giovedì 26 aprile 2018

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"Un anno in giallo", appuntamento col thriller

Libri e fumetti

Dodici autori della scuderia Sellerio - Simonetta Agnello Hornby, Esmahan Aykol, Andrea Camilleri, Gian Mauro Costa, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Santo Piazzese, Francesco Recami, Alessandro Robecchi, Gaetano Savatteri e Fabio Stassi - per un racconto al mese dedicato al genere cultural-narrativo più di tendenza degli ultimi anni. Come a ribadire dalla casa editrice palermitana: il giallo per tutti lo abbiamo inventato noi!


di Salvo Fallica

Il giallo è ormai un genere talmente di successo in Italia ed a livello internazionale da essere diventato una vera tendenza cultural-narrativa. Le case editrici vi dedicano sempre più spazio, fanno nascere nuove collane ad hoc. Va detto con obiettività che Sellerio ha precorso i tempi. La casa editrice palermitana, parecchio tempo fa, grazie alle intuizioni della fondatrice, la signora Elvira, ed al dna sciasciano che permea la linea editoriale, ha creduto molto in questo genere. In particolare ha creduto al potenziale di crescita di Andrea Camilleri il cui successo di pubblico - da lustri non solo letterario ma multimediale - ha superato ogni più rosea previsione. Molti dei migliori giallisti italiani (ed anche alcune star europee) scrivono per Sellerio, e senza alcun dubbio si è rivelata una mossa azzeccata quella di realizzare con cadenza delle raccolte di racconti. Non è solo una questione di avere tanti talenti e campioni in squadra; va infatti aggiunto che varie altre case editrici italiane medie e grandi hanno parecchi campioni in scuderia. La differenza che si palesa è invece nel fatto che diversi dei protagonisti Sellerio hanno non solo dei punti in comune ma mostrano fra di loro stima al punto da citarsi nei rispettivi romanzi o racconti.

Cosa che accade sistematicamente anche in questa raccolta - “Un anno in giallo”, edito da Sellerio, pagine 536, Euro 16,00 - con continui rimandi da autore ad autore. E siccome la narrativa intreccia la vita, vanno messi in evidenza questi dialoghi umani e culturali che costituiscono un substrato originale di diversi protagonisti di questi racconti. Che andiamo ad analizzare. Si parte con Andrea Camilleri, con “La calza della befana”, che come sempre fa la sua parte con protagonista il commissario Salvo Montalbano. Conferma la verve del suo personaggio, ovvero il giornalista Lamanna, Gaetano Savatteri. Un personaggio nato in queste raccolte e che ha già fatto il salto e con successo nella forma romanzo. Ed ha ancora molto da dire... Si confermano delle vere fuoriclasse Alicia Gimenez-Bartlett ed Esmahan Aykol. La continua capacità inventiva delle due scrittrici è sempre efficace. Con il suo consueto ritmo narrativo Gimenez-Bartlett ambienta a Barcellona una nuova indagine di Petra Delicado. Il giallo poliziesco come strumento per raccontare la realtà, un mezzo per interpretare il mondo con le sue contraddizioni. In Petra Delicado la Bartlett ha saputo unire la dimensione della capacità dell'indagine, un femminismo originale ed il senso della pietas.

Andrea Camilleri

La scrittrice Aykol nel suo racconto “Macchie gialle” ambientato ad Istanbul nel torrido mese di agosto, riesce con raffinatezza di scrittura ed il suo coraggio ad unire la fantasia narrativa alla ricostruzione di una delle fasi storiche più difficili e complesse della Turchia contemporanea. Con ironia critica racconta un paese sul quale, in ogni fase della vita quotidiana, incombe la figura del potente presidente. Ma non solo racconta l'atmosfera di forte tensione degli ultimi anni, ma mostra anche le contraddizioni del modello di crescita economico della Turchia. E lo fa tramite la protagonista dei suoi gialli, la libraia-detective Kati Hirschel in un dialogo con sua madre su Istanbul, con passaggi netti e puntuali: “Stiamo parlando di una città con più di venti milioni di abitanti. I palazzi di cemento armato e i grattacieli costruiti a caso hanno cambiato il corso dei venti. E l'umidità, che a volte sale al novanta per cento, incombe sulla città per via di questa eccessiva cementificazione. Le foreste al Nord sono state distrutte: solo per la costruzione del terzo ponte e del terzo aeroporto sono stati tagliati tre milioni di alberi. Il clima è cambiato. E in centro, dove vivo io, fa ancora più caldo. Non si respira proprio”. Il racconto è intriso di elementi di attualità che la narratrice inserisce in maniera fluida. Aykol è una voce libera della Turchia attuale.

La scrittrice turca Esmahan Aykol

Uno dei racconti più intensi della raccolta è quello di Gian Mauro Costa, “Il divo di Ballarò”, che ha come protagonista una giovane poliziotta palermitana, Angela Mazzola. Una invenzione letteraria molto ben riuscita, non a caso è anche la protagonista di un nuovo romanzo di Costa la cui uscita è prevista a febbraio. Angela Mazzola indaga in un Palermo dei ceti umili, in un quartiere simbolo nel quale ella è cresciuta. Lei che fino ad ora si è trovata a seguire dei piccoli casi, aggregata al servizio di sicurezza di una troupe cinematografica con famosi attori americani impegnati a realizzare un film a Palermo, si trova a indagare su una storia che tocca personaggi di un quartiere popolare dove molti abitanti non amano “gli sbirri”. Indagine e vita psicologica si intrecciano. Ed ancor più Costa scrittore (che da giornalista ha raccontato per molti anni Palermo) fa emergere degli spaccati socio-antropologici realistici e ben strutturati.

Giann Mauro Costa

Molto bello il racconto di un altro campione della scrittura, il giallista sui generis Santo Piazzese, narratore e biologo, che sciascianamente nei suoi scritti unisce letteratura sociale, filosofia, antropologica, e fa trasparire una passione per i beni culturali ed ambientali. Il suo racconto ha come titolo “Quanti dì conta novembre?”. Il protagonista Lorenzo La Marca non indaga nella sua Palermo ma sulle Madonie, le montagne sopra Cefalù. Una lettura come sempre coinvolgente.

Tutti da leggere anche i racconti di altri autori importanti e di qualità notevole quali Marco Malvaldi, Fabio Stassi, Francesco Recami, Simonetta Agnello Hornby.

La chiusura è affidata ad un autore che è diventato uno degli scrittori più letti d'Italia, Antonio Manzini. Ed è proprio la sua creatura letteraria, il vicequestore Rocco Schiavone il protagonista del suo racconto “L'eremita”. Costretto ad indagare a dicembre in un luogo pieno di neve, quella neve da lui tanto odiata. Colpi di scena, ironia dissacrante e dimensione di analisi psicologica interiore, una triade di elementi che pervade la scrittura di Manzini. Ci fermiamo qui, non vi togliamo il gusto della sorpresa della pluralità dei racconti...

Antonio Manzini


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 12 gennaio 2018





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