martedì 23 luglio 2019

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C'è Gammazita nel manifesto di Etna Comics 2019, simbolo di tutte le donne vittime di violenza


Libri e fumetti

Lei è catanese, bellissima e virtuosa. Futura sposa, fiduciosa e innamorata. Il caldo sole della sua terra sembra splendere privo di nubi sul suo orizzonte. Eppure un destino orribile sta per abbattersi a tradimento sulla sua vita. Dopo il paladino Uzeta e il mago Eliodoro, nel solco della valorizzazione dei miti e delle leggende legati alla città di Catania, Etna Comics, il Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop, dedica la sua immagina grafica a Gammazita e a quel pozzo che porta il suo nome, attorno al quale, di generazione in generazione, sarebbero state tramandate altre storie e diversi particolari. Versioni che hanno arricchito il racconto, modificandolo, romanzandolo e mettendo in mezzo nuovi dettagli e personaggi di contorno. Manifesto che nasce dalla sapiente mano del grande Simone Bianchi, anche quest’anno tra i big della kermesse.

E così le tracce rosse di ferro, visibili ancora oggi sulle pareti dell’omonimo pozzo, nel quartiere ebraico della Judeca Suttana, sono sempre state per tutti il sangue versato dalla povera fanciulla nel suo terribile volo verso la fine.
Gambe lunghe, vita stretta, seno prorompente. L’artista toscano, matita di punta della Marvel, immagina Gammazita secondo gli stessi canoni di bellezza utilizzati per le sue supereroine: formose, sensuali e dalla chioma fluente. Un po’ come Medusa, che ha nei capelli il suo punto di forza, o Tempesta, dalle sembianze quasi ultraterrene.Bellissime, intelligenti e dotate di un’incredibile forza caratteriale, come la protagonista del Manifesto, disposta a tutto pur di non cedere al male.
A lei e a tutte le donne vittime di violenza Etna Comics dedica la sua immagine 2019. Perché i fiumi di sangue versati per la becera follia dei loro assassini siano da monito per una società che possa finalmente smettere di restare impotente a guardare.

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Pubblicato il 02 aprile 2019