lunedì 21 gennaio 2019

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Noi guide denunciamo l'occasione mancata del turismo in Sicilia

Opinioni

Una guida turistica di Palermo elenca i tanti punti deboli del nostro sistema turistico isolano alla vigilia della nuova stagione calda


di Tiziana Marchetti

Periodicamente a conferenze e in studi legati allo sviluppo dell’economia siciliana salta fuori la solita frase: la Sicilia può vivere di turismo. Ogni volta mi viene da ridere perché dopo 26 anni di lavoro come guida turistica ben poco è cambiato. Lasciamo perdere i cronici problemi legati alla viabilità e ai trasporti, che comporterebbero uno sforzo economico notevole ma renderebbero certo molti luoghi bellissimi facilmente fruibili. Basterebbe molto poco per migliorare lo sviluppo del turismo rendendo la nostra isola molto più accattivante. Qui di seguito alcune criticità e non certo nei così detti centri minori, ma addirittura in luoghi Patrimonio dell’Umanità.

Palermo soffre della totale assenza di bagni pubblici in tutto il centro storico e di una inadeguata segnaletica turistica. Recentemente, poi, alla Cappella Palatina sono stati istallati 2 metal detector, uno dei quali riservato al personale. I tempi di attesa per entrare, dopo aver pagato € 8,50 di biglietto, si sono prolungati di circa un’ora costringendo molti tour operator a eliminare dal programma questo vero gioiello dell’arte normanna.

Cappella Palatina

A Monreale, per raggiungere la splendida Cattedrale, si deve affrontare una scalinata in condizioni pessime: i gradini sono rotti e i passamano sono occupati dai venditori abusivi di souvenir. Io ormai cammino con una pomata per le distorsioni visto che le cadute sono all’ordine del giorno. Per non parlare dei portatori di handicap e delle persone anziane… Beh, quelli li lasciamo sul pullman o li costringiamo a pagare € 10 di taxi per 5 minuti di percorso.

A Segesta e Selinunte non c’è alcun cartello esplicativo, né alcuna indicazione: tutto è affidato alla cortesia dei custodi che informano i malcapitati turisti su come raggiungere il teatro nel caso di Segesta o davanti a quale tempio si trovano a Selinunte.

A Siracusa, patrimonio dell’Unesco, non ci sono bagni pubblici ad Ortigia;Il Castello Eurialo, una delle meglio conservate fortezze militari greche, è chiuso per mancanza di custodi. No comment.

Castello Eurialo

Noto Antica diventa a pagamento però i turisti devono prima riuscire a trovarla e poi munirsi di fuori strada visto le condizioni del percorso.

A Taormina il Teatro Greco è parzialmente visibile come recita un cartello all’ingresso vista la presenza di sedie in plastica, teloni, cavi elettrici e quanto può essere utilizzato per gli spettacoli serali. Il turista, però, dopo aver pagato € 10 si aspetta di trovarlo come lo ha sempre visto raffigurato in splendide foto e depliant.

Alle Isole Eolie, patrimonio Unesco, in tutte le 7 sorelle non esistono bagni pubblici. Gli unici esistenti, e non sempre funzionanti, si trovano al Museo archeologico a Lipari ma non tutti lo visitano e per accedervi bisogna pagare € 6 di biglietto d’ingresso. Non credo che esista un posto al mondo dove usare il bagno costi così tanto.

Potrei continuare all’infinito parlando delle mille difficoltà per visitare Megara Hyblaea, Erachea Minoa o molto più semplicemente il Castello e il Duomo di Enna visto che l’accesso in pullman è alquanto difficoltoso. Potrei aggiungere che non possiamo portare turisti ad Aidone perché il museo non è accessibile ai pullman e non c’è un adeguato parcheggio. Ma mi fermo qui stanca e disgustata.

Megara Hyblaea

La nuova stagione turistica è alle porte e tremo al pensiero delle lamentele, delle caviglie slogate, degli scippi, della mancanza di professionalità nei ristoranti, delle strutture alberghiere dove non esiste nessun contro di qualità, dei cumuli di spazzatura ecc… ecc. Mi preparo come ogni anno a sentirmi dire dai nostri visitatori: La Sicilia è bella, ma non torneremo mai più.


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Pubblicato il 25 febbraio 2016





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