi un passaggio importante. Nel tempo siamo cresciuti in maniera progressiva sia sul piano tecnologico che aziendale. Con la connessione ad internet senza fili abbiamo fatto un salto qualitativo. Con Intel siamo arrivati anche al Festival di Taormina. Ricordo con piacere che Catania nel 2003, proprio grazie alla copertura wireless di Videobank, diventò la prima città in Italia interamente servita da wi-fi».

Quando è iniziata l'esperienza nel settore televisivo?
«La svolta imprenditoriale e produttiva è arrivata nel 2004, quando acquistammo la prima stazione mobile satellitare. Da allora abbiamo iniziato a spostare, in un crescendo costante, il core business di Videobank dalle telecomunicazioni e dal mondo di Internet al broadcasting video. Ovviamente per noi era difficile competere con Telecom, il passaggio graduale dal settore delle telecomunicazioni a quello della produzione televisiva è stato vincente. Al Taormina Film Fest, dove fornivamo dei servizi, abbiamo incrociato grandi partner quali Mediaset. Nel 2011 si è aperto un consolidato rapporto con Mediaset, con l’appalto di gestione delle sedi operative di Roma e Bari. Quella di Roma la gestiamo con personale e mezzi mobili ancora noi».

Quanto è stata ed è importante la vostra collaborazione con Sky?
«Molto importante. Oltre quattro anni fa vi è stato un notevole salto in avanti ed il nostro più grande investimento in uomini, mezzi e tecnologia. Nel 2013, infatti, Videobank si è aggiudicato l’appalto per la produzione di Sky TG24: un rilevante impegno professionale che comporterà (fino al 2019) la gestione del personale tecnico e delle otto sedi periferiche di Sky in Italia. I mezzi tecnici, le stazioni mobili satellitari, il personale e gli stessi immobili di queste sedi (Torino, Padova, Bologna, Firenze, Bari, Ancona, Napoli e Palermo) sono di Videobank spa. Ci prepariamo dunque ad una nuova sfida per il prossimo anno, perché per noi è molto significativo continuare questo percorso».

28 ottobre 2016, le prime immagini da Ussita post-terremoto sono di Videobank per Sky Tg4

Avete deciso di non avere un rapporto esclusivo con Sky. Una scelta strategica?
«Certamente. Noi collaboriamo con molte tv italiane ed estere. Non vogliamo avere solo un importante mono-cliente. Questo ci ha permesso e ci permette di crescere. Collaboriamo con tutte le televisioni nazionali italiane, con molte tv locali, e con parecchie realtà del settore di livello europeo ed internazionale».

Può citare alcune collaborazioni?
«Sky, Mediaset (Rti), RAI, La 7, Eurovision, TV3 Catalunya, RTP portoghese, Al Jazeera, Canal Plus, CNN, CBS, Reuters, TV di Stato polacca...».

Seguite molti eventi anche all'estero?
«Copriamo eventi in tutta Europa. Ed il cuore di tutto è nella nostra sede di Belpasso, il nostro centro strategico e produttivo. Nell'era dell'alta tecnologia il rapporto fra centro e periferia è mutato, si può fare impresa innovativa in qualunque luogo del mondo. E vi è anche da dire che realtà come Catania e Belpasso hanno dimostrato storicamente di essere luoghi dinamici imprenditorialmente. Vi sono grandi aziende hi-tech a Catania, ed imprese innovative in molti settori anche a Belpasso. Non viviamo in un deserto, ma in una terra dove si può fare impresa d'eccellenza».

Può citare alcuni dei grandi eventi che avete seguito e seguite?
«Praticamente tutti i più grandi eventi, dal settore della cronaca agli spettacoli, dalla politica estera allo sport. Dalla visita di papa Francesco a Lampedusa ai più prestigiosi eventi calcistici europei. Per TV3 Catalunya abbiamo seguito la finale di Champions League, e seguiremo con due regie per la televisione portoghese Rtp il campionato del mondo di calcio in Russia. Avremo due squadre, complessivamente di 30 tecnici. Una starà al campo base dove alloggerà la nazionale portoghese, l'altra ne seguirà le partite ufficiali».

La troupe Videobank a Kiev per la finale di Champion's League

Dal punto di vista delle risorse umane come siete strutturati?
«Abbiamo 84 dipendenti a tempo indeterminato distribuiti nelle nostre 11 sedi italiane, compresa quella principale a Belpasso. Ed oltre 120 collaboratori freelance. Noi facciamo tutto, anche le riprese aeree e subacquee. Abbiamo molti collaboratori in Italia ed in Europa. Ad esempio solo per il G7 di Taormina abbiamo impiegato oltre 105 unità. Hanno collaborato con noi per il G7 circa 60 freelance. Siamo la società privata in Italia ad avere più mezzi satellitari. Il 40% del nostro fatturato deriva dalla collaborazione con Sky alla quale forniamo mezzi, tecnologie e cameramen. Sky Tg 24 ha la redazione giornalistica, tutto il resto lo forniamo noi. Lo dico con orgoglio e soddisfazione, Videobank l'ho fondata assieme assieme a mia moglie, è un progetto di vita».

I mezzi Videobank a Taormina per il G7 dello scorso anno

Come è iniziata la collaborazione con la CNN?
«I primi rapporti sono nati durante la Seconda Guerra del Golfo per dei servizi che ci hanno chiesto sulla base Nato di Sigonella. E poi la collaborazione è continuata. Le nostre collaborazioni sono a livello internazionale. Ad esempio la visita di papa Francesco a Lampedusa l'abbiamo seguita per tutte le principali televisioni del mondo».

Il sogno è andato oltre ogni più rosea previsione?
«Senza alcun dubbio, sono passato dal lume a petrolio da bambino, durante la coltivazione del grano nell'ennese, alle telecomunicazioni ed alle più moderne tecnologie della web tv e del digitale. Stare d'estate in un posto dell'Ennese dove mancava l'energia elettrica e l'acqua (vi era solo quella del pozzo) mi ha fatto pensare al sogno delle telecomunicazioni e del web. Non a caso seguii più avanti studi di elettronica industriale. A 16 anni ero già proprietario di una radio a Piano Tavola. Insomma, vi era qualcosa nel mio destino legato a questo mondo. Sentivo l'esigenza di andare oltre. E credo di averlo fatto, senza mai perdere la passione e l'umiltà».

Chiechio fra Francesco Lamiani e Salvo La Rosa per la recente diretta S.Agata su Tgs


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 01 giugno 2018
Aggiornato il 26 giugno 2018 alle 12:50




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