venerdì 24 maggio 2019

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Pierfilippo Spoto: «A Sant'Angelo Muxaro il turista è uno di famiglia»

Turismo

Il piccolo borgo agrigentino sui Monti Sicani da una decina di anni è diventato meta ambìta del turismo internazionale grazie alla guida che ha inventato il "Turismo relazionale ed esperenziale". Sfruttando l'innata ospitalità del territorio qui il visitatore non è un turista passivo, ma entra a far parte della vita della comunità e vive esperienze indimenticabili


di Giovanni Musumeci

C’è un luogo sui Monti Sicani dove un uomo ha avviato da anni una vera rivoluzione nel campo del turismo. Con la sola forza della semplicità dei contatti umani, unito ad un «esagerato amore e passione per il nostro territorio», ha creato la perfetta armonia fra offerta turistica e la secolare tradizione siciliana dell’ospitalità: il turismo esperienziale. Questo luogo è Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, l’uomo è Pierfilippo Spoto.

Pierfilippo Spoto
Le grandi idee, come in un puzzle, non si materializzano subito, ma hanno bisogno di tempo e delle necessarie esperienze di vita per poter mettere le tessere al posto giusto. Sant’Angelo Muxaro è un piccolo borgo abitato da un migliaio di anime, nel cuore antico della Sicilia, arroccato su una collina lungo la valle del fiume Platani. Anche se distante poco meno di 40 Km da Agrigento, è sempre stata esclusa dalle rotte turistiche degne di questo nome.
Un luogo che conserva però forti radici storiche dell’antico popolo dei Sicani e della mitologia greca, che qui trova la sua culla. Nato e vissuto a Sant’Angelo Muxaro, Pierfilippo da piccolo, grazie alla saggezza e alla lungimiranza del padre, apprende la prima lezione di vita: l’ospitalità siciliana.

Trekking nel territorio di Sant’Angelo Muxaro
«In paese erano arrivati due turisti con lo zaino - ricorda Pierfilippo -, mio padre dopo avergli offerto la colazione, volle accompagnarli con l’auto in giro per fargli conoscere il nostro territorio, ospitandoli anche la sera nella nostra casa di campagna. Io ero con loro durante quel giorno». Un'esperienza che Pierfilippo ha a lungo conservato «in un cassetto dei sogni, che avrei aperto dopo vent’anni».

Un artigiano realizza cesti di vimini a Sant’Angelo Muxaro

Dopo la laurea in scienze bancarie Pierfilippo si trasferisce a Londra per imparare l’inglese, un soggiorno nella capitale che si prolunga per tre anni. «Questa esperienza internazionale è stata fondamentale per allargare la mente ed aprirmi a nuovi orizzonti». Ma le condizione di salute del padre lo richiamano in Sicilia, dove trova lavoro prima come assicuratore e poi come responsabile di un broker finanziario. Un lavoro attinente ai suoi studi universitari che, pur dandogli sicurezza economica, non soddisfavano a pieno i suoi desideri: «Nel profondo del mio animo avevo la sensazione che quello non fosse il lavoro che faceva per me».

Alcuni turisti sgusciano le mandorle
Era giunto il momento di aprire quel cassetto per rivivere quell'esperienza vissuta con il padre molti anni prima, per cercare di trasformare quel sogno in una prospettiva di vita nuova: «Volevo raccontare ai "forestieri" il nostro territorio con l’unica arma che rende noi siciliani unici: la straordinaria e innata capacità dell'accoglienza e dell'ospitalità».

Visita in un ovile di Sant’Angelo Muxaro
Così Pierfilippo, insieme a quattro amici, trascorre giornate intere a discutere e a proporre idee per trovare il miglior modo di presentare e far conoscere ai viaggiatori il territorio dei Sicani che, pur avendo grandi potenzialità naturalistiche, geologiche e archeologiche, era pressoché sconosciuto ai più. Dopo aver fondato un'associazione, decidono di partire per la Fiera del turismo di Berlino dove presentano ben 20 proposte di escursioni, di cui solo due o tre testati sul territorio. Fatto è che arrivano i primi turisti a Sant’Angelo Muxaro e Pierfilippo, che dopo confesserà di essere stato «emozionato come all’esame di maturità», si accorge quasi subito che oltre alla meticolosa organizzazione e alla professionalità nel condurre le visite, era importante mantenere - ed evidenziare - la semplicità dei rapporti umani, il sorriso della gente del paese che cordialmente accoglieva i “forestieri” come amici, coinvolgendoli nella quotidianità della loro vita.

Turisti assistono alla preparazione dell'arriminata sicana

«Ci siamo accorti che dovevamo proporre le cose a noi più familiari - spiega Pierfilippo - come la visita in un ovile, assistere al lavoro del piccolo caseificio durante la trasformazione del latte in ricotta o formaggi, coinvolgere i turisti nell'impastare il pane o la pizza insieme alla massaia nel forno del paese. Solo così una visita a Sant’Angelo Muxaro poteva trasformarsi in un'esperienza unica che avrebbe lasciato una traccia indelebile nel visitatore. Alla fine della giornata poi, tutti attorno ad un'allegra tavolata nel cortile, o in una stradina del paese, per raccontare del giorno appena passato e degustare quel pane e quella pizza appena sfornati, insieme ai genuini prodotti del territorio. Tutto questo modus operandi non era contemplato o descritto in nessuno dei libri sulla tecnica turistica».

Turisti coinvolti nella preparazione della pizza

Per caso, o se volete per gioco, Pierfilippo aveva scoperto il turismo relazionale ed esperenziale. Comincia così a stabilire solide collaborazioni con tour operator stranieri e in pochissimo tempo Sant'Angelo Muxaro ed il territorio dei Sicani sono diventati una proposta turistica a tutti gli effetti. «Dal 2008 ho deciso di dedicarmi totalmente e con passione a questo lavoro che amo - conclude Pierfilippo -, un lavoro che non sarebbe stato possibile se non avessi incontrato la piena disponibilità di alcune persone del paese, come il fornaio, il pecoraio e i gestori del caseificio, che sono diventati co-protagonisti "inconsapevoli" di questa nuova esperienza di turismo siciliano».
Un'esperienza multisensoriale che, partendo dal basso, sta già producendo un indotto economico per tutto il paese.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 29 aprile 2019
Aggiornato il 06 maggio 2019 alle 21:11





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