Teatro e opera Non accenna a placarsi il botta e risposta fra Rita Gari Cinquegrana, presidente dimissionaria del cda del Teatro Stabile di Catania, e l'ex direttrice del teatro pubblico catanese, la regista e autrice Laura Sicignano. In una nota al quotidiano "La Sicilia", la ex presidente contesta tutte le rivendicazioni della ex direttrice. Preoccupati i sindacati per le sorti dello Stabile e dei suoi lavoratori. Il sindaco Trantino dalla parte della ex presidente
Non accenna a placarsi il botta e risposta fra la la presidente dimissionaria del cda del Teatro Stabile di Catania, che venerdì 24 aprile, di sera, ha fatto sapere con una comunicazione improvvisa che lasciava l’incarico, riendendo cessati i presupposti, e l’ex direttrice del teatro pubblico catanese, la regista e autrice Laura Sicignano, che ieri ha inviato una sua nota dove contesta la “maternità” di alcuni risultati ottenuti dall’ente teatrale, che la Gari Cinquegrana riepilogava in una relazione come propri della governance a cui è appartenuta, e che la Sicignano, invece, rivendica come propri della sua direzione.

Il Teatro Verga, palcoscenico principale del Teatro Stabile di Catania, foto di Antonio Parrinello
Come riportato dal quotidiano “La Sicilia”, la Gari Cinquegrana contrattacca definendo addirittura “livorosa” la lettera della Sicignano: “Leggo con stupore la sgradevole e livorosa lettera dell’ex direttrice Sicignano a commento della relazione, condivisa con il Consiglio di amministrazione del Teatro Stabile di Catania che mi onoro di aver presieduto – è la replica della ex presidente – , i cui componenti con grande generosità hanno messo a disposizione il proprio prestigio personale e le loro rispettive alte professionalità, in cui si è inteso rendere pubblica testimonianza dei risultati ottenuti nei quattro anni di lavoro a servizio del nostro teatro. Innanzitutto non comprendo a quale “narrazione distorta” faccia riferimento la signora Sicignano in ordine al lavoro da lei svolto insieme all’allora CdA non essendoci nella nostra relazione riferimento alcuno alla precedente governance”.
“Per quanto riguarda la partecipazione ai Bandi finanziati dalla Comunità Europea – prosegue la nota di Gari Cinquegrana inviata al quotidiano catanese -, temo che l’ex direttrice confonda la mera candidatura con il gravoso compito della gestione del finanziamento concesso, costituito da delicate fasi quali la progettazione esecutiva, l’affidamento dei lavori, e tutte la complesse attività di rendicontazione, così come disciplinate dal PNRR, compiti svolti sotto la direzione di Luca De Fusco. Impegno che ha consentito di raggiungere l’obiettivo finale, anche grazie alla dedizione profusa dai dipendenti coinvolti a vario titolo e che hanno partecipato con grande entusiasmo alla realizzazione dei progetti. Tutti momenti successivi dunque all’uscita di scena (gennaio 2022) della signora Sicignano che, inspiegabilmente, vorrebbe rivendicarne l’esclusiva titolarità. Così come sembra davvero singolare il tentativo di appropriarsi del copyright che riguarda i protocolli d’intesa, le convenzioni, le collaborazioni, quasi che il Teatro Stabile, che esiste ed opera dal lontano 1958, abbia incardinato tutti questi rapporti con le Istituzioni della Città soltanto nel quadriennio in cui ha operato l’ex direttrice. I Protocolli, le convenzioni, scadono, vanno rinnovati, se ne aggiungono di nuovi, dunque perché la signora Sicignano si è turbata così tanto per le nostre legittime rivendicazioni? Perché pretende che le si debba riconoscere la maternità di figli nati ben oltre i nove mesi canonici di gestazione e soprattutto con un corredo genetico che di certo non è il suo? Se poi l’ex direttrice pensa di essere “motore di tutte le cose”, “causa prima del movimento e del divenire”, mi dispiace doverla deludere, l’universo non ha bordi e non ha un centro”.
Le dimissioni della Gari Cinquegrana hanno certamente scosso il panorama politico-culturale di Catania. Esprime allarme la nota dei sindacati Cgil e Slc Cgil di Catania: “Cgil e Slc Cgil di Catania esprimono forte preoccupazione per le dimissioni della professoressa Rita Gari Cinquegrana dalla guida del Teatro Stabile di Catania, arrivate dopo un importante lavoro di risanamento e rilancio dell’ente. Il tono della lettera di dimissioni segnala un disagio che non può essere ignorato. Per questo chiediamo al sindaco Trantino e ai soci una presa di posizione chiara e pubblica sul futuro del teatro – dicono i segretari generali di Cgil e Slc Cgil, Carmelo De Caudo e Gianluca Patanè -, non è accettabile il rischio di tornare all’instabilità e ai debiti del passato. Preoccupano le ipotesi di modifiche statutarie che concentrino i poteri nelle mani del direttore: l’esperienza insegna che sistemi squilibrati hanno già prodotto conseguenze gravissime all’ente, fino al commissariamento del 2016. Controllo e gestione devono restare distinti”.
Ribadendo il loro impegno a difesa della legalità, dell’autonomia e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, Cgil e Slc Cgil ribadiscono la loro netta contrarietà anche a qualsiasi progetto che riduca Catania a ruolo subordinato. “A questo scenario si aggiunge una ulteriore ipotesi che suscita netta contrarietà: la prospettiva di un Teatro Nazionale con Palermo capofila e Catania relegata a un ruolo subordinato. Cgil e Slc Cgil respingono con decisione qualsiasi progetto che comprometta identità, autonomia e centralità del Teatro Stabile di Catania, istituzione culturale di riferimento sin dal 1958, con una storia artistica e produttiva di rilievo nazionale – proseguono De Caudo e Patanè -. Si ribadisce inoltre la necessità che all’interno del consiglio di amministrazione trovino adeguata rappresentanza professionalità qualificate del settore culturale e dello spettacolo, in grado di garantire competenza, visione strategica e conoscenza diretta delle dinamiche artistiche e produttive. È fondamentale, inoltre, garantire nel consiglio la presenza di competenze qualificate del settore”.

La Sala Verga del Teatro Stabile di Catania
Da parte sua il sindaco di Catania Enrico Trantino, che è anche sindaco della Città metropolitana di Catania, due enti rappresentati nel cda dello Stabile etneo, è apertamente dalla parte della ex presidente Gari Cinquegrana. “Con l’approvazione del consuntivo economico da parte del Consiglio di amministrazione si chiude una stagione del nostro Teatro Stabile e se ne apre una nuova, che non potrà non tener conto dei buoni risultati raggiunti in questo mandato – scrive Trantino in una nota -. Desidero ringraziare la presidente Rita Gari Cinquegrana per il grande lavoro che ha svolto in questi anni del suo mandato, insieme al consiglio di amministrazione del Teatro Stabile e ai soci, fra i quali il Comune di Catania e la Città metropolitana, che rappresento, che non hanno mai fatto mancare un sostegno concreto e tangibile a una delle principali istituzioni culturali cittadine. Ringrazio la presidente perché, ereditando una condizione economica difficile, ha garantito in questi anni la continuità del programma artistico, pur dovendo lavorare su un risanamento complesso e reso ancora più complicato dalle congiunture economiche, che hanno impedito investimenti ancora più importanti e volti a collocare il nostro Teatro dove meriterebbe, per storia e tradizione, nel panorama nazionale ed internazionale”.



Commenti