domenica 18 novembre 2018

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Rosario Castelli: «L'Università di Catania palcoscenico del confronto culturale»

Eventi

Col titolo "Dialoghi migranti", annunciata la quarta edizione di "Porte aperte", il grande contenitore di eventi di musica, teatro, cinema e cultura dell'Ateneo, che vede per la prima volta al timone il nuovo delegato del rettore per gli eventi culturali: «Un programma caratterizzato da un tratto identitario forte, improntato alla speranza, all’inclusione, alla solidarietà»


di Gianni Nicola Caracoglia

Da mercoledì 20 giugno, e fino al 1° luglio, l’Università di Catania torna ad essere palcoscenico privilegiato per un’estate culturale che in città si sta avviando a rilento, causa la mancanza sulla scena di un attore importante come il Comune ma per ovvie ragioni post-elettorali visto che il nuovo sindaco Salvo Pogliese si è insediato solo oggi. Ritorna per il quarto anno consecutivo “Porte aperte alla musica, al teatro, al cinema”, cartellone che coinvolge le sedi più prestigiose dell’Ateneo compresa la Scuola superiore e quest’anno anche l’Orto botanico. «Un servizio per la città» lo ha definito Giancarlo Magnano di San Lio, il prorettore, soddisfatto della capacità dell’Ateneo catanese di rendere viva la comunità universitaria. “Porte aperte” 2018 vivrà di un cartellone ricco e variegato di musica, cinema, teatro e incontri culturali, e per la prima volta viene coordinato dal professore Rosario Castelli, professore associato di Letteratura italiana che ha sostituito il professore Luciano Granozzi come delegato del rettore per gli eventi culturali. «Io subentro al collega Granozzi che l’ha curato nelle precedenti tre edizioni. Squadra che vince non si tocca, quindi sottolineo la capacità dell’Università di fare rete con realtà culturali storiche della città, e quest’anno anche con le scuole».

Il chiostro del palazzo centrale dell'Università di Catania

La gran parte degli eventi di “Porte aperte” sono a ingresso libero o con un biglietto d’ingresso dal costo simbolico, un’attività culturale che intende riaffermare il ruolo di Catania come grande città universitaria, sostenendo la campagna di promozione e di informazione “Studia con noi", in vista dell'immatricolazione ai corsi di studio del nuovo anno accademico. «Ci rivolgiamo ai tanti studenti del liceo – ha spiegato il rettore Francesco Basile -, per convincerli a scegliere la nostra Università e a rimanere nella nostra città, offrendo loro una proposta culturale piacevole e valida e mostrando il nostro impegno per qualificare la formazione fino alla laurea e consolidare il percorso di accompagnamento verso il lavoro».

«E’ un cartellone di appuntamenti che coinvolge strutture e dipartimenti dell’Ateneo, valorizzandone i suoi luoghi più suggestivi – ha aggiunto il prorettore Magnano San Lio, intervenendo insieme al presidente della Scuola Superiore Francesco Priolo e al direttore del Dipartimento di scienze umanistiche Marina Paino – che attesta per la quarta volta la scelta di questa Università di aprirsi stabilmente al territorio e di lavorare fianco a fianco con le più importanti istituzioni e associazioni culturali catanesi». Collaborano infatti alla rassegna il Teatro Massimo Bellini, il Teatro Stabile, l’Associazione Musicale Etnea, l’Associazione culturale Artelè, l’Associazione Ingresso Libero – Teatro Machiavelli, Rocketta Booking, Mercati generali, CineStudio, Associazione Mo.Mu. Mondo di Musica, Associazione Catania Jazz, Arbash Film, Associazione Musicainsieme a Librino, Officine culturali, Liceo classico Nicola Spedalieri, e inoltre Scuola superiore di Catania, Ersu di Catania, Cinap e Radio Zammù.

Il chiostro di ponente dei Benedettini

Manca come detto all’inizio il Comune di Catania per ragioni oggettive di mancanza di tempo vista la recentissima nascita della nuova amministrazione di Palazzo degli Elefanti da cui l’Università, in attesa che si definisca la squadra di governo, si attende la tradizionale collaborazione. «Noi chiediamo come sempre la collaborazione fra istituzioni – commenta il prorettore Giancarlo Magnano di San Lio -, perché siamo convinti che mettere insieme le forze sia essenziale per fare una buona programmazione. Fino allo scorso anno la rassegna dell’Università è stata sempre appoggiata dal Comune ma anche integrata con eventi promossi dallo stesso enti. Siamo certi di un sostegno reciproco».

“Porte aperte” 2018 parte mercoledì 20 giugno, alle 21, con il concerto del Quartetto Desormadé dal titolo “Barocco&Barocco”, nel cortile del Palazzo centrale in piazza Università, per la rassegna “Il Bellini nel Barocco”, realizzato in sinergia con il Teatro Massimo Bellini, e si prosegue il 21 con la Festa europea della Musica, che si terrà per tutta la giornata con concerti sul palco del Teatro Machiavelli, nell’atrio di Palazzo Sangiuliano e nella stessa piazza Università. Il calendario completo si può consultare su www.agenda.unict.it/porteaperte. Sul sito di Radio Zammù www.radiozammu.it le interviste ai vari operatori culturali che presentano le loro iniziative.

«Nelle precedenti tre edizioni abbiamo avuto sempre un grandissimo riscontro di pubblico e di gradimento – ha osservato Rosario Castelli, delegato ai servizi culturali per gli studenti, organizzatore della rassegna insieme con il professore Luciano Granozzi -, soprattutto grazie alla capacità di fare rete con altri attori del territorio. Anche quest’anno vogliamo proporre un programma attento alle forme di espressione dei più giovani, che valorizzi i luoghi dell’Università e sia caratterizzato da un tratto identitario forte e quanto mai attuale, improntato alla speranza, all’inclusione, alla solidarietà».

Rosario Castelli

Subentrare ad una figura “pesante” come quella di Luciano Granozzi, uno che ha scommesso tutto se stesso nel dialogo con i ragazzi, riuscendo a gestire la comunicazione attraverso Zammù Multimedia, e gli eventi culturali, può non essere semplice. Pur sottolineando che squadra vincente non si tocca, chi subentra, però, ha anche un obbligo di distinguersi pur nella continuità. «Sicuramente un’eredità non da poco, visto che questo spazio di Porte aperte è nato con il professore Granozzi – sottolinea Castelli -. Al dilà di questo cartellone estivo, la mia idea è di proporre una programmazione spalmata durante l’anno, non necessariamente con eventi di tale proporzione come Porte Aperte, iniziative che coinvolgano anche altri dipartimenti. Quest’anno abbiamo la novità dell’Orto botanico, ma mi piacerebbe poter realizzare qualcosa anche in sedi come Villa cerami (sede della facoltà di Giurisprudenza nda) che possano diventare cornice di eventi realizzati ad hoc. Il professore Luciano Granozzi mi ha facilitato in questo mio nuovo compito perché ha creato una macchina che funziona, io mi dovevo solo mettere alla guida e farla partire. Già per questa edizione siamo riusciti a organizzare più eventi, tanto che dal 20 giugno all’1 agosto sono praticamente quotidiani. Poi, come accaduto ogni anno, abbiamo inserito un tema forte perché non sia un semplice contenitore ibrido. Quest’anno abbiamo voluto intitolarlo ai “Dialoghi migranti” perché nella sensibilità di tanti artisti e nella natura di molte proposte c’è molta attenzione a questo tema molto caldo, come quello dell’immigrazione, delle periferie, delle politiche interculturali».

L’Italia di oggi, purtroppo, è spaccata sul tema caldo dell’immigrazione, talvolta anche in maniera netta. L’Università italiana degli ultimi 50 anni è stata sempre divisa quanto meno in tre grandi famiglie politico-culturali, quella di sinistra, quella di centro cattolica e quella di destra. Vista la radicalizzazione del pensiero dei nostri giorni, l’Università ha anche un compito gravoso di evitare di diventare laboratorio di disunione sociale che poi si possa ripercuotere in altri ambiti del Paese. Castelli: «L’Università non deve fare certo politica ma possiamo fornire quante più occasioni di confronto e dialogo, opportunità per riflettere e confrontarsi sui temi anche dell’attualità. Questo può avvenire in vari modi, l’arte è uno di questi. L’arte intercetta queste tematiche, anche prima degli altri e lo fa in maniera più efficace del dibattito che si svolge sui social o del chiasso mediatico. L’Università tradizionalmente è un luogo di rielaborazione delle idee. Già il nome della rassegna Porte aperte è presupposto di inclusione, di apertura anche mentale. Tutto quello che servirà a raggiungere questo obiettivo sarà perseguito».
In attesa che si trovi un successore a Granozzi anche come referente per il polo multimediale di Zammù, la multimedialità si insinua già nei progetti del professore Castelli per il prossimo futuro, progetti strutturali a lunga gittata. «Ho delle idee in tal senso – confessa l’accademico etneo -. Penso che sul piano delle strutture ci siano ampi margini in tal senso, come la creazione di una mediateca, un archivio audiovisuale che manca ma non solo a Catania ma in tutta la Sicilia. Lo studio all’Università ormai non è concepito esclusivamente sui libri come una volta. Noi realizziamo tante iniziative culturali che poi tracciamo attraverso la televisione d’Ateneo. Sarebbe utile che gli studenti ne possano usufruire anche in seguito. E’ un’idea ancora allo stato embrionale che mi piacerebbe poter realizzare».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 18 giugno 2018





Gianni Nicola Caracoglia

Giornalista, amante della musica, rock soprattutto, e amante delle cose buone. Che di questi tempi sono veramente poche... I suoi articoli su SicilyMag


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