domenica 15 settembre 2019

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Quanta voglia di verità c'è dietro una bugia

Recensioni

Andato in scena all'Agriturismo Bannata- La Casa dei Poeti di Enna, "Le bugie di Anna e Chiara" di Donatella Diamanti con la regia di Rita Salonia (in scena) e con Giuliana Di Stefano, è un continuo rincorrersi, allontanarsi e ritrovarsi fra una madre e una figlia incapaci apparentemente di accettare il conflitto generazionale. Che in fondo non c'è


di Livia D'Alotto

Può una bugia essere il moto di un amore assoluto e al tempo stesso di una distanza irrecuperabile tra madre e figlia? Può essa stessa colmare, almeno in parte, quella differenza generazionale ch’è naturale origine di conflitti e incomprensioni fra il dovere di protezione di un genitore e la necessità di emancipazione di un figlio? Anna, interpretata da una frizzante ed energica Rita Salonia, insegnante, madre di una figlia adolescente e in perenne disaccordo con l’ex marito, al conflitto generazionale sembra ancora non riuscire ad abituarsi. L’interno domestico entro cui muove con la figlia Chiara, interpretata da una impeccabile Giuliana Di Stefano, è un continuo parapiglia di litigi e strigliate per il disordine e la svogliatezza di quest’ultima.

La location naturale dell’Agriturismo Bannata- La Casa dei Poeti di Enna, dove è andato in scena giovedì sera lo spettacolo “Le bugie di Anna e Chiara”, ha contribuito ad impreziosire l’atmosfera e a rendere più partecipato il dramma famigliare al numeroso pubblico presente.Lo spettacolo, tratto da un testo di Donatella Diamanti, è stato prodotto dall’Associazione Utz-Rumori di fondo, per la regia di Rita Salonia, scene e costumi Daniela Antoci, assistente alla regia Floriana Sabato, foto di scena Maria Catalano.

Anche le occasioni minime di condivisione come vedere un film o imitare la signora del piano di sotto, diventano puntuale occasione di scontro e di principio di bugie. Entrambe sembrano avere qualcosa da dirsi, qualcosa che potrebbe sconvolgere il già precario equilibrio famigliare; eppure, quelle verità ancora trattenuta le illudono di un riavvicinamento ancora possibile prima che il cambiamento … le travolga senza più lasciare spazio a chiarimenti e assoluzioni.

E per questo si inseguono, si evitano, si guardano in segno di sfida, ridono e piangono insieme Anna e Chiara, restituendo fisicità e dinamismo alla scena anche grazie ad una scenografia in costante movimento: due divani colorati spinti come dentro ad una scacchiera in un’atmosfera pop e dal sapore anni ’90. E in un finale quasi comico la verità diventa liberatoria e consolatoria: nell’ammettere di avere l’una bisogno dell’altra affrontare insieme le proprie rispettive gravidanze non sarà poi così difficile.


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Pubblicato il 26 luglio 2016





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