sabato 22 settembre 2018

sabato 22 settembre 2018

MENU

Taraké, l'anima inquieta di Francesca Incudine

Musica

La cantautrice ennese pubblica il suo secondo album che prende il nome da un fiore che ha in sé il problema e la sua soluzione, lo stesso fiore che pare esaudisca i desideri quando i suoi semi si disperdono nel vento


di Redazione SicilyMag

Viene da un’urgenza di cambiamento, dalla ricerca di nuove strade e dalle conseguenti cadute, il secondo album di Francesca Incudine, cantautrice siciliana, tra le giovani realtà più interessanti della world music italiana. Inquieta, come il titolo del suo disco, Taraké: una parola che deriva dal greco e significa scompiglio, turbamento, ma che si trasforma quando incontra il suffisso “akos” (rimedio), diventando “tarassaco”, il nome di un fiore che ha in sé il problema e la sua soluzione. È quel fiore conosciuto anche come soffione, che pare esaudisca i desideri quando, grazie ad un alito, i suoi semi si disperdono nel vento.
«Così, come quei piccolo semi, sono venute fuori – racconta Francesca Incudine – le canzoni di questo disco. Undici piccole guerriere che raccontano di coraggio e di come le cose cambiano solo se veramente vogliamo che cambino. Undici quadri sonori per restituire un po’ di ciò che ero e di ciò che voglio essere, rispondendo ancora una volta ad una promessa fatta a me stessa: quella di essere autentica”.

E, seguendo la traiettoria dei batuffoli di tarassaco, Francesca Incudine è partita alla ricerca di storie e di emozioni da raccontare, per lo più in siciliano, nelle tracce del disco: le operaie della Triangle Waist Company di New York morte in fabbrica avvolte dalla fiamme; i dubbi di Colombo e Gutierrez che, in una immaginaria conversazione, si interrogano sulle ragioni del viaggio; il dramma dell’immigrazione e il coraggio dell’umanità; la voglia di cambiamento; la forza dell’amore quando è appartenenza e non possesso; la capacità di trasformare le “cadute” in danza; il tempo che passa vissuto con la leggerezza dell’infanzia.
È un disco che racconta l’impegno di vivere Tarakè, ma lo racconta con la delicatezza e la levità dei semi nel vento. Si potrebbe dire che è colorato ad acquerelli, come l’immagine di copertina firmata da Stefania Bruno.
L’album contiene un omaggio ad Andrea Parodi, ovvero la versione di “Frore in su Nie” che la Incudine ha presentato nel 2013 al Premio dedicato all’artista sardo dove ha fatto incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio per il miglior testo, premio per la migliore musica e premio dei bambini.

Francesca Incudine, cantautrice siciliana classe ’87. Si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice. Proprio in quegli anni comincia a studiare le percussioni e il canto per iniziare un percorso di formazione artistica che la porta verso la musica folk di radice popolare che spazia fino alla world music. È proprio su questo campo che da qualche anno ha intrapreso anche la strada della canzone d’autore, scrivendo e componendo in siciliano. Nel 2010 partecipa con la Compagnia Triskele, al premio per la World music Andrea Parodi, dove vince con il brano “Fimmini” di cui è autrice del testo. Nel 2013 al Premio Parodi ritorna da solista e il suo “Iettavuci” fa incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio miglior testo, premio migliore musica e premio dei bambini. E’ ancora del 2013 l’esperienza della 7.luas.mythos.orchestra, progetto artistico della fondazione Sète Sòis Sète Luas di Marco Abbondanza, sotto la direzione del portoghese Andrè Santos, che la vede impegnata in tour nazionale e internazionale, tra il Portogallo, l’Italia, la Francia, la Grecia, il Brasile insieme ad artisti di nazionalità diverse. Da Milano invece arriva un importante riconoscimento nell’ambito del concorso per cantautori “L’artista che non c’era”, dove conquista il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica. Nel 2015 partecipa agli eventi artistici di Expo a Milano con due spettacoli musicali: “Il casellante” di Andrea Cammileri e “DiVentoTerra”.

Nel 2016, al Premio InCanto, contest di uno dei più prestigiosi club Romani, L’Asino che Vola, vince il premio della critica “Piero Calabrese”, premio Migliore performance, premio Indiegeno Fest e l’accesso in finale al premio Musica Controcorrente. Nello stesso anno sbanca anche al Premio Botteghe d’Autore ad Albanella (SA) conquistando, oltre al premio assoluto, anche una menzione come miglior arrangiamento con il brano inedito “Linzolu di Mari”. Ad ottobre, infine, si aggiudica il premio Musica Controcorrente, ricevendo una menzione anche per la rivisitazione del brano “Lazzari felici” di Pino Daniele.

Taraké
Produzione artistica: Francesca Incudine, Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello
Direzione artistica, musicale e arrangiamenti: Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello
Pre-produzione e programmazione: Manfredi Tumminello
Label e management: Isola Tobia Label
Registrato e mixato da Andrea Ensabella presso AS Studio Project, Enna
Masterizzato da Giovanni Versari “La Maestà Mastering”
Hanno suonato e cantato: Francesca Incudine, Carmelo Colajanni, Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara, Salvo Compagno, Giorgio Rizzo, Valentina Tumminello.
La voce in intro di “No name” è di Lorenza Denaro (I versi sono tratti dal libro “Camicette bianche, oltre l’8 marzo” di Ester Rizzo – Navarra Editore)
La voce di “Na bona parola” è di Giuseppe Incudine
Progetto Grafico: Toto Clemenza
Volto in acquerello in copertina di Stefania Bruno


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 26 marzo 2018





TI POTREBBE INTERESSARE

Simona Norato, una valchiria contro l'ipocrisia borghese

Esce venerdì 21 settembre per l'etichetta Ala Bianca "Orde di brave figlie" secondo album solista della cantautrice palermitana: 9 brani nati e incisi in presa diretta

Il gotha del Jazz Manouche si riunisce a Petralia Sottana

Dal 23 al 25 agosto il paese madonita ospita la settima edizione del Raduno Mediterraneo Jazz Manouche

Mascalucia capitale dei nuovi talenti della classica internazionale

Un successo il primo International Music Master Classes & Festival, ideato e promosso dal pianista catanese Daniele Petralia, che ha trasformato per un mese la cittadina etnea in un campus per una settantina di talenti internazionali della classica. Petralia: «Sono più che soddisfatto per l'impegno e l'entusiasmo dei partecipanti e la professionalità dei docenti»

A Zafferana Etnea la grande notte del Taranta Fest

Reduci dall'esperienza a Budapest la carovana di artisti è pronta per la grande festa in piazza del 31 luglio

Con Alkantara Fest
il mondo del folk si riunisce in Sicilia

Un viaggio immaginario attraverso la storia, la natura e le diverse tradizioni. L’obiettivo del festival diretto da Mario Gulisano, che dal 26 luglio al 5 agosto si svolgerà sul versante Nord Est dell'Etna, è dimostrare come la Sicilia, un così grande melting pot di stili, influenze, razze e culture, è profondamente connessa a ogni diversa tradizione popolare europea

12 musicisti siciliani volano a Budapest con il Taranta Fest

Per la XIII edizione del festival di promozione e valorizzazione del folk siciliano e del Sud Italia organizzato dall’associazione Il Tamburo di Aci il 12 e il 13 luglio le formazioni legate a Mimì Sterrantino, Francesca Incudine, Roberta Gulisano e Valentina Balistreri suoneranno all’Anker’t della capitale magiara per poi ritrovarsi il 31 luglio a Zafferana Etnea