giovedì 21 febbraio 2019

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Militello Film Fest, sarà Antonio Marcianò a studiare a New York

Visioni

Chiusa la prima edizione dell'Indipendent Film fest che la cittadina calatina ha affidato alla direzione artistica del regista Daniele Gangemi. Il giovane attore militellese è stato segnalato al Lee Stransberg Theatre & Film Institute per il suo ruolo nel corto "Quarantesimo giorno" sull'abbandono degli animali. Saluto in video del militellese doc Pippo Baudo


di Redazione SicilyMag

È calato il sipario sul MIFF, il Militello Independent Film Fest, e a Militello in Val di Catania, dopo settimane di grande fermento, ciak, master class, ospiti internazionali, e tanti film, è tornata la quotidianità. Un paese in festa, un evento corale, che ha coinvolto tutti, negozianti, artigiani, artisti, giovani e anziani: nessuno voleva mancare all’evento dell’anno, e ciascuno ha dato il suo contributo per la realizzazione di un festival che fino alla fine ha confermato la sua vocazione “indipendente”. “MIFF genera indipendenza”, echeggiava sulle magliette dello staff, mentre in giro per Militello non si parlava d’altro. Nella gremitissima Piazza S. Maria della Stella, la sera di domenica 2 settembre scintillante per il gran finale, alcuni sono arrivati muniti di sedie, altri, privilegiati con il balcone sul piazzale, avevano radunano in casa amici e parenti.

Ad aprire la serata, condotta da Simona Pulvirenti e Francesco Di Giorgi, il video saluto a sorpresa di Pippo Baudo, militellese doc, la prima delle travolgenti emozioni che la finale del MIFF ha regalato. Poi al telefono l’intervento del presidente di giuria, il maestro Paolo Buonvino, assente per motivi di lavoro. Ospite d’onore Tuccio Musumeci, istituzione del teatro italiano, colonna di quello siciliano, al quale è stato consegnato dal sindaco Giovanni Burtone il premio alla carriera.

Tra momenti musicali, ed incursioni esilaranti della giuria, con una Fioretta Mari infaticabile mattatrice, ed un Ottavio Cappellani pronto a dispensare le sue irriverenti “cappellanate”, la carrellata delle premiazioni ha consegnato ai migliori lavori una scultura realizzata a mano dal pittore e ceramista militellese Tommy Randone, che raffigura lo stemma di Militello stilizzato e rivisitato in chiave moderna.

Foto di gruppo finale al Militello Indipendent Film Fest

Sezione lungometraggi: miglior Regia Berardo Carboni per l’italiano “Youtopia”; miglior Fotografia Michele D’Attanasio per “See you in Texas”, anche questo italiano; miglior Montaggio Ana Turcanu Fill per il romeno “Beside me”; miglior Colonna Sonora Victor Magro, per lo spagnolo “Nosotros”; miglior Attore l’interno cast maschile ancora di “Nosotros”; migliore Attrice ex aequo per Cast Femminile di “Nosotros” e per Donatella Finocchiaro e Matilda De Angelis protagoniste di “Youtopia”; miglior Film l’egizionao “Experimental Summer” di Mahmoud Lotfy.

Sezione cortometraggi: miglior Regia Charlie Manton per l’anglosassone “Tell me”; miglior Fotografia Dominik Moos per il tedesco “Paris you got me”; miglior Montaggio Brian McGuire & Sean Hong per lo stanunitense “Yours Truly”; miglior Colonna Sonora firmata da Matteo Salassano per l’italiano “Je ne veux pas mourir”; miglior Attore Federico Rosati per un altro lavoro italiano, “Coco”; migliore Attrice Chiara Martegiani per “L’uomo proibito”, anche questo italiano; miglior Cortometraggio ex aequo l’iraniano “Fan”, di Ali Delkari, e il turco“Companion”, di Omer Disbudak; menzione speciale per “Framed”, Italia, di Marco Iemolo.

Sezione documentari: miglior Documentario “Fatimah”, Giordania, di Omar Rammal; e due menzioni speciali per “Sciuscià 70” di Mimmo Verdesca, e “Rossotrevi” di Marco Gallo.

Sezione videoclip: miglior Videoclip il portoghese “K for Kite” di Joao Pombeiro; e due menzioni speciali per l’israeliano “Tonic Clonic” di Ophir Benshimon, e per “Cento Passi” del catanese Francesco Lo Bianco, per l’impegno sociale. Sul palco a ritirare il premio l’autore del brano omonimo Antonio Monforte.

La più attesa naturalmente è stata la sezione Contest cortometraggi, il valore aggiunto dell’evento, sfida nella sfida per i 13 cineasti che hanno voluto mettersi in gioco realizzando un corto nei sette giorni prima del festival. Una menzione speciale è andata al “Quarantesimo Giorno” di Rosaria Mazzara, Anima Randagia; miglior Progetto contest “Il guscio di Militello” di Giuliana Belluomo, Usciti Pazzi; miglior Attore protagonista il più piccolo in gara, Benedetto Cantarella, undici anni, il bambino protagonista di “Nicolò, un sorriso per la vita”, firmato da Scirè/ Di Stefano.

La premiazione di Quarantesimo giorno, vincitore contest cortometraggi

Antonio Marcianò

La prestigiosa borsa di studio del Lee Strasberg Theatre&Film Institute, rappresentato da Manuela Metri, è andata ad un militellese, Antonio Marcianó, nel cast del corto “Quarantesimo Giorno”, sull’abbandono degli animali. Sognava un palcoscenico Antonio, come regalo di compleanno. E il palcoscenico più ambito per lui è arrivato: New York lo aspetta.

Altri premi: Premio Good Luck, un augurio per una luminosa carriera voluto da Manuela Metri a Giuseppe Schillaci, attore catanese, e una menzione speciale è andata al regista salentino Tiziano Russo. Premio Globus Tv della critica televisiva e cinematografica, assegnato da Enzo Stroscio, editore di Globus Television, media partner del MIFF, a “Era giovane e aveva gli occhi chiari” di Giovanni Mazzitelli.

Il riconoscimento “ Siate di ispirazione” è stato assegnato dal Rotary a “Cecilia’s affaire”, di Fabio Fagone, consegnato dal presidente del Rotary Catania Est Gregorio Mirone, e dal presidente del Rotary Grammichele Michele Catania. Per la categoria Cinema e solidarietà premiato il film venezuelano “The Vampier Lake”, di Carl Zitelman, che accende un faro su un’emergenza umanitaria della quale i media non parlano.

Due premi a sorpresa sono stati poi consegnati a due giurate: “Talent Scout” a Fioretta Mari, e “Ricerca, formazione e valorizzazione dei giovani talenti” a Manuela Metri.

La kermesse, curata dal direttore artistico Daniele Gangemi, è stata anche occasione per raccontare la bella storia d’integrazione e accoglienza di Samuel Storm, cantante nigeriano finalista nella scorsa edizione di Xfatcor. Una migrazione lunga nove mesi attraverso il deserto, e poi il successo consacrato dal suo talento.

Sul palcoscenico anche Musikanova con un omaggio al cinema, le voci bianche della cuola “InCanto” di Scordia, Orazio Russo e Giovanni Ruggieri.


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Pubblicato il 03 settembre 2018





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