lunedì 20 agosto 2018

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Federico Lombardo di Monte Iato nel CDA del Consorzio di Tutela della DOC dei Vini dell’Etna


Calici & Boccali

«L’Etna è una realtà del vino italiano che può generare vera eccellenza, con vini che possono confrontarsi con altre produzioni di pregio in Italia, come Langhe, Montalcino o Bolgheri». Da questa consapevolezza prende spunto la candidatura e l’elezione di Federico Lombardo di Monte Iato a consigliere nel nuovo CdA del Consorzio di Tutela della DOC dell’Etna, la scorsa settimana.

Federico Lombardo di Monte Iato

«Firriato è stato il primo marchio del vino siciliano, non originario di questo territorio, a credere sul potenziale di una viticoltura di montagna e dei vitigni autoctoni di tradizione, già agli inizi degli anni duemila. Ringrazio l’Assemblea dei soci del Consorzio che ha saputo cogliere, con spirito unitario e collegiale, il senso di una squadra impegnata a realizzare, a 50 anni dalla nascita della DOC dell’Etna (1968), un programma che punta a ridefinire politiche e strumenti in grado di sviluppare, soprattutto a livello internazionale, una più adeguata conoscenza dei vini e del sistema rurale e vitivinicolo espresso dal vulcano più grande d’Europa. L’Etna merita un posto di primissimo piano e tutto il sistema deve essere coerente con i valori che l’Etna riesce ad esprimere. Sono convinto - ha proseguito Federico Lombardo di Monte Iato- che con la guida di Antonio Benanti e la collaborazione di tutti i consiglieri, porremo il giusto abbrivio verso obiettivi importanti come l’Erga Omnes, uno studio più stringente sulla zonazione delle diverse aree che compongono il territorio della DOC e, non meno importante, una rilettura del disciplinare di produzione che valorizzi ancor di più l’unicità dei vini dell’Etna e i territori di produzione»

In merito alla delega su Ricerca, Università, Centri di alta formazione e Osservatorio di mercato, Federico Lombardo di Monte Iato ha sottolineato l’importanza di un nuovo strumento di studio e valutazione costituito, appunto, dall’Osservatorio sui vini dell’Etna: «Sarà un organismo scientifico e professionale, chiamato a raccogliere dati ed elementi che possono aiutarci a definire il profilo del sistema Etna nel suo complesso: dalla viticoltura di precisione, micro-vinificazioni e ricerca del DNA, cloni e selezioni di vitigni autoctoni. Ma anche l’osservatorio del mercato, strumento principe per far conoscere al mondo del vino l’andamento dell’Etna per assumere le giuste decisioni e tutelare tutti: dai piccoli coltivatori ai grandi marchi che sono presenti sull’Etna».

Firriato oggi sull’Etna punta moltissimo. Cavanera è al centro di questo progetto che conta oltre 70 ettari in produzione o appena impiantati e la realizzazione di una nuova cantina di vinificazione e affinamento, i cui lavori sono appena iniziati. Un piano di sviluppo sull’Etna con cui Firriato potrà rispondere ad una domanda di vini dell’Etna sempre più significativa.


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Pubblicato il 10 agosto 2018