martedì 23 luglio 2019

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Salvatore Greco, l'uomo che visse due volte

Visioni

Esordio dietro la macchina da presa per l'autore, regista e produttore catanese: "Esame di lealtà" è un film dal taglio documentaristico-sperimentale, frutto di una ricerca filosofica e spirituale della vita: «E' meta-cinema. Partito da alcuni archetipi, durante la lavorazione ho pensato che questi si potessero rendere concreti attraverso la recitazione».


di Laura Cavallaro

Maturità, patente, laurea e chi più ne ha più ne metta. Come si sa gli esami non finiscono mai e da questa riflessione sembra muovere l’opera prima del catanese Salvatore Greco, autore, regista e produttore, con la Show me production, del film Esame di lealtà, presentato in anteprima domenica 13 gennaio al cinema King della città etnea. Cresciuto e formatosi al Teatro Club di Catania con il padre Nando, Salvatore Greco, per tutti Turi, ha sempre avuto la passione per la settima arte, sin dalla più tenera età. «Per cinquant’anni ho dovuto mettere da parte il mio amore per il cinema – racconta – perché mi sono occupato di altro: come il teatro per ragazzi prima e la comunicazione d’impresa poi. Anche se ho sempre avuto il desiderio di sperimentarmi in quest’ambito, soprattutto dal 2015 quando è nata la mia prima nipotina, Vittoria. Volevo che avesse un nonno libero di essere se stesso, quindi ho chiuso la mia impresa e mi sono finalmente dedicato al cinema. Con una telecamera non professionale ho realizzato quindi Sfida capitale, la pellicola che costituisce il preambolo a questo lungometraggio».

Salvatore Greco in un frame di Esame di lealtà

Esame di lealtà è un film dal taglio documentaristico-sperimentale, dal quale emergono molte riflessioni, frutto di una ricerca filosofica e spirituale della vita e da cui viene fuori soprattutto un percorso consapevole di crescita personale. Non è un caso che Greco lo abbia girato in soggettiva, con un procedimento dal taglio maieutico in cui, come un moderno Socrate, interroga diversi soggetti su svariati temi. L’incipit muove dalla sua esperienza, quella di una vita racchiusa dentro tanti scatoloni accumulatosi in casa della madre dopo molteplici traslochi che l’hanno portato negli anni da Catania a Roma e ritorno, per poi passare in rassegna tante definizioni come quella di maschio, paura, morte, tempo, musica e amore, solo per citarne qualcuna. «Com’è facilmente intuibile –prosegue – ci troviamo di fronte a un contesto di meta-cinema. Sono partito da alcuni archetipi e durante la lavorazione ho pensato che questi si potessero rendere concreti attraverso la recitazione».

Sul set di Esame di lealtà il 23 luglio scorso

È un modo per coniugare passato e presente, la vita teatrale con quella cinematografica e difatti alle interviste fa seguire l’improvvisazione degli attori su un tema. «Ci ha agganciati al chiosco – ironizza uno dei protagonisti – mi è sembrata una persona per bene è l’ho seguito in quest’avventura. Oggi lo ringrazio perché mi ha regalato un giorno di felicità». «Confermo che si trattava di assoluta improvvisazione – replica un altro degli interpreti – Turi, mi aveva chiamato perché voleva parlarmi di un lavoro, dicendomi che prima però avrebbe voluto intervistarmi per un progetto», questo ci conferma come a interessarlo fosse la reazione immediata dell’altro, prima che potessero subentrare in lui sovrastrutture.

Le riprese alle Ciminere di Catania

Un cast di 17 attori fra cui spicca oltre allo stesso Greco anche Pippo Pattavina nel ruolo del padre e di cui fanno parte anche Federico Privitera (Assistente di scena), Gabriele Arena (Maschio), Gianni Sineri (Trasloco), Mario Bassetta (Morte), Mario Falanga (Tempo), Fabrizio Savoca (Casa), Giovanni Antista (Paura), Angelo Mauro (Musica), Antonello Di Benedetto (Fede), Yashine Beekhrry (Presente), Ettore Rapisarda (Danza), Luigi Negrelli (Amore), Torquato Tricomi (Teatro). «Mi sono voluto circondare di persone che amano questo lavoro e che si trovano sulla mia stessa lunghezza d’onda – sottolinea il regista – proprio come Roberto Carrubba che in video è il mio alter ego e Marcello Capelli, che invece interpreta il capocomico».

La storia si snoda su un doppio binario, quello in teatro fra il regista e l’attore, e quello per strada con le persone “comuni”. Tra le persone "comuni" intervistate da Greco anche alcuni volti noti come Alfredo Guglielmino della Bottega Cartura, il fotografo acese Salvo Panebianco e Lorenzo Moncada della storica famiglia proprietaria di Palazzo Biscari.

Una scena del film-documentario

Ci troviamo di fronte a una sequela di scene inframmezzate da continui e nuovi spezzoni, dove le inquadrature libere talvolta mettono fuori fuoco lo sfondo o il viso, in un tram tram di location esterne ed interne. Il grande filo conduttore è questa ristrutturazione, forse l’ultimo trasloco, metafora di un nuovo equilibrio interiore, sottolineato puntualmente in alcuni momenti dalla musica, come il valzer di Strauss, “Sul bel Danubio blu”, da “Come prima” cantata da Tony Dallara e dall’intervento di Angelo Mauro accompagnato alla chitarra da alcuni compagni d’avventura. In un clima sempre leggero, si affrontano questioni d’innegabile profondità come la fede, passata sotto la lente d’ingrandimento della festa di Sant’Agata e il riferimento al buddismo, dottrina professata dall’autore, mentre qualcuno intona l’Om.

Ultimo trasloco, metafora di un nuovo equlibrio interiore

Dopo aver toccato il fondo non si può che risalire e così con due matrimoni falliti, quattro figli e innumerevoli relazioni, Salvatore Greco racconta il suo percorso alla ricerca del vero amore, le preghiere quotidiane per incontrarlo e infine la svolta, una donna che oggi ha accanto ad ogni passo. Rimettendo ordine nella sua casa e buttando via dieci carrelli di roba superflua ha capito l’essenziale del vivere, l’importanza di una stabilità sentimentale e di un solido sostegno ultraterreno. Anche quest’esame è superato e pure a pieni voti, a giudicare dall’entusiasmo: «Ho sempre sognato che un mio prodotto fosse proiettato in un cinema, come raccontano i più grandi registi. E che cinema, il King ha una storia incredibile! Ho dovuto vincere molti miei limiti per concludere quest’operazione ma alla fine ce l’ho fatta. Qualunque sarà la reazione del pubblico sono riuscito a portare a termine il mio progetto di sperimentazione e posso esserne fiero perché sono giunto alla consapevolezza di avere un coraggio nuovo che fino a ieri non avevo».

Marcello Cappelli

Una nuova sfida a breve attenderà Salvatore Greco, la pellicola, infatti, è stata presentata al Festival di Cannes. «Esame di lealtà non è un film da grande distribuzione, da multisala, piuttosto è destinato alla programmazione in cinema d’essai; sono certo troverà la sua strada, forte anche dei numerosi consensi di pubblico che ha ricevuto. Ho voluto comunque iscriverlo a Cannes come sfida, non solo personale ma anche per le oltre quaranta persone che hanno collaborato a questo film e a febbraio sapremo se è stato accettato o meno».

Le riprese da Zo Centro Culture Contemporanee di Catania

Per sostenere il lungometraggio nell’affrontare le spese extra è in corso un crowfunding sulla piattaforma Ulule.C'è tempo fino al 17 gennaio alle 23.59.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 15 gennaio 2019





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