Salvatore Sinardi
da Belpasso a Hong Kong a passo di rumba

Sicilians Il ballerino belpassese, tenuto a battesimo sulle piste internazionali da Carolyn Smith, la celebre insegnante di Ballando con le stelle, sta scalando le vette mondiali delle danze latino-americane, e pur vivendo dall'altra parte del mondo mantiene vivo il suo rapporto con l'Isola: «Se ho nostalgia di casa, ascolto Brigantony»

Da Belpasso a Hong Kong, il salto è stato tutto fuorché semplice. Per questo, Salvatore Sinardi ha scelto di arrivare dall’altra parte del mondo con un passo di rumba. Ventinove anni, sguardo intenso e un aspetto talmente mediterraneo da ricordare i modelli di Dolce e Gabbana, il suo nome sta scalando le vette mondiali delle danze latino-americane.
A 14 anni ha vinto il suo primo campionato italiano con le cinque discipline (samba, cha cha, rumba, paso doble e jive) che lo hanno definitivamente convinto a lasciare in cantina le scarpette da calcetto e la tromba. Così, nel suo viaggio costellato da sacrifici e rinunce, di passi ne ha danzati tanti e una “madrina” speciale l’ha condotto al “battesimo” sulle piste internazionali: Carolyn Smith, la celebre insegnante del programma televisivo Ballando con le stelle.

Salvatore Sinardi e Viktoria Kharchenko

«Nelle danze latino-americane – racconta Salvo – gli uomini italiani hanno più successo di quelli russi grazie al loro carisma. Ho battuto ballerini tecnicamente più bravi puntando proprio sulla mia sicilianità. Nonostante abbia lasciato Belpasso nel 2012, non passa istante in cui non senta nostalgia di casa. Sono consapevole di chi sono e da dove vengo, rimanendo ancorato alla mia terra riesco a crescere altrove». Insomma, il classico caso in cui cu nesci arrinesci.
Sinardi e la sua dama hanno recentemente conquistato il quarto posto al Blackpool Dance Festival 2017, una gara persino più prestigiosa del Campionato del Mondo. Ma nel suo curriculum c’è di tutto: dalla medaglia d’oro del CTC Tapei fino al sesto posto al Royal Albert Hall International, passando per il terzo gradino del Mondiale 2016. Eppure, Salvatore Sinardi non ha difficoltà ad ammetterlo: «Ho cominciato a ballare a 10 anni per gioco, o forse per sbaglio, soltanto perché un’amica di mia madre cercava un maschietto con cui accoppiare la figlia. Da quel momento, non ho mai smesso».

La danza ha cambiato la sua vita e Salvo ci confessa: «Non salgo su uno scooter da 11 anni, non sono mai stato a sciare e non gioco più a calcetto. So che potrei infortunarmi semplicemente scendendo le scale, ma evito qualsiasi situazione possa espormi a rischi maggiori. Non ho mai fatto la vita di un adolescente, mentre i miei amici andavano in vacanza e alle scampagnate, compravano moto e automobili, io mi allenavo in palestra e investivo tutti i risparmi nelle lezioni private. Il momento più difficile della mia carriera – continua Sinardi – è stato proprio quando sono arrivato a Hong Kong cinque anni fa. Vivevo in una stanza da 1,50 metri quadrati, toccavo il tetto con la testa e il mio “armadio” era un tubo sopra il letto a cui appendevo i vestiti. Ho dovuto pagare 900 euro di affitto avendone guadagnati solo la metà, è stata dura ma piano piano è cambiato tutto»

Salvatore Sinardi e Viktoria Kharchenko

Non facendo parte del Coni, le discipline di ballo latino-americano non hanno sponsor, quindi sono interamente spesate dai ballerini. Le gare, così, non si basano tanto sulla competizione tra i partecipanti, quanto sulla conquista dei titoli che trasformeranno i ballerini vincenti di oggi negli insegnanti più ricercati di domani. «Più vinci, più hai prestigio e possibilità di lavoro – spiega Salvo – per esempio: un insegnante catanese può chiedere 15 euro l’ora, un campione del mondo anche 300 euro».
In effetti, quello latino-americano, è un mondo in gran parte sconosciuto e spesso legato a pregiudizi. Camicie sbottonate fino all’ombelico, capelli ingellati e un movimento di fianchi da far impallidire Ricky Martin, i ballerini sono spesso tacciati come effeminati. Ma è davvero così? Sfatiamo qualche mito.
«Quando ho iniziato a ballare – continua Sinardi – molti miei coetanei mi prendevano in giro. Ma a me piace controbattere ridendo: “Quando tu giochi a calcio, ti scontri con altri uomini mentre io quando ballo, tocco delicatamente bellissime donne”. A parte gli scherzi, la danza mi ha insegnato il rispetto e la cura per la donna, oltre a riconoscerle tutta l’importanza che merita. Senza di lei, il mio valore sarebbe dimezzato. Prima di ogni gara Valentino Rossi bacia la sua moto per ringraziarla, pensate a quanto sia forte questo legame, se vissuto con una persona».

Salvatore Sinardi e Viktoria Kharchenko

Proprio per questo motivo, molte coppie finiscono per innamorarsi. Si vive all’unisono condividendo lezioni, viaggi, gare e case. Anche al cuore di Salvo è toccata questa “sorte”: la sua dama, poi diventata anche compagna di vita, è l’ucraina Viktoria Kharchenko: l’affascinante ventiduenne con cui Sinardi danza dall’agosto del 2014, ed è l’ottava ballerina con cui fa coppia. «Ci siamo scelti dopo una settimana di prove incessanti, con le precedenti dame non sono mai riuscito a superare i tre anni. Stavolta, spero di festeggiare il record!».
Il suo sorriso è genuino, la battuta in siciliano sempre pronta, e ha l’umiltà di chi non dimentica di essere un bravo ragazzo, uno come tanti: «Non so se puoi scriverlo, ma cu mia spacchiamento nun ci n’è (la spacconeria non è ammessa ndr)». Quanto alla Sicilia riesce a tornare solo un paio di volte l’anno ma, ad ogni atterraggio a Fontanarossa, segue una tappa che è diventata routine: il panino con la carne di cavallo. «Cosa mi manca di più di Belpasso? L’intimità del paese, uscire da casa e salutare tanta gente che conosco da sempre. Nonostante ciò, il posto in cui ho vissuto meglio è Singapore: pulita, civile, senza criminalità, sembra cento anni avanti. Spero di tornarci».
La danza l’ha catapultato dalle pendici dell’Etna alle piste internazionali, ma quando domandiamo a Salvatore Sinardi quale musica ascolta quando non indossa le scarpette, ci risponde ridendo: «Se ho malinconia di casa, metto su Brigantony e mi viene il buon umore”.

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