sabato 17 novembre 2018

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Tiziana Blanco: «L'eredità araba della Sicilia ancora oggi ponte fra culture»

Fotografia

Esposta per la prima volta a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, la mostra "Il tempo. L’anima antica del futuro" della fotografa siracusana è a Montalbano Elicona. Le radici odierne della Sicilia araba si affiancano a Sharjah e Dubai, città d'avanguardia degli Emirati: «Sarà interesse reciproco continuare a far dialogare le nostre due culture, il presente col passato»


di Salvo Fallica

«Lascio dire ai miei due guru quel che io da sempre penso e provo nel fotografare. Ansel Adams affermò che “una foto non si scatta, si crea. Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica, tu metti in essa tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato”. Henri Cartier Bresson sostenne che “fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace, a quel punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale”. Entrambi, per il mio percorso professionale, dictat inalienabili. A disquisire sulla fotografia potremmo impiegare ore, se non giorni, mi limito soltanto a dire che per me essa è fonte di vita allo stato puro».

Tiziana Blanco, artista e fotografa, racconta la sua vita e la sua opera. L'artista siracusana lega vita e fotografia. In questo periodo una sua originale mostra fotografica - Il tempo. L’anima antica del futuro - è in esposizione fino al 9 dicembre al castello di Montalbano Elicona. Un’operazione culturale molto interessante, incentrata sulla Sicilia araba. Mostra che ha avuto la sua prima tappa a Sharjah, città che dà il nome ad uno dei sette Emirati Arabi Uniti. E dopo il successo riscontrato in Medio Oriente la seconda tappa è in Sicilia. E la mostra a Montalbano Elicona è arricchita dalle foto di Sharjah, la capitale araba della cultura, e di Dubai. Prima di entrare nel merito specifico dell'iniziativa culturale che lega Sicilia e Medio Oriente, il nostro dialogo si sofferma sull'aspetto filosofico-esistenziale della attività artistica.

Tiziana Blanco sotto i grattacieli di Dubai

Blanco spiega: «Non riuscirei a concepire la mia vita senza la fotografia. Per deformazione professionale tutto ciò che mi circonda nel quotidiano viene potenzialmente tramutato in foto, distintamente a colori o bianco nero a seconda dei soggetti. Il più delle volte il mio pensiero fotografico rimane tale ma spessissimo prende corpo e si trasforma in un reale scatto fotografico. E proprio perché una buona foto si crea innanzitutto nella nostra mente sarebbe sempre opportuno pensare prima di scattare, aver chiaro cosa stiamo cercando, capire cosa vogliamo esprimere e cosa no. Il mio è uno stato di necessità, un tangibile bisogno di scoprire la bellezza nelle cose, e tentare di creare una sorta di racconto per immagini di quanto mi circonda e attrae. Non nascondo neanche un sano voyerismo, spinto dalla forte curiosità che mi contraddistingue, nello scoprire certi particolari soltanto dopo lo scatto, in una fase successiva, alla Blow Up, il capolavoro di Antonioni. All’esaltante meraviglia che ne consegue non saprei proprio rinunciare».

Tiziana Blanco, Dubai

Lanciare un progetto cultural-artistico direttamente negli Emirati Arabi Uniti non è una cosa usuale e nemmeno semplice. Qual è stata la genesi di questa prima tappa della sua mostra?
«
Da anni in primavera a Sharjah, considerata la capitale araba della cultura, si tiene lo Sharjah Heritage Days, grande evento con la presenza di Paesi di tutto il mondo, organizzato dal prestigioso Sharjah Institute of Heritage, presieduto da Abdul Aziz che ne è il direttore nonché ministro della cultura. Colui il quale collabora col governo di Sharjah coordinandone il dossier di nomination dei siti archeologici, Ray Bondin, ambasciatore emerito Unesco, mi commissionò lo scorso dicembre un’esposizione fotografica per quell’evento. Da lì nasce l’idea di un lavoro studiato ad hoc per quei luoghi, un reportage sul patrimonio islamico in Sicilia, Arab heritage in Sicily. Una ricerca fotografica per la quale ho immortalato luoghi, edifici, mosaici, oggetti che testimoniano la grandezza e la bellezza di una civiltà che per secoli ha dominato la nostra isola».

Tiziana Blanco, la Piccola Cuba di Palermo

Qual è stata l'accoglienza delle sue opere negli Emirati Arabi Uniti?
«Trattandosi di un reportage dall’apporto storico, scientifico e sociologico, realizzato in giro per la Sicilia, riguardante l’arte e l’architettura islamica dai suoi albori al XIII secolo, non potevano non coglierne la valenza. In virtù dell’ammirazione ed entusiasmo mostrato per le mie fotografie mi hanno riservato uno spazio esclusivo. A detta di tutti la mostra ha riscosso un notevole successo, persino il ministro su citato, Abdul Aziz, si è congratulato personalmente con me, siamo poi rimasti in contatto e in occasione della inaugurazione dell’attuale mia esposizione a Montalbano Elicona mi ha fatto pervenire tramite l’ambasciata un suo video nel quale si complimenta con me definendo preziosi il lavoro, la mia ricerca e la mia visita lì da loro. Un vero onore. La curatela della mostra è stata affidata al critico d’arte Ornella Fazzina, che voglio ringraziare per il suo lavoro».

Tiziana Blanco, Al-giabìāh invaso per innaffiare giardini di aranci a Caltabellotta

Come è stata accolta in quanto artista-donna in questo paese arabo? E che percezione ha avuto, più in generale, della condizione delle donne sul piano sociale?
«
Sono stata accolta benissimo, ma credo non in quanto donna o uomo, bensì come turista e come tale per loro persona da rispettare e tutelare. Lì le donne, per quello che ho potuto vedere in soli dieci giorni, ricoprono ruoli di vario genere, anche dirigenziali, ma quello che ho notato è che in pubblico camminano tra loro e gli uomini lo stesso. Difficilmente si incontrano coppie o gruppi misti maschi e femmine, le ragazze da una parte e i ragazzi dall’altra. Tuniche nere lunghe, abaya o chador, volto coperto, e fin qui… ci sta. Ma quello che mi trasmetteva sempre una certa inquietudine, tanto da non riuscire a guardarle senza chinare lo sguardo o voltarmi addirittura per non far notare il mio imbarazzo, era la mascherina metallica che molte di loro portavano in viso, dalle sopracciglia al mento. Sinceramente non ho approfondito il tema religioso e le varie differenze tra una comunità e l’altra, si vede comunque dagli abiti, anche per gli uomini. Di certo in famiglia lì l’uomo ha sempre il ruolo da padrone, maschilista, che misura la propria forza ed il suo potere facendo tanti figli. Si sposano molto giovani e mettono al mondo dai 3-4 figli in su. Rispetto a qualche anno fa si saranno fatti passi da gigante grazie al turismo e l’inevitabile contaminazione che esso comporta ma restiamo lontanissimi dal mondo occidentale».

Tiziana Blanco, Sharjah

Dagli Emirati Arabi Uniti alla Sicilia. Adesso le sue foto sono in mostra a Montalbano Elicona. Qual è la motivazione di questa scelta?
«L’antico borgo sui Nebrodi, col suo antico assetto viario di origine araba come anche il taglio della pietra ed altro deve molto agli arabi del X secolo, è stato quindi protagonista del mio reportage sulle testimonianze islamiche come pochissimi altri siti della Sicilia orientale. Tutto il resto riguarda la zona occidentale di Palermo e dintorni. Il Sud-Est siciliano, purtroppo, devastato dal terremoto del 1693, non ha mantenuto quasi nulla di quel periodo. Grazie all’intraprendenza ed alla lungimiranza del sindaco di Montalbano, Filippo Taranto, che da tempo mi ha commissionato la mostra al castello Federico II, l’esperienza emiratina si è subito spostata sui Nebrodi, con l’apporto delle immagini della loro realtà architettonica di oggi».

Accanto alla mostra artistica vi sono dibattiti culturali che spaziano in maniera multiculturale. Crede molto nella multidisciplinarietà?
«Ci credo eccome. Proprio in concomitanza della inaugurazione della mostra di Montalbano ho voluto coinvolgere diverse figure professionali provenienti dai luoghi presenti nel mio reportage i quali, misurandosi col tema del tempo, hanno abbracciato i temi più disparati: arte, estetica, restauro, viaggio, musica, etica, nutrizione. Una vera chicca è stata il concerto del musicista Francesco Branciamore. Per circa mezz’ora scorrevano su uno schermo mie immagini dei luoghi presenti in mostra ed altri ancora sulle note di suoi brani composti appositamente per l’evento. Un progetto sinestetico che ha unito più sensi con un unico fil rouge, il tempo. Anche il gusto, considerata la cena finale nella sala delle armi del castello svevo aragonese».

Tiziana Blanco e la sua reflex

Nella mostra a Montalbano Elicona accanto alle foto sui luoghi ed i beni culturali della Sicilia araba vi sono anche le sue foto realizzate in città all'avanguardia degli Emirati Arabi Uniti. Può dirsi che la sua operazione culturale è la costruzione di un ponte artistico fra la Sicilia ed il Medio Oriente?
«Certamente. In questo reportage ho voluto affiancare le due realtà di ieri e di oggi con un titolo Il tempo. L’anima antica del futuro che racchiude in sè il mood di tutto il mio lavoro. Per quanto mi riguarda mi adopererò affinché gli scambi interculturali si possano sempre più infittire, contribuendo attivamente al raggiungimento di risultati relativi al processo di integrazione, cooperazione e trasmissione delle conoscenze. Mentre Dubai sta puntando tutto sul turismo, Sharjah sta invece investendo nella cultura e nella valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale. Sarà interesse reciproco continuare a far dialogare le nostre due culture, il presente col passato. Sono certa che da una salda unione di intenti e di talenti non potranno non venir fuori che progetti grandiosi”.

Lei ha fotografato molti luoghi della Sicilia, una isola plurale e suggestiva. Quali sono le scenografie naturali che più l'hanno colpita?
«Trattandosi di una terra caleidoscopica, ogni provincia offre scenari paesaggistici suggestivi, siano essi montani o marinari, ognuno con le proprie peculiarità. Molti luoghi scelti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità mi potrebbero apparentemente colpire più di altri ma da esteta li amo tutti, non saprei proprio prediligerne uno tralasciandone un altro. Osservando in toto il nostro territorio, con cura ed interesse, lasciandoci stupire ed emozionare ne coglieremo il fascino».

Tiziana Blanco, i bagni termali di Cefalà Diana

Qual è la sua definizione della Sicilia?
«La Sicilia, quale delle tante? Concordo con Gesualdo Bufalino quando asseriva “ce ne sono tante e non finirò mai di contarle. Nazione più che regione e per giunta una nazione plurale, tante sono le identità difformi”. Terra dai mille volti, tutti dicotomici tra loro, apatica e frenetica, cupa e solare, povera e ricca ad un tempo, diffidente ed ospitale, opulenta e decadente, malinconica e solare, ferma e mutevole. Crocevia di molte civiltà che nei secoli hanno lasciato in eredità un patrimonio culturale e artistico, un concentrato di bellezza architettonica e paesaggistica, come pochi altri posti al mondo, se non addirittura nessuno. Armonia del bello e grandi sfondi panoramici fanno da cornice alla storia. Luce, profumi, colori, sensazioni, emozioni impareggiabili. Penso che chi la vede per la prima volta, per chi ci torna e per chi ci vive, trovandosi in un determinato luogo piuttosto che in un altro dell’isola possa pensare ‘questa sì che è davvero Sicilia’. E’ come se ognuno volesse trovarne una sua cifra nascosta, personale ed unica. Se l’Italia fosse uno scrigno la Sicilia sarebbe indubbiamente una delle pietre più lucenti e preziose!».

Lei è siracusana, una città ricca di storia e di bellezze architettoniche, artistiche ed ambientali. Quanto ha inciso nella sua formazione esistenziale e culturale?
«Credo di essere stata profondamente influenzata dalle ricchezze artistiche della mia città, determinanti per me ed il mio background. Molto devo alla mia famiglia, sin da piccola attraverso gli studi e le passioni dei miei genitori e dei miei zii, sono stata sensibilizzata ed educata al bello, al non banale. Oggi, attraverso i miei scatti di Siracusa, forse inconsapevolmente, viene fuori un qualcosa che somiglia al mio personale desiderio della Sicilia, riallacciandomi anche alla mia risposta precedente. Il mio illustre concittadino Vittorini scriveva che “più la città è bella e più la gente è bella, come se l’aria vi fosse più buona”. Mi piace crederci».

Palermo e Dubai, visti da Tiziana Blanco

Su quali altri progetti sta lavorando?
«Nell’immediato sto avviando dei miei workshop di fotografia en plein air per studenti e adulti - da domenica 11 novembre si parte con le passeggiate in Ortigia -, contestualmente ad una probabile diffusione dell’attuale mostra di Montalbano Elicona in giro per la Sicilia con Palermo in testa. Avrei tanti altri progetti in cantiere, uno parecchio ambizioso, ma preferisco parlarne più in là, quando avrò più certezze».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 05 novembre 2018





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