giovedì 18 ottobre 2018

giovedì 18 ottobre 2018

MENU

Una piega crostale cresce sotto il mare di Acitrezza

Natura

Sono i risultati della ricerca condotta dai docenti Giovanni Barreca e Carmelo Monaco del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania con un’equipe dell’Università di Palermo pubblicati su “Geosciences”, la rivista internazionale di geoscienza


di Redazione SicilyMag

Una piega crostale sta crescendo in maniera asismica sotto il mare di Acitrezza nel Catanese in corrispondenza dell’Isola Lachea ad una velocità di alcuni millimetri per anno. È quanto emerge dalla ricerca condotta al largo della costa etnea dai docenti Giovanni Barreca e Carmelo Monaco del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania insieme con un’equipe dell’Università di Palermo. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati su “Geosciences”, la rivista internazionale interdisciplinare di geoscienza, scienza del futuro e della terra del futuro.

L’acquisizione di dati sismici di tipo Sparker

A sostegno della nuova ricerca – secondo cui nel mare di Acitrezza (tutelato dall’Area marina protetta Isole Ciclopi) sta crescendo in maniera asismica una piega crostale in corrispondenza dell’Isola Lachea (tutelata dalla riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi” gestita dal centro di ricerca Cutgana dell’Università di Catania) - la presenza di alghe fossilizzate (che generalmente vivono a pelo d’acqua), non più vecchie di circa 6.000 anni, incrostanti le Isole dei Ciclopi fino all’altezza di 6 metri sul livello del mare.

Le alghe fossilizzate sulle Isole dei Ciclopi

Sono state, inoltre, identificate numerose faglie e fratture attive, accompagnate da risalite di fluidi, che tagliano i sedimenti recenti e le lave al largo di Acitrezza. Si tratta di fratture di collegamento tra le faglie già note a terra (come il sistema delle Timpe) e quelle mappate nei settori più profondi in mare aperto dalle precedenti campagne oceanografiche, probabili sorgenti di forti terremoti.

Le faglie e fratture attive identificate dalla ricerca

L’acquisizione ad alta risoluzione di dati sismici di tipo Sparker è stata effettuata in acque costiere poco profonde (ad una distanza dalla costa fino a circa 7 chilometri), lungo un settore poco studiato con queste tecnologie, tra il porto di Catania e Stazzo. Il forte interesse scientifico per l’area marina antistante la costa ionica è alimentato dal fatto che in questo settore si sono probabilmente originati i più forti terremoti e tsunami che hanno colpito la Sicilia sud-orientale causando distruzione e decine di migliaia di morti (come nel 1169 e 1693). Le faglie responsabili di questi terremoti sono ancora incerte. In passato, numerosi sistemi di faglie sono stati mappati a terra lungo il fianco sud-orientale dell’Etna (sistema delle Timpe) da diversi gruppi di ricercatori. Altre strutture tettoniche sono state identificate nelle profondità marine durante numerose campagne oceanografiche svoltesi negli ultimi decenni.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 14 febbraio 2018





TI POTREBBE INTERESSARE

Sul Sentiero dei Vuturuna per tornare ad ammirare il volo dei grifoni

Dopo 50 anni di silenzio, un progetto del Parco dei Nebrodi e Lipu ha reintrodotto nella valle del Rosmarino il grifone, un avvoltoio che si era estinto nel 1965. A distanza di 13 anni dal successo dell'impresa, è nato un percorso naturalistico che ripercorre la storia gli antichi grifoni, e li unisce idealmente alla nuova colonia che volteggia libera nei cieli di Alcara Li Fusi

A Catania un'importante scoperta sull'attività eruttiva di Vulcano

Il team di ricerca, coordinato dal prof. Marco Viccaro dell’Università di Catania, è riuscito a ricavare i tempi di stazionamento del magma in profondità del Vulcano dell’Arcipelago delle Isole Eolie scoprendo che rimane confinato per lungo tempo nella crosta terrestre e che viene messo in movimento solo pochi anni prima di un’eruzione

"Efficienza energetica on the road" fa tappa a Palermo

Giovedì 22 febbraio nel capoluogo siciliano la nona tappa della campagna di informazione “itinerante” organizzata da Enea che sta coinvolgendo 10 città del Paese per far conoscere le opportunità e i vantaggi dell’efficienza energetica

Carmelo Ferlito: «L'Etna è come un'enorme sorgente di acqua calda»

Il docente di vulcanologia dell’Università di Catania ha pubblicato sulla rivista Earth Science Review un articolo in cui propone un nuovo modello di riferimento per il vulcano siciliano che, secondo la sua teoria, erutterebbe principalmente gas caldi e non magma con gas. Il lavoro di ricerca non è ancora terminato, ma offre nuovi spunti e un punto di vista alternativo rispetto alla geologia e alla vulcanologia attuale

A Terrasini grande successo per la Giornata delle Oasi

Ma il rischio chiusura a causa del drastico taglio delle risorse finanziarie non è ancora scongiurato, le associazioni Ambientaliste ( Wwf, Lipu, Gre, Cai e Legambiente) che gestiscono le aree protette siciliane fanno fronte comune

Settimana delle Aree Protette, alla scoperta delle Oasi siciliane

Dal 23 al 29 maggio anche in Sicilia si celebra la settimana europea delle aree protette, oasi a salvaguardia del patrimonio naturalistico e di turismo sostenibile. Per le associazioni ambientaliste siciliane è anche l'occasione per mantenere alta l'attenzione sulla gravissima situazione in cui si trovano le riserve naturali dell'Isola