mercoledì 19 settembre 2018

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Sotto sale, sotto le Madonie l'arte contemporanea ha sei milioni di anni

Territori

Da sabato 14 aprile, per tutti i sabati successivi fino al 16 giugno, su prenotazione e a numero chiuso, parte "Primavera d'arte" al Museo d'arte contemporanea Sotto Sale che si trova all'interno della miniera di salgemma dell'Italkali a Raffo, frazione di Petralia Soprana, dove si possono ammirare 30 mirabilia di sculture di sale realizzate da artisti nazionali e internazionali


di Giusy Messina

Emozioni senza tempo nel cuore delle Madonie, nelle viscere della terra per un'esperienza sensoriale sospesa tra arte e natura. A Raffo, una delle 33 frazioni di Petralia Soprana, in provincia di Palermo, la miniera di salgemma dell'Italkali, la più grande d'Europa, ancora operativa, ospita il Museo d'Arte Contemporanea Sotto Sale, unicum di straordinaria bellezza, dove l'uomo abbraccia la natura, rispettando la sacralità di un luogo antichissimo risalente a sei milioni di anni fa. Con “Primavera d'arte”, da sabato 14 aprile, dalle 9 alle 15 e per tutti i sabati successivini fino al 16 giugno, su prenotazione e a numero chiuso, si potranno ammirare 30 scintillanti mirabilia di sculture di sale realizzate da artisti nazionali e internazionali che dal 2011 ogni due anni si danno appuntamento in questo angolo di Sicilia incontaminato per restituire, attraverso l'arte, vita nuova al salgemma. Si resta abbagliati dal candore bianco e puro delle pareti ricamate dai segni elicoidali della fresa, dalla fuga di circa 80 chilometri di gallerie, poste su dodici livelli, quasi a forma di uovo coricato. Un habitat maestososo ed avvolgente che di colpo ti fa sentire piccolo di fronte alla grandezza della natura. Girando lo sguardo attorno si resta basiti dalla vis geniale di una decina di persone, uomini e di donne che hanno deciso di far conoscere al mondo un giacimento d'immane bellezza. Valorizzandolo, attraverso l'arte.

Il Museo d'Arte Contemporanea Sotto sale di Raffo

«L'idea è nata in modo del tutto casuale. Eravamo qui a Raffo insieme a Fabrizio Garghetti, fotografo di fama internazionale ed all'artista madonita Enzo Rinaldi immersi nel silenzio e nella pace di questo piccolo borgo. Tante idee per far conoscere questo luogo che per me è un piccolo paradiso in terra. Finchè non ci venne quella giusta: far venire qui gli artisti. Un'idea pazza ci sembrò all'inizio che però perseguimmo da subito con grande determinazione. Nel 2011 con la collaborazione dell'associazione Arte e memoria del territorio organizzamo la prima biennale. Ci autotassammo per pagare il viaggio agli artisti, aprimmo le nostre case per ospitarli». A parlare è Carlo Li Puma, 46 anni, di Raffo, presidente dell'Associazione Sotto Sale, innamorato della miniera e del suo paese. Per 12 anni ha lavorato dentro la miniera, lontano dal rumore dal mondo. Adesso da qualche anno lavora in ufficio. Ma il suo rapporto con la miniera, con il suo silenzio e la sua magia, non si è spezzato. Lo porta negli occhi e nel cuore. «C'è sempre da verificare, da controllare che tutto sia a posto, per garantire al massimo la sicurezza per noi e per i visitatori. Insieme all'Italkali facciamo in modo che la sicurezza sia al cento per cento».

Carlo Li Puma

Un interesse crescente anche tra gli artisti. La biennale 2017, curata dallo storico dell'arte Alba Romano Pace, ha visto la presenza di artisti di fama internazionale: il camerunense Patrick Tatcheda o il francese Philippe Berson e il messicano Juan Esperanza che hanno eletto la Sicilia come loro residenza e noti artisti siciliani: Giuseppe Agnello, Domenico Pellegrino, Giacomo Rizzo, Nicola Busacca e l'artista milanese Michele Soddu. «L'artista scende in miniera e sceglie quel blocco di sale che più lo emoziona e su cui poi interverrà con lo scalpello. Pesa dai 400 ai mille chili - spiega Li Puma - una volta portato su con l'aiuto di mulinelli, pedane e camion per il trasporto, il blocco di sale viene lavorato fuori. A volte abbiamo trasformato le piazze ed i vicoli di Petralia Soprana in un laboratorio creativo a cielo aperto ma da qualche anno, ci è stata data l'elegante Villa Sgadari. Una volta terminata, l'opera viene installata in miniera e donata al Museo dove un clima asciuto e privo di umidità le preserva. «Un percorso faticoso il cui finale può riservare qualche spiacevole sorpresa. Il salgemma è un materiale diffiicile da lavorare. Per via della sua materia irregolare nella cristallizazione richiede un approccio diverso da quello n che richiedono materiali compatti come la pietra o il marmo - spiega il presidente - per cui è purtroppo succeso che a seconda della vena più o meno dura che l'artista ha trovato, la sua opera sia andata in frantumi».

Il MACSS fa parte della Rete dei Musei Madoniti nata con l'obiettivo di valorizzare la memoria dei luoghi e la bellezza dei paesaggi con iniziative di carattere culturale per un turismo sostenibile del territorio. Uno degli appuntamenti più suggestivi si terrà sabato 5 maggio “Tra terra e ciello” con la visita mattutina in miniera e poi al calar della sera, al parco astronomico di Isnello.

Una scultura di sale del Museo di Raffo

Una turista col suo cadeau di sale

Lo scorso anno, il Museo d' Arte contemporanea Sottosale ha raggiunto un record di presenze di circa tremila visitatori. «Da noi vengono famiglie, associazioni e da qualche anno abbiamo iniziato anche a lavorare con i tour operator. Le visite, in totale sicurezza, sono aperte a tutti dai 12 anni in su. Per i più piccoli, dai tre anni, organizziamo all'esterno, degli appositi laboratori di manualità creativa dove facciamo usare i colori e l'immancabile pasta di sale. Le sale della miniera sono ampie e per chi soffre di claustrofobia non c'è alcun problema». E' un fiume in piena di entusiasmo e di energia, Rina Santangelo, guida esperta dell'Associazione Sotto Sale, catanese di nascita ma petralese d'adozione che ci coinvolge a visitare questo Museo unico. «Più che una visita - sottolinea - è un percorso sensoriale dove sarà possibile fare un viaggio nel tempo, nella storia ammirando opere artistiche contemporanee e, nel contempo concedersi il piacere di un benessere naturale». Indossato l'elmetto di sicurezza, prima di procedere, all'ingresso, il maestro Giuseppe La Placa, 82 anni, spiega con piglio deciso ed accuratezze dei dettagli, gli aspetti storico-geologici della miniera. «All'inizio si sente un po' di freddo - dice Rina - ma niente paura. E' uno sbuffo d'aria fredda che arriva. E mi piace pensare che sia il polmone della miniera che respira».

La visita, a numero chiuso e su prenotazione dura circa un'ora ed un quarto. All'esterno anche uno shop dove poter acquistare dei gadget di sale, tra cui anche un originale cuscino di sale che, una volta riscaldato a micronde, dà sollievo a chi ha problemi di cervicalgia. L'aloterapia è soltanto uno dei 14 mila usi del sale. «A questi 14 mila ne aggiungiamo un altro - dice Rina con orgoglio - siamo noi, l'associazione Sotto Sale». Info e prenotazioni sulla pagina facebook museo arte contemporanea sotto sale e sul sito www.sottosale.eu.

Rina Santangelo


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 12 aprile 2018
Aggiornato il 16 aprile 2018 alle 13:56





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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