venerdì 20 luglio 2018

venerdì 20 luglio 2018

MENU

Taraké, l'anima inquieta di Francesca Incudine

Musica

La cantautrice ennese pubblica il suo secondo album che prende il nome da un fiore che ha in sé il problema e la sua soluzione, lo stesso fiore che pare esaudisca i desideri quando i suoi semi si disperdono nel vento


di Redazione SicilyMag

Viene da un’urgenza di cambiamento, dalla ricerca di nuove strade e dalle conseguenti cadute, il secondo album di Francesca Incudine, cantautrice siciliana, tra le giovani realtà più interessanti della world music italiana. Inquieta, come il titolo del suo disco, Taraké: una parola che deriva dal greco e significa scompiglio, turbamento, ma che si trasforma quando incontra il suffisso “akos” (rimedio), diventando “tarassaco”, il nome di un fiore che ha in sé il problema e la sua soluzione. È quel fiore conosciuto anche come soffione, che pare esaudisca i desideri quando, grazie ad un alito, i suoi semi si disperdono nel vento.
«Così, come quei piccolo semi, sono venute fuori – racconta Francesca Incudine – le canzoni di questo disco. Undici piccole guerriere che raccontano di coraggio e di come le cose cambiano solo se veramente vogliamo che cambino. Undici quadri sonori per restituire un po’ di ciò che ero e di ciò che voglio essere, rispondendo ancora una volta ad una promessa fatta a me stessa: quella di essere autentica”.

E, seguendo la traiettoria dei batuffoli di tarassaco, Francesca Incudine è partita alla ricerca di storie e di emozioni da raccontare, per lo più in siciliano, nelle tracce del disco: le operaie della Triangle Waist Company di New York morte in fabbrica avvolte dalla fiamme; i dubbi di Colombo e Gutierrez che, in una immaginaria conversazione, si interrogano sulle ragioni del viaggio; il dramma dell’immigrazione e il coraggio dell’umanità; la voglia di cambiamento; la forza dell’amore quando è appartenenza e non possesso; la capacità di trasformare le “cadute” in danza; il tempo che passa vissuto con la leggerezza dell’infanzia.
È un disco che racconta l’impegno di vivere Tarakè, ma lo racconta con la delicatezza e la levità dei semi nel vento. Si potrebbe dire che è colorato ad acquerelli, come l’immagine di copertina firmata da Stefania Bruno.
L’album contiene un omaggio ad Andrea Parodi, ovvero la versione di “Frore in su Nie” che la Incudine ha presentato nel 2013 al Premio dedicato all’artista sardo dove ha fatto incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio per il miglior testo, premio per la migliore musica e premio dei bambini.

Francesca Incudine, cantautrice siciliana classe ’87. Si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice. Proprio in quegli anni comincia a studiare le percussioni e il canto per iniziare un percorso di formazione artistica che la porta verso la musica folk di radice popolare che spazia fino alla world music. È proprio su questo campo che da qualche anno ha intrapreso anche la strada della canzone d’autore, scrivendo e componendo in siciliano. Nel 2010 partecipa con la Compagnia Triskele, al premio per la World music Andrea Parodi, dove vince con il brano “Fimmini” di cui è autrice del testo. Nel 2013 al Premio Parodi ritorna da solista e il suo “Iettavuci” fa incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio miglior testo, premio migliore musica e premio dei bambini. E’ ancora del 2013 l’esperienza della 7.luas.mythos.orchestra, progetto artistico della fondazione Sète Sòis Sète Luas di Marco Abbondanza, sotto la direzione del portoghese Andrè Santos, che la vede impegnata in tour nazionale e internazionale, tra il Portogallo, l’Italia, la Francia, la Grecia, il Brasile insieme ad artisti di nazionalità diverse. Da Milano invece arriva un importante riconoscimento nell’ambito del concorso per cantautori “L’artista che non c’era”, dove conquista il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica. Nel 2015 partecipa agli eventi artistici di Expo a Milano con due spettacoli musicali: “Il casellante” di Andrea Cammileri e “DiVentoTerra”.

Nel 2016, al Premio InCanto, contest di uno dei più prestigiosi club Romani, L’Asino che Vola, vince il premio della critica “Piero Calabrese”, premio Migliore performance, premio Indiegeno Fest e l’accesso in finale al premio Musica Controcorrente. Nello stesso anno sbanca anche al Premio Botteghe d’Autore ad Albanella (SA) conquistando, oltre al premio assoluto, anche una menzione come miglior arrangiamento con il brano inedito “Linzolu di Mari”. Ad ottobre, infine, si aggiudica il premio Musica Controcorrente, ricevendo una menzione anche per la rivisitazione del brano “Lazzari felici” di Pino Daniele.

Taraké
Produzione artistica: Francesca Incudine, Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello
Direzione artistica, musicale e arrangiamenti: Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello
Pre-produzione e programmazione: Manfredi Tumminello
Label e management: Isola Tobia Label
Registrato e mixato da Andrea Ensabella presso AS Studio Project, Enna
Masterizzato da Giovanni Versari “La Maestà Mastering”
Hanno suonato e cantato: Francesca Incudine, Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara, Salvo Compagno, Giorgio Rizzo, Valentina Tumminello.
La voce in intro di “No name” è di Lorenza Denaro (I versi sono tratti dal libro “Camicette bianche, oltre l’8 marzo” di Ester Rizzo – Navarra Editore)
La voce di “Na bona parola” è di Giuseppe Incudine
Progetto Grafico: Toto Clemenza
Volto in acquerello in copertina di Stefania Bruno


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 26 marzo 2018





TI POTREBBE INTERESSARE

12 musicisti siciliani volano a Budapest con il Taranta Fest

Per la XIII edizione del festival di promozione e valorizzazione del folk siciliano e del Sud Italia organizzato dall’associazione Il Tamburo di Aci il 12 e il 13 luglio le formazioni legate a Mimì Sterrantino, Francesca Incudine, Roberta Gulisano e Valentina Balistreri suoneranno all’Anker’t della capitale magiara per poi ritrovarsi il 31 luglio a Zafferana Etnea

Ortigia Classica, le armonie eterne dei più grandi compositori risuonano a Siracusa

La Camerata Polifonica Siciliana organizza nel cuore del centro storico della città aretusea una rassegna imperniata sul recupero del repertorio classico: per i sei appuntamenti previsti nel calendario che si snoderà dal 13 al 29 luglio sono stati chiamati a suonare alcuni tra i più grandi musicisti internazionali come il pianista Bruno Canino e il violinista Sergey Girshenko

Musicainsieme a Librino, anche la periferia può essere un modello culturale

Da otto anni il progetto musicale coordinato, col sostegno del Rotary, dalla pediatra Loredana Caltabiano, dalla violinista Valentina Caiolo e dalla pianista Alessandra Toscano offre ai ragazzi del quartiere satellite di Catania un'opportunità: «Lo studio della musica che non è un vezzo perché educa, salva, insegna valori di condivisione, partecipazione e sacrificio»

All'insegna dell'italianità il Vittoria Jazz Festival di Cafiso

Dal 2 al 17 giugno l'undicesima edizione del festival creato dal sassofonista vittoriese, ambasciatore del jazz italiano nel mondo, un'edizione che privlegia i musicisti del panorama nazionale

La bella "penzata" di Carmen Consoli, dare una casa ai disabili di Namastè

La Cantantessa ha presentato al Municipio di Catania il progetto "Carmen Consoli & friends che la vedrà l'1 giugno padrona di casa in piazza Duomo in compagnia di Bandabardò, Samuele Bersani, Elisa, Max Gazzè, Marina Rei, Daniele Silvestri e Mario Venuti. Obiettivo raccogliere fondi per acquistare la sede del progetto sociale di Caltagirone

1968-2018: 50 anni di ribellione e nuovi linguaggi

Da quel 1968 sono passati cinquant’anni e Curva Minore si chiede quale sia stata l’eredità abbandonata sul campo da chi ha partecipato a quei mesi febbrili. Su questi ricordi si innesta "Musica Ribelle", la XXI stagione, in programma a Palermo dall’11 al 27 maggio