Simone Guastella
«In Romania ho vinto il dolore»

Sicilians Il giovane avolese, regista in erba con l'amico Remus Flavius Pop, è autore di "Shades of life" un cortometraggio che affronta il tema del dolore a seguito di una perdita. Per Simone, che oggi è impegnato nel volontariato, è anche un lavoro autobiografico: «Qualsiasi cosa succeda nella vita, c’è un modo per andare avanti e devi cercarlo. Se ti arrendi è finita»

Un braccio di ferro tra la vita e la morte. Se perdi qualcuno, non potrai più abbracciarlo e la tristezza vivrà per sempre nei tuoi occhi. Se con quegli stessi occhi guardi in faccia e affronti il dolore, forse scoprirai che il senso della vita è la vita stessa.
Cinque minuti di musica intensa, volti e nessuna parola. E’ “Shades of life”, il cortometraggio, misto di film e animazione, diretto dal siciliano Simone Guastella e dall’amico rumeno Remus Flavius Pop, selezionato e proiettato a maggio al Festival Internazionale “Stop” in Lituania. Proprio gli occhi sembrano i protagonisti, quelli di una ragazza segnati dalla tragedia di una perdita, e quelli del suo alter ego animato che si ritrova a rivedere tutto davanti a un pc e tre tasti: play, fast forward (avanti veloce) e stop. Dove clicca?
La protagonista prova a metterci una pietra sopra, ad andare oltre, rivivendo i momenti più belli. Ma il dolore torna sempre, finché smette di volare tra i ricordi e atterra nella vita vera, con i suoi chiari e i suoi scuri. Girato a Baia Mare, in Romania, dietro questo short movie ci sono altre storie, amaramente e gioiosamente belle. Come quella di Simone.

Un frame di Shades of life

Avolese, 24enne, il giovane cineasta ha perso i genitori da qualche anno (la malattia glieli ha portati via), da novembre vive in Romania. Fino a pochi giorni fa a Baia Mare, dove collaborava con un’associazione e faceva il volontario in ospedali, orfanotrofi, case famiglia. Da qualche settimana è tornato in Sicilia e, mentre si trovava qui, a casa, ha trovato un lavoro lì, nella sua nuova casa, a Cluj Napoca, sempre in Romania. Non ci riflette neanche per due secondi, e va. Quando è libero, continua ad aiutare gli altri.

Shades of life

Premiamo rewind e torniamo a quella sera in cui lui e Remus scoprono di avere tanto in comune. Diventano amici e registi. «Ci siamo trovati a parlare della nostra passione per il cinema, di passate esperienze di vita, soprattutto della perdita di nostri cari – ricorda Simone -. Proprio quello che ci ha spinto a creare un cortometraggio che vuole aiutare le persone a uscire da quel tunnel di tristezza e depressione. La protagonista, attraverso il suo alter ego, rivede sullo schermo la propria vita e, quando compare il trauma di quella morte, preme avanti veloce, per coprire l’evento, finché si rende conto che non funziona, e decide di affrontare il lutto e uscirne a testa alta. Ci riuscirà? La risposta tocca allo spettatore. Anche se un messaggio vorremmo trasmetterlo: qualsiasi cosa succeda nella vita, c’è un modo per andare avanti e devi cercarlo perché se ti arrendi è finita; anche nei momenti più difficili, che sembrano senza via d’uscita, possiamo trovare qualcosa, un amico, un libro, un film, un sito internet. Io ci sono riuscito, grazie all’aiuto di persone care e soprattutto di me stesso. Mi mancano i miei genitori, ma m’identifico come una persona, non più come un orfano. Ormai sto bene».

Remus Flavius Pop e Simone Guastella

Ideato, filmato e montato in due settimane, “Shades of life” è girato a Baia Mare, una città che, a dispetto del nome (tradotto dal rumeno significa “Grande Miniera”) si trova nel nord della Transylvania, la terra di Dracula. Da quelle riprese si coglie una dichiarazione d’amore dei due directors verso quel luogo. «All’inizio si discuteva per telefono, su facebook – ride Simone – poi abbiamo cominciato a lavorarci seriamente: due giorni di brainstorming, due di riprese e 56 ore di montaggio. È stato molto bello girarlo lì perché a Baia Mare puoi trovare spazi moderni costruiti di recente come pure strutture del passato, quei tipici cancelli di legno, statue gigantesche, edifici dell’epoca del comunismo. Sono tanti i pregiudizi sulla Romania, che passa per un posto povero di persone scortesi, ladri, delinquenti. Invece, quando sono venuto la prima volta qui, tre anni fa, mi sono trovato in un mondo che non mi aspettavo: la gente è gentilissima, i rumeni sono come i nonni, ti aiutano se hai bisogno».

Remus Flavius Pop e Simone Guastella

Simone Guastella si è trovato in Romania per fare la sua prima esperienza di volontariato, papà era appena andato via, ed ha scoperto che facendo sorridere chi è in difficoltà, fa sorridere se stesso. In quel Paese c’è tornato, e ormai ci vive ormai dallo scorso novembre. Un po’ di rumeno lo parla, ma la sua lingua quotidiana è l’inglese. Da piccolo ha frequentato l’istituto d’arte a Noto e una scuola di cinema a Palermo. Della Sicilia gli mancano i suoi tre nipoti, e un quarto sta per arrivare … «Ho deciso di partire poco più di sei mesi fa: era in corso un’esperienza lavorativa legata al progetto Garanzia Giovani, il contratto stava per finire e non sapevo se rimanere in azienda o andarmene. Ero stanco, mi sentivo appesantito. Non fumo, non bevo ma un vizio ce l’ho: non so stare fermo, devo muovermi, e da più di un anno non mi spostavo dalla Sicilia. Sono tornato in Romania, ho fatto il volontario ed ero felice: tutti insieme, bambini e adulti, costruivamo oggetti, disegnavamo, dipingevamo, facevamo animazione. Dopo i primi tre mesi ho vissuto una grande soddisfazione, sono diventato trainer e l’associazione mi ha dato anche la possibilità di tenere un corso di cinema coinvolgendo tanti ragazzi: abbiamo realizzato un piccolo cortometraggio, niente di eccezionale, ma ci siamo fatti un sacco di risate e sono contento di avere insegnato loro anche quello che ho imparato dai miei errori. Oggi lavoro, ma nel tempo libero continuo a dedicarmi agli altri. È una sensazione fantastica. Il mio scopo è fare ridere e sorridere la gente: se ridi, non hai pensieri, sei felice, almeno per uno, due secondi della tua vita. E di questa felicità voglio essere complice».

Simone Guastella durante la sua attività di volontariato

Simone ama il cinema da quand’era piccolo, la mamma gli faceva vedere tanti film. Da allora non ha smesso di studiarlo e, internet a parte, si piazza davanti al grande schermo quattro/cinque volte al mese. Il “collega” preferito è il mitico John Waters con la sua filmografia trash e underground. Al momento lo staff di “Shades of life” sta rilavorando al corto per provare a migliorarlo e a partecipare ad altri festival. «Ora mi piacerebbe fare un lungometraggio e continuare a viaggiare – conclude Guastella – “Shades of life” non è perfetto, è stato fatto in piccolo, ma dentro c’è molta anima, e ne siamo fieri».

“Shades of life”
Regia: Simone Guastella e Remus Flavius Pop
Soggetto, montaggio e animazione: Simone Guastella
Cast: Andreea Sӑsӑran, Ionut Pinte, Daria Dobra, Andrea Roman
Musica: Ketsa

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