Nell’anno del 50° anniversario dalla fondazione, CVA Canicattì registra una crescita equilibrata e continua

Calici & Boccali «Questo è stato il nostro cammino evolutivo –dice il presidente della Cooperativa Giovanni Greco - costruito passo passo, con responsabilità e coerenza, guadagnando, vendemmia dopo vendemmia, in reputazione per il nostro marchio e per l’identità dei nostri prodotti»

Grillo e Nero d’Avola: sugli scudi di CVA Canicattì questi vitigni sono impressi col fuoco, tanto da plasmarne l’identità aziendale. Il successo di questa cantina non è solo nei numeri che, per fortuna, sono sempre buoni. E’ l’evoluzione e il processo di identificazione che risulta essere più interessante e prolifico e ricco di tanti elementi. Anche per il 2019 il mercato premia CVA Canicattì e questi due vitigni principi della Sicilia enologica di qualità. Una storia produttiva che nell’ultimo decennio ha saputo stratificare, vendemmia dopo vendemmia – grandi consensi di critica enologica e il favore dei consumatori. Oggi, infatti, CVA Canicattì è una delle realtà vitivinicole di qualità della cooperazione siciliana, piccola per numero di soci e superficie vitata se paragonata alle grandi, ma di grande interesse per i vini che ha in gamma e che il mercato cerca e riconosce.

Lo scorso 27 novembre sono state rinnovate le cariche del consiglio di amministrazione del Cooperativa con Giovanni Greco e Vincenzo Burruano Alfano che mantengono, rispettivamente, gli incarichi più rilevanti: presidente e vice-presidente della cooperativa. Rimangono invariati anche i membri del Collegio Sindacale con Riccardo Martines alla guida; volti nuovi, invece, nella Commissione Consultiva con Maria Rosa Mangione e Salvatore Vassallo che ricevono il testimone dagli uscenti Angelo Cometti ed Ezio Manzone.
Il 2019 si chiude confermando un trend di crescita (pluriennale) più che interessante, soprattutto per alcuni vini che, viste le produzioni limitate, vanno sempre prima in esaurimento. E’ il caso del Fileno e del Aquilae Grillo Bio, per i vini bianchi e, di Centuno Nero d’Avola e Diodoros, il vino prodotto nel vigneto della Valle dei Templi, per i rossi. Vini di fascia medio alta che il consumatore trova al ristorante e in enoteca ad un prezzo equilibrato e competitivo, uno dei punti di forza di CVA sul mercato.
E sono i numeri – crescenti – a confermare lo stato di salute della CVA, forte di un’immagine positiva, quella di piccola cantina sociale impegnata a produrre con qualità, che remunera il socio contadino e che costruisce identità di brand e di prodotto.

Giovanni Greco – ph Giuseppe Caruso

«Questo è stato il nostro cammino evolutivo – afferma Giovanni Greco – costruito passo passo, con responsabilità e coerenza, guadagnando, vendemmia dopo vendemmia, in reputazione per il nostro marchio e per l’identità dei nostri prodotti. Questo ci ha consentito di raggiungere una crescita stabile, non episodica e fluttuante, incrementando l’export e il numero di Paesi oggi serviti, senza ricorrere al solo prezzo di ingresso, mantenendo il valore del nostro lavoro, anzi incrementandolo. E’ questo il mandato che ci siamo dati in tutti questi anni e che nel prossimo triennio puntiamo a confermare grazie ad una nuova strategia che ci proietta a nuovi impegni e, speriamo a nuovi traguardi».
Il riferimento di Giovanni Greco riguarda un nuovo progetto produttivo sull’Etna, in partnership con uno storico produttore della DOC, e la crescita, sempre più strategica per CVA Canicattì del Progetto produttivo del Diodoros, all’interno del Parco della Valle dei Templi, punto nodale di un processo di identificazione che questa cantina ha sempre ricercato con la Valle dei Templi di Agrigento.
«Questo scenario importante fondato su potenzialità di crescita qualitativa dei nostri vini in territori di grande interesse vitivinicolo di permetterà di rafforzare la percezione e il radicamento del nostro brand fra i consumatori, in Italia e all’estero»

Nell’anno del cinquantesimo anniversario della sua fondazione, la storica Cantina agrigentina, dopo aver consolidato la propria crescita nel mercato interno, ha raggiunto, grazie ad una visione imprenditoriale lungimirante centrata sul consolidamento dell’export, la piena maturità anche in campo internazionale con nuove opportunità all’orizzonte. Sul versante export, dunque, mercati piccoli ma di valore si aggiungono ad uno scenario ormai consolidato con Germania, Svizzera,Inghilterra e Francia nei primi posti ma anche Stati Uniti e Giappone che, segnano, nel 2019 numeri più che incoraggianti. Interessanti aree di sviluppo si sono prospettate, inoltre, nei Paesi del Sud America e dell’est asiatico, mentre attraverso un nuovo approccio distributivo, si sono registrate risposte più diffuse e continuative sul mercato nazionale, attivando nuove città e province, oggi finalmente raggiunte dai vini di CVA.

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