sabato 20 ottobre 2018

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Teatro Stabile di Catania, per una ventata d'aria nuova bisognerà attendere

Teatro

Il nuovo direttore artistico Laura Sicignano ha presentato la stagione 2018/2019 "Connessioni umane" che si aprirà il 9 ottobre con il suo pluripremiato spettacolo "Scintille", primo di 16 titoli di un cartellone trasversale, che però annovera troppi spettacoli già rappresentati. Intanto la Regione siciliana stanzia quasi 2 milioni e l'ente sogna finalmente la "normalità"


di Lavinia D'Agostino

«Stiamo pagando i nostri debiti». Carlo Saggio, presidente del Consiglio d’amministrazione del Teatro Stabile di Catania, apre così la conferenza stampa di presentazione della Stagione 2018-2019 intitolata “Connessioni umane”, firmata dal nuovo direttore artistico Laura Sicignano, ormai stabilitasi in città, che prenderà il via il 9 ottobre, proprio con un suo spettacolo “Scintille”.
Non si poteva che partire dalla questione economica, considerati i debiti accumulati in questi anni dall’Ente teatrale che è stato sull’orlo del fallimento, ma che, grazie a una sinergia tra enti pubblici sembra essere in procinto di risollevare le sue sorti.
«Il compito del Cda è onorare i debiti contratti – ha proseguito Saggio -. Grazie a un mutuo erogato sul finanziamento che la Regione siciliana ci ha stanziato, a noi come ad altri teatri, faremo fronte a poco a poco a tutti i nostri debiti. Abbiamo iniziato ieri i primi pagamenti, e ci avviamo a diventare un teatro normale. Tutte le nostre energie, ora, sono indirizzate a uscire da questa situazione finanziaria, e sono fiducioso che in tempi brevi risolveremo questo problema. Ci metto la faccia».

Da sinistra: Andò, Pappalardo, Saggio, Bianco, Scalisi e Sicignano

Nel suo discorso introduttivo Saggio fa riferimento in particolare ai lavoratori dello Stabile «senza di loro oggi non saremmo qua», ha precisato il presidente, sottolineando che «da tre mesi 30 famiglie non percepiscono stipendio». Per questi lavoratori è foriero di buone notizie il sindaco Enzo Bianco che in conferenza stampa ha assicurato che «Nonostante il bilancio 2017 della città metropolitana non sia stato ancora approvato, la settimana prossima sarà erogato il contributo destinato al teatro che permetterà di far fronte agli stipendi dei lavoratori».

Buone notizie anche quelle di Sandro Pappalardo, assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo, che ha sottolineato un cambio di rotta del nuovo governo regionale. «In passato qualcosa è stato dimenticato. Oggi siamo riusciti a convincere il nostro Parlamento che i nostri teatri hanno bisogno di fondi, non per la sopravvivenza, ma per un rilancio della cultura in Sicilia - ha detto Pappalardo -. E’ per questo che siamo riusciti ad erogare più fondi rispetto a quelli dello scorso anno e al Teatro stabile di Catania daremo un finanziamento pari a 1.864.000 euro (a fronte di 40milioni di euro per tutti i teatri siciliani). Uno sforzo economico giustificato dal fatto che siamo convinti che cultura, spettacolo e turismo siano industria indispensabili allo sviluppo della nostra isola. Negli anni passat, indubbiamente sono state organizzate bellissime stagioni teatrali, ma mai pubblicizzate abbastanza, pensate solo per i catanesi. Oggi il nostro intento è pubblicizzare le nostre attività teatrali in giro per il mondo perché i teatri devono essere poli attrattivi di un turismo internazionale».

Un progetto di ampio respiro, quello della regione siciliana, che sembra partire proprio con il piede giusto: un censimento di tutti i teatri del territorio (già in itinere) per creare una rete di cui la regione sarà cabina di regia.
Politica e cultura vanno a braccetto, anche se non sappiamo se sia sempre un bene quando l’una interferisce troppo nell’altra.
A Laura Sicignano - il nuovo direttore artistico che a stento riesce a sedersi lateralmente al tavolo dei relatori - il compito di illustrare la nuova stagione “Connessioni umane” che, però, abbiamo la sensazione non le appartenga del tutto. Nonostante siano stati inseriti grandi nomi del teatro, da Leo Gullotta a Milena Vukotic, dal Alessandro Haber a Franco Branciaroli, sono molti gli spettacoli della nuova stagione già visti e già messi in scena a Catania, anche di recente. Chi si aspettava una ventata di aria nuova, dovrà attendere il prossimo anno.

 Laura Curino in Scintille di Laura Sicignano

Sedici i titoli in cartellone, di cui tre fuori abbonamento e sei le produzioni firmate dal Teatro stabile etneo. Si parte il 9 ottobre (repliche fino al 14) nel segno delle donne, quello che Laura Sicignano demarca con la sua sola presenza, con lo spettacolo da lei scritto e diretto “Scintille”. Il «dono» del nuovo direttore artistico è un atto unico pluripremiato, sia in Italia che all’estero, affidato all’interpretazione di Laura Curino, che restituisce voce alle 146 operaie, per lo più giovani emigrate italiane a New York, che persero la vita nel famoso incendio della fabbrica di camicette TWC nel 1911.

«Visto l’impegno enorme che ho assunto con la direzione dello stabile catanese - ha detto Laura Sicignano - quest’anno ho deciso di non fare una regia nuova. Un grande sacrificio per un artista, ma ritengo che debba principalmente dedicarmi al buon funzionamento della macchina-teatro. Ho voluto però, per dare un piccolo biglietto da visita sul mio lavoro che qui a Catania non è conosciuto, fare un regalo al teatro. “Scintille” è uno spettacolo piccolo, ma molto rappresentativo di chi sono e del mio percorso artistico».

Laura Sicignano, direttore artistico del Teatro Satbile di Catania

Per il resto, l’inizio della stagione è all’insegna dei grandi classici: il 30 ottobre (con repliche fino all’11 novembre) va in scena, in prima nazionale, un’altra produzione del Tsc, “Pensaci, Giacomino!” di Luigi Pirandello nella lettura drammaturgica e regia di Fabio Grossi, con Leo Gullotta nei panni del protagonista. Dal 27 novembre al 2 dicembre Michele Riondino, Francesco Bonomo e Federica Rosellini sono i protagonisti di “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov diretti da Andrea Baracco, mentre dal’11 al 16 dicembre sarà la volta di “Il Padre” di Florian Zeller con Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere per la regia di Piero Maccarinelli.

Dopo la pausa natalizia, si riprende l’8 gennaio (repliche fino al 13) con “La Classe” di Vincenzo Manna per la regia di Giuseppe Marini e si prosegue, dal 22 al 27 gennaio con un classico di Aldo Palazzeschi: “Sorelle Materassi” nel libero adattamento di Ugo Chiti con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati, nel fortunato spettacolo diretto da Geppy Gleijeses e che è già stato in Sicilia (tra i teatri di Enna, Caltanissetta e Marsala) un paio di stagioni fa.
A seguire la ripresa dello spettacolo “A. Semu tutti devoti tutti?” di Roberto Zappalà, in occasione dei 10 anni dal debutto, programmato proprio subito dopo la Festa di Sant’Agata su cui è imperniato lo spettacolo: dal 6 al 10 febbraio.

Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati in Sorelle Materassi

Il 19 febbraio si avrà modo di assistere a una nuova produzione: “Fronte del porto”, siglata dal Tsc con il Bellini di Napoli, uno spettacolo di Alessandro Gassman diretto da Daniele Russo, da Budd Schulberg e Stan Silverman, di cui firma traduzione e adattamento Enrico Iannello. Un testo che affronta i temi della legalità, della giustizia e della libertà, originariamente ambientato negli Usa degli Anni 50, che il sodalizio Iannello-Gassman traspone in una Napoli degli Anni 80, dove la camorra era organizzata e presente tra gli operai del porto industriale.
Da marzo ancora una carrellata di grandi classici: da “I miserabili" (dal 12 al 17 marzo) di Victor Hugo con Franco Branciaroli per la regia di Franco Però, a “Il Gabbiano” (19-24 marzo) di Anton Cechov con Elisabetta Pozzi e Stefano Santospago diretti di da Marco Sciaccaluga.

Una scena da I Miserabili con Franco Branciaroli

Dal 2 al 7 aprile approda allo Stabile di Catania “Le relazioni pericolose” dal romanzo di Choderlos de Laclos nel progetto di Elena Bucci (che con questo spettacolo nel 2016 ha vinto il premio Ubu come migliore attrice e il premio Eleonora Duse) e Marco Sgrosso, entrambi in scena con Gaetano Colella. Ad aprile (dal 23 al 28) torna in scena “La rondine” di Guillem Clua con Lucia Sardo e Luigi Tabita, diretti da Francesco Randazzo, che ha debuttato in prima nazionale lo scorso 26 aprile al Monastero dei Benedettini dando il via alla rassegna itinerante “Altrove” del Teatro Stabile di Catania. La Stagione 2018/2019 si conclude con “Apologia” (dal 14 al 26 maggio) di Alexi Kaye Campbell nella traduzione di Monica Capuani, che vedrà ancora una volta in scena, tra gli altri, la grande Elisabetta Pozzi diretta da Andrea Chiodi.

Sei personaggi in cerca d'autore al Teatro Stabile di Catania

Come anticipato, sono tre gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione 2018/2019 del Teatro Stabile di Catania: il fortunato “Sei personaggi in cerca d’autore” diretto e con Michele Placido che aperto la stagione appena conclusa, e che sarà riproposto il prossimo 20 ottobre; “Studio per Carne da Macello” della coppia Valentina Ferrante- Micaela De Grandi, spettacolo che tratta il tema della violenza sulle donne e il femminicidio, che si è già avuto modo di apprezzare nella prima stagione di “Altrove” e che sarà riproposto il prossimo 25 novembre, e “Li buffoni” che dal 2 all’8 dicembre vedrà in scena gli attori di Arte e salute, il progetto del regista Nanni Garella nato all’interno dei programmi di recupero dei pazienti con disagio psichico dell’Ausl di Bologna. Garella, qui nelle vesti di regista, porta in scena con la sua compagnia una commedia stralunata e strampalata tratta da un canovaccio di Commedia dell’Arte scritto nel ‘600 da Margherita Costa, una cantante, attrice, scrittrice e cortigiana romana, che è stata riscritta e ambientata nel nostro presente.

Luigi Tabita e Lucia Sardo in La rondine

«Dobbiamo “connetterci” con la città – ha aggiunto in conclusione il direttore artistico Laura Sicignano -. Stiamo ricucendo i rapporti e riconquistando la fiducia di Catania. Alla stagione appena presentata, nei prossimi mesi ci auguriamo di poter aggiungere altri appuntamenti collaterali che possano dare vita a questo spazio».

A questo punto ci tornano in mente le parole del direttore artistico, pronunciate in occasione della sua presentazione ufficiale alla città, lo scorso 17 febbraio: «Vorrei che questo teatro avesse una funzione centripeta e che accogliesse tutte le fasce sociali e fosse assolutamente inclusivo- aveva detto la Sicignano -. Mi piacerebbe lavorare con le scuole e i giovani per fare del teatro un centro di creatività. E poi vorrei coinvolgere artisti del territorio già conosciuti e grandi nomi del teatro nazionale, facendo però di questo teatro una fucina di nuovi talenti. La mia idea è quella di una compagine di attori giovani e giovanissimi che possano essere presenti negli spettacoli di produzione e che siano anche le nostre avanguardie sul territorio per portare il linguaggio teatrale ovunque facendo arrivare anche nei luoghi più remoti la dimensione salvifica del teatro».

E se con le scuole e l’Università si è avviata una proficua sinergia, come bene esposto dal vicepresidente dell’ente, Lina Scalisi, ci sembra che buona parte degli artisti del territorio siano ancora una volta fuori. E il riferimento è a tutti quei “giovani” attori – non giovanissimi – che a 40-50 anni attendono ancora che sia il loro momento, che qualcuno si accorga di loro e delle loro piccole (ma tante volte grandiose) produzioni, di tutto quel teatro indipendente di cui è piena la città, ma che è nascosto, “di nicchia” come si usa dire… Insomma, di tutti quei talenti che, nonostante tutto, a Catania non hanno mai spazio.
Ma Laura Sicignano sembra stia pensando anche a loro. Lei, che è donna di teatro (50 anni, fondatrice e anima del Teatro Cargo di Genova), conosce bene la realtà degli attori e le difficoltà del mestiere, e ci anticipa che «Tra ottobre e novembre stiamo calendarizzando 10 giorni di provini e incontri con gli attori, giovani e meno giovani della città, affinché io stessa possa farmi un’idea delle potenzialità di Catania. Presto forniremo altri dettagli a riguardo».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 18 maggio 2018
Aggiornato il 20 agosto 2018 alle 20:33





Lavinia D'Agostino

Palermitana classe '78, vive a Catania per scelta. È convinta che due cose la leghino a questa città: l'accoglienza e l'allegria. È iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2000 ed è giornalista professionista dal 2014. Nel tempo libero ama conoscere, parlare e cucinare.


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