mercoledì 24 aprile 2019

mercoledì 24 aprile 2019

MENU

Ruben Micieli, il talento ibleo che ama l'Europa romantica

Recensioni

Wagner, Liszt, Chopin, Prokofiev, Cajkovskij per l'applaudito concerto del pianista ibleo per "Florilegi sonori", la stagione della Societa Catanese Amici della Musica


di Anna Greco

Un interessante appuntamento musicale ha arricchito lo scorso 24 marzo "Florilegi sonori", la stagione 2018-2019 della Società Catanese Amici della Musica presieduta da Tony Maugeri e condotta dalla direzione artistica di Anna Rita Fontana. Nella sala meeting del Katane Palace Hotel si è esibito il talentuoso pianista ibleo Ruben Micieli, allievo del maestro Giovanni Cultrera col quale si sta attualmente perfezionando, oltre che col docente Aquiles Delle Vigne presso l'Accademia del Ridotto nel sud della Lombardia. L'impegnativo programma dipanato nel corso della serata ha visto il giovane ventiduenne immergersi anima e corpo nella appassionante cernita esecutiva, dalla quale trapelava subito un altissimo spessore tecnico in connubio a mature e toccanti capacità interpretative.

Ruben Micieli a Catania per la Scam

Pagine avvincenti e corpose quelle rivisitate da Ruben con maestrìa, già dall'incipit di Wagner/Liszt con "La morte di Isotta” dall'opera “Tristano e Isotta" di Richard Wagner (nella trascrizione pianistica del maestro ungherese), proseguendo con gli Studi di Fryderyk Chopin op.10 n. 1-3-4 e op. 25 n. 1, a cui ha fatto seguito “La Valse” di Maurice Ravel nella prima parte; e altrettanto nella seconda, con la poderosa Sonata op.82 n.6 di Sergej Prokofiev, prima della conclusiva “Rapsodia Spagnola S 254” ben affrontata da Micieli con luminosi arabeschi, tra ritmi di danza che accendevano un immaginario paesaggio spagnolo.

Un altro momento dell'esibizione. Clicca sulla foto per vedere il video

Il pianista ha catturato l'attenzione della platea col suo sfavillante dominio della tastiera, mai disgiunto da una levigata e certosina qualità del suono, che si avvaleva sempre di un gesto elegante e dinamiche ben soppesate, frutto di una sentita compenetrazione da parte del giovane Ruben.

Il pubblico della Scam

L'attento uditorio, conquistato dal sorprendente trasporto emotivo e dal piglio versatile del concertista, fra atmosfere raccolte e prorompenti modernità di fine Ottocento, ha manifestato a fine performance il suo entusiasmo con vivissimi applausi, ai quali Micieli rispondeva con due bis non meno trascinanti: il Valzer sentimentale di Petr Il'ic Cajkovskij e lo Studio op. 10 n. 5 di Fryderyk Chopin.

Saluti finali per Ruben Micieli


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 01 aprile 2019





TI POTREBBE INTERESSARE

In "Nove" Egle Doria interpreta se stessa per una denuncia sociale

E' andato in scena al Teatro del Canovaccio di Catania l'intellligente spettacolo diretto da Nicola Alberto Orofino in cui l'attrice catanese, che con grande disinvoltura ha attraversato tutti i registri, ha denunciato la necessità di lottare per i diritti Lgbt

Gioia e dolore, matrimonio perfetto in West Side Story

La Camerata Polifonica Siciliana ha vinto la difficile sfida di mettere in scena al Sangiorgi di Catania la versione cameristica per due voci, due pianoforti e percussioni del più celebre musical di tutti i tempi

Il Gabbiano, un miracolo di semplicità e grazia

Allo Stabile di Catania la messa in scena diretta da Marco Sciaccaluga ha puntato sulla valorizzazione degli splendidi dialoghi

Il Sangiorgi si accende con la notte dello swing

Spumeggiante concerto a Catania dell'HJO Jazz Orchestra, ospite alla voce Rosalba Bentivoglio. Diretta da Sebastiano Benvenuto Ramaci, l'orchestra ha suonato nell'ambito della rassegna "Un palcoscenico per la città". La manifestazione è stata promossa da “Non solo classica” sotto la direzione artistica del Maestro Giovanni Cultrera, in coproduzione col Teatro Massimo Vincenzo Bellini

Sull'onda emotiva dei Carmina Burana l'arte salva l'arte

Nella Basilica di San Sebastiano di Acireale, gremita all'inverosimile, il M° Giovanni Ferrauto ha diretto lo scorso 9 marzo un concerto magico

Come in un film, non si trova quella verità straziante di "Fronte del porto"

C'è una Napoli misera e sconsolata, piena di personaggi vivi e palpitanti, nella trasposizione teatrale - testo di Enrico Ianniello e regia di Alessandro Gassman, prodotto dal Bellini di Napoli e dallo Stabile di Catania che lo ha in scena fino al 3 marzo -, della storia di sopruso mafioso ispirata al romanzo di Budd Schulberg poi diventato il cult movie di Elia Kazan con Marlon Brando