martedì 12 dicembre 2017

martedì 12 dicembre 2017

MENU

Tra i "Bib Gourmand" della guida Michelin c'è Me Cumpari Turiddu

Tutto fa panza

Il ristorante catanese che ricrea l'atmosfera accogliente ed elegante di una Sicilia che fu, è l’unico siciliano ad essere incluso tra le 18 new entry della prestigiosa guida che ha selezionato 258 ristoranti in tutta Italia


di Redazione SicilyMag

Le “stelle” del food hanno un unico prestigioso riferimento: la guida firmata Michelin, che con il suo esercito di ispettori traccia le linee dell’alta cucina italiana. In uno scenario che premia i piatti autentici, sinceri e freschi, la Sicilia è presente nella 63/esima edizione con una new entry tutta catanese nei Bib Gourmand”, i luoghi in cui “eccellenza” è la parola d’ordine, ma dove l’ottimo rapporto qualità/prezzo (menu sotto i 35 euro) premia i ristoratori. E proprio per questo il ristrò “Me Cumpari Turiddu” l’unico siciliano ad essere incluso tra le 18 novità entrate a pieno titolo nella nuova edizione della “rossa” che ha selezionato 258 ristoranti in tutta Italia - vale un viaggio ai piedi del Vulcano, una sosta alla scoperta dei sapori mediterranei, così come hanno fatto il centenario David Rockefeller e il Premio Nobel Dario Fo (poco prima della scomparsa), il noto regista del Commissario Moltalbano Alberto Sironi, l’artista Renato Zero, il campione del ciclismo Vincenzo Nibali, e ancora Skin, Luis Sepùlveda, Carmen Consoli e Ludovico Einaudi, solo per citarne alcuni.

La tavola di Me Cumpari Turiddu

Un percorso nella memoria di un’Isola lontana, da rivivere e assaporare con piccole produzioni artigianali e Presidi Slow Food: un ristorante aperto a tutte le ore che ha saputo rivisitare la tradizione ma in chiave contemporanea, con personale che parla tutte le lingue, uno shop che ripropone i prodotti appena degustati e una rivisitazione dello street food siciliano che recupera antichi ricettari tra pizzi e merletti d’altri tempi, in un’atmosfera vintage che riflette la voglia di parlare siciliano.
«
Originale ed accattivante, il ristorante propone un tuffo nella vecchia Trinacria recuperando antichi lampadari, sedie e tavoli. Segue il passo la cucina, intrigante carrellata di prodotti isolani, dai salumi dei Nebrodi all'asino ragusano, con diverse cotture alla griglia di carbone»: così la guida racconta la tavola scovata nel cuore del centro storico del capoluogo etneo, che proprio come in una casa d’altri tempi, si sviluppa intorno alla cucina, rigorosamente a vista.

Roberta Capizzi

«Abbiamo voluto ricreare un salotto in una Sicilia accogliente e dalle atmosfere eleganti, che ricorda i pranzi di famiglia dove nonne e zie curavano con amore ogni dettaglio – commenta l’imprenditrice di 34 anni Roberta Capizzi, avvocato con la passione per la sua terra, che in pochissimo tempo ha ottenuto molteplici riconoscimenti a livello nazionale - con questo stesso spirito, tra mobili d’epoca e lampadari di cristallo, nasce una cucina stagionale di terra e di mare affidata alle sapienti mani del giovane chef Gianluca Leocata, ispirata alla tradizione siciliana a tutela delle piccole produzioni locali. In Sicilia abbiamo una biodiversità straordinaria, di cui siamo però poco consapevoli. Nel mio piccolo ho voluto contribuire al suo sviluppo, raccogliendo una sfida importante: creare un’offerta che riproponesse e salvaguardasse l’accoglienza e il patrimonio nostrano, pur con un tocco di contemporaneità». Macco di fava larga di Leonforte, spaghetti alla Turiddu con la masculina da magghia, involtini di spatola con verdurine alla stimpirata, palermitana di asino ragusano e cous cous dolce del Convento di Santo Spirito sono solo alcuni dei piatti che raccontano radici e ricordi. Lì dove si cucina locale ma si pensa globale. Con uno sguardo al passato e uno slancio verso il futuro.

Una delle proposte di Me Cumpari Turiddu



© Riproduzione riservata
Pubblicato il 24 novembre 2017





TI POTREBBE INTERESSARE

Natale Giunta apre un locale dedicato allo street food nel "coppu"

Aprirà a Palermo giovedì 7 dicembre "Passami ù coppu", il nuovo locale del noto chef dove rosticceria e pasticceria saranno servite calde nel caratteristico rotolo di carta

«Qui si mangia bene». Nell'olimpo delle Osterie d'Italia 4 novità siciliane

La Guida Osterie d'Italia 2018 di Slow Food (presentazioni il 18 novembre a Catania e il 19 a Palermo) aggiunge alle 16 esistenti Caupona Taverna di Sicilia a Trapani, il Giardino di Venere a Castelbuono, Gente di Mare ad Acitrezza, Terracotta ad Agrigento. Mario Indovina, fiduciario della Condotta di Palermo: «E' un riconoscimento per quei locali con una marcia in più»

Barbera: «Papa Francesco ha donato ai poveri il nostro olio per la Pace»

Durante Taormina Gourmet il titolare dell'azienda Barbera di Palermo ha ricordato l'esperienza vissuta all'Expo di Milano con l'olio prodotto grazie alle olive prodotte da un campo sperimentale di Enna dove crescono le 381 specie di ulivo esistenti al mondo: «E' l'olio della solidarietà, il Pontefice ha dato le duemila bottigilie da noi donate ai meno abbienti»

Tre giorni dedicati al gusto, Ragusa festeggia la scaccia

Dal 27 al 29 ottobre in piazza San Giovanni la prima Festa ra scaccia, un evento propedeutico al marchio DE.C.O. (denominazione di origine comunale

Offestival, quando la ristorazione nutre e diverte

Dal 2 ottobre Fudoff di Catania cederà una volta al mese le cucine per ospitare una rassegna di cucina e cocktail che vuole raccontare un modo diverso di fare ristorazione. Si inzia con Giuseppe Lo Giudice e Alessandro Miocchi del Retrobottega di Roma

L'Angola vince il Cous Cous Fest del ventennale

La ricetta degli chef Helt Araújo e Ricardo Braga ha convinto la giuria tecnica presieduta da Joe Bastianich. La ricetta vincitrice è un un cous cous di pesce con muamba di denden e gamberi rossi di Mazara, filetto di triglia grigliata, spolverata con gamberetti secchi e bruchi tostati, un piatto che fonde elementi della cucina nativa con elementi della cucina giapponese