sabato 26 maggio 2018

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"Rukelie" vince l'ottava edizione del Minimo Teatro Festival di Palermo


Teatro

Si è conclusa ieri l'ottava edizione del Minimo Teatro Festival, il festival nazionale di corti teatrali. A vincere è la compagnia Macondo (Bologna-Pescara) con lo spettacolo "Rukelie", che si è aggiudicato il primo premio di mille euro per la produzione in versione "lunga" e, inoltre, sarà ospite della rassegna Presente-Futuro del Teatro Libero di Palermo venerdì 18 maggio. Menzione speciale per Oriana Martucci dello spettacolo "Dove sei Matt? Intervista a Rita Pasini" del palermitano Giacomo Guarneri per la qualità interpretativa mostrata nello sviluppare registri diversi di questo singolare e curioso personaggio.

Antonio De Nitto in Rukelie

La giuria, dopo accurata analisi dei progetti, ha scelto come vincitore di questa ottava edizione del Minimo Teatro Festival lo spettacolo Rukelie di Antonio De Nitto, in considerazione di una tematica difficile ma sempre viva, che si riferisce all'emarginazione storica di una minoranza, in uno spettacolo reso efficace con semplicità. Le eccellenti capacità dell'attore e del regista fanno ben sperare nello sviluppo del progetto. Lo sviluppo del lavoro, che include le altre minoranze vittime dell'olocausto dimenticate, potrà rendere lo spettacolo finale maggiormente in linea con i nostri tempi.

Lo spettacolo di Peppe Millanta, diretto e interpretato da Antonio De Nitto della Compagnia Macondo (Bologna-Pescara),è un monologo che narra la storia del pugile sinti Johann Trollmann, una delle vittime dimenticate del porajmos, il genocidio degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere stato campione di boxe in Germania, viene sterilizzato e mandato in un campo di sterminio, dove morirà dopo un ultimo incontro di pugilato per la vendetta di un Kapò, riuscendo però ad infondere coraggio e speranza agli altri detenuti sinti che erano con lui.

Ilaria Gelmi in La Scommessa

Il premio della giuria "Diverse Visioni" (composta da cinque ragazzi migranti) è andato a "La Scommessa" di Ilaria Gelmi (Parma). "Per il tema del viaggio che sentiamo molto vicino a noi. Per la narrazione di una storia vera che ci è stata raccontata come se i presonaggi apparisero davanti ai nostri occhi. Per il suo movimento espressivo".
L’autostop è il filo del racconto di "La Scommessa", un modo di viaggiare che apparteneva ai miei genitori. Tutto ha inizio a Sorbolo dove vive la mia famiglia di origine, paese vicino a Parma, sulla via Mantova. Parlando dei viaggi-scommesse dei miei genitori accade che racconto anche di avvenimenti degli anni ’70 ed è così che eventi personali si intersecano con eventi storici e che accanto all’umanità che si incontra e si confronta, il cibo diviene nutrimento in senso reale e simbolico. Condividere un tratto di strada alle volte è solo un dono da parte di chi offre il passaggio ma molto spesso diventa opportunità di incontro e di scambio reciproco.


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Pubblicato il 14 maggio 2018