venerdì 14 dicembre 2018

venerdì 14 dicembre 2018

MENU

Cinque: «Con Sicily Jass indago il labirinto di Nick La Rocca»

Visioni

Il regista di origini nissene è in concorso al 62° Taormina Film Fest, nella sessione Filmmaker in Sicilia, con il documentario che indaga la figura di Nick La Rocca: il musicista americano di origini siciliane considerato da molti il padre del jazz. Nel cast del film, che sarà proiettato venerdì 17 giugno a Taormina, Mimmo Cuticchio, Roy Paci e Salvatore Bonafede


di Andrea Di Falco

Il contributo siciliano alla nascita del jazz. La storia di Nick La Rocca e dell’Original Dixieland Jazz Band è l’oggetto della narrazione di Sicily Jass - The world’s first man in jazz, un documentario di 73 minuti diretto da Michele Cinque, 32enne romano di origini nissene, che racconta l’ascesa e la caduta di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Trenta del secolo scorso. Tra New Orleans, New York, Chicago e Londra.
Dopo aver partecipato a numerosi festival (dal Seeyousound di Torino al Salina Doc Fest fino al Doc Feed di Eindhoven) venerdì 17 giugno alle ore 19.30 Sicily Jass sarà proiettato al Cinema Olimpia, in concorso nella sessione Filmmaker in Sicilia al 62° Taormina Film Fest.

Sicily Jass - The world’s first man in jazz

Nel docufilm convivono due istanze narrative: l’approccio documentaristico e il filtro di pura finzione. Il primo aspetto è raccontato da una serie di testimonianze di storici del jazz, esperti, collezionisti americani e inglesi. Ma su tutti, Michele Cinque privilegia il figlio di Nick, Jimmy, un 78enne che, come il padre, suona la cornetta, l’antenata della tromba.
Il secondo aspetto è un controcanto affidato all’attore Mimmo Cuticchio che, attraverso l’intervento dei suoi pupi, scandisce i momenti più significativi della vicenda umana e professionale di Nick La Rocca.

Michele Cinque mette in scena, nella Sicilia senza tempo tra i ruderi di Poggioreale, nel Belice, un’idea che diventa teoria. Il jazz nasce in America, ma l’apporto italiano e siciliano in particolare, è stato decisivo. Perché è dal retaggio bandistico nostrano che prendono corpo le sonorità e le atmosfere jazzistiche. E per rendere chiara l’intuizione, Cinque, omaggiando il nichilismo poetico di Ciprì e Maresco, chiama a raccolta la tromba di Roy Paci, il pianoforte di Salvatore Bonafede e la banda di Salemi diretta dal maestro Ninni Pedone. La colonna sonora originale del film è firmata proprio da Bonafede, autore anche di numerosi arrangiamenti dalle musiche dell’Original Dixieland Jazz Band.

Quintetto Sicily Jass tra i ruderi di Poggioreale

A settembre Sicily Jass andrà in tour in tutta la Sicilia. Il regista sarà accompagnato dagli stessi Bonafede, Paci e dalla Banda di Salemi, perché oltre alla proiezione del film saranno eseguiti una serie di concerti dal vivo, che prevedono anche il coinvolgimento delle bande di paese.
Sicily Jass dovrebbe essere distribuito nelle sale in autunno, di certo sarà trasmesso dai canali Rai nel 2017.
Un altro elemento narrativo echeggia i due registi “cinici”: la testimonianza di Salvatore Mugno, scrittore trapanese, autore del libro Il biografo di Nick La Rocca, che deriva da una corrispondenza con lo scrittore statunitense Harry H. Brunn. Mugno, alla guida di una 127 amaranto, narra la storia del jazzista siciliano.

L'Original Dixieland Jazz Band di Nick La Rocca

Ma il racconto di Sicily Jass parte da una data storica: il 26 febbraio 1917. È il giorno nel quale viene inciso, alla Victor di New York, il primo disco jazz della storia della musica: Livery Stable Blues. La registrazione è opera dell’Original Dixieland Jazz Band di Nick La Rocca. Per queste ragioni, seppure con alterne fortune, i cinque elementi del gruppo vengono definiti gli “inventori del jazz”. La Rocca, che suona la cornetta, condivide le origini siciliane con il batterista Tony Sbarbaro. La formazione comprende anche Eddie Edwards al trombone, Larry Shields al clarinetto ed Henry Ragas al piano. Il disco vende un milione di copie e lancia la band nell’olimpo della musica. Ma il brano più noto della band è un altro: Tiger Rag.
« È vero. – sottolinea Michele Cinque –. Tiger Rag è l’inno nazionale del jazz dei primordi. Un brano del ’18. Un pezzo la cui paternità è stata a lungo controversa. Un disco che è stato al centro di uno dei primi processi sui diritti d’autore della storia. Si tratta di un tema suonato spesso a New Orleans che, pare, tragga origine dalla quadriglia francese».

Roy Paci in Sicily Jass

Secondo il regista, «a proposito del film, si può parlare di un esperimento riuscito. Sono stati necessari tre anni di lavoro. Sin dall’inizio il film presentava due elementi narrativi e formali differenti: la finzione e il documentario classico. Perché Sicily Jass e non Jazz? Perché il mio film omaggia l’idea del jazz delle origini. Sicily Jass, oltre a raccontare il successo dell’Original Dixieland Jazz Band, i Beatles dell’era del jazz, è un viaggio nell’anima di un uomo, Nick La Rocca, che ha tentato, sbagliando quasi tutto, di riservarsi un posto tra le stelle della musica».

Il viaggio alla scoperta di Nick La Rocca nasce un po' per caso. Nel 2012 Michele Cinque gira in America Mr. Jazz: Louis Armstrong Story. «È in quel momento – ricorda – che mi imbatto, per la prima volta, nella storia dell’Original Dixieland Jazz Band e della prima incisione della storia del jazz. Mi appassiono e scopro che a New Orleans, all’inizio del Novecento, si riversano migliaia di immigrati siciliani. La nostra musica popolare confluisce nel grande melting pot che ha dato vita al jazz. I siciliani sono l’anello mancante tra i bianchi e i neri. Così, scopro con sorpresa, che il jazz ha anche un cromosoma siciliano. Poi, vado al Nara di Washington (National Archives and Records Administration), lì vedo le immagini e ascolto la voce di Nick La Rocca. A quel punto, sono convinto che il film possa nascere davvero».

Mimmo Cuticchio e Michele Cinque

Michele Cinque trascorre l’infanzia in Sicilia perché parte della sua famiglia è originaria di Caltanissetta. «Ho sempre amato molto l’isola – sottolinea – . Forse, anche per questo, la storia di Nick La Rocca ha iniziato a lavorare dentro di me in maniera sotterranea. È stato faticoso e affascinante avvicinare il lato umano del mio personaggio. Nick La Rocca non era un uomo facile».
Già. La Rocca è figlio di un immigrato, Girolamo, che vuole il figlio dottore. Nick, invece, ama suonare e, soprattutto, è convinto di sfondare. Intanto, per campare lavora come elettricista.
«Nick – rimarca il regista – ha tendenze paranoiche. In tarda età, ferito e tormentato dal rancore, è capace di affermazioni xenofobe e razziste. È stato sicuramente un antieroe. Ho cercato di approfondire le sue ombre. Devo ringraziare Jimmy La Rocca e il grande Cuticchio. Perché Mimmo mi ha aiutato a dare vita agli incubi di Nick, restituendone allo stesso tempo l’estrema umanità. Quando ho ideato la struttura del film ho pensato proprio a Cuticchio. Perché questa storia aveva bisogno di un narratore. Lo conosco da quando avevo sei anni. Insieme abbiamo costruito il suo dialogo con i pupi. Perché solo i pupi possono dire quello che il narratore non può sostenere».

Mimmo Cuticchio in Sicily Jass

Le sensazioni di Michele Cinque nei confronti di La Rocca mutano nel tempo: «Ho capito – evidenzia – da quali profonde delusioni sono nati i suoi squilibri, gli attacchi di ira e la xenofobia sul finire della vita. Mi sono infilato in un labirinto, tra le emozioni di un uomo scomparso da oltre cinquanta anni. Ho rappresentato in maniera critica Nick La Rocca, cercando di non giudicarlo. Non ho sposato il suo partito. Non sono convinto che sia il padre del jazz. Ma è altrettanto vero che ritengo il suo contributo fondamentale per la storia della musica. Sicily Jass è un film su un siciliano che si trova al posto giusto nel momento giusto. E suona nella band più pagata al mondo. È un film sul processo creativo che racconta l’ascesa e la caduta di un uomo. La fortuna di La Rocca si esaurisce con l’avvento del proibizionismo. Dopo una straordinaria tournée londinese».

Sicily Jass, girato tra la Sicilia e New Orleans, a partire da un budget di 100mila euro, è stato prodotto da Mrf5 e Ga&a, in associazione con Rai Cinema e in collaborazione con Lazy Film, con il sostegno della Direzione generale per il cinema del Mibact e della Regione Siciliana.
Per la prima volta è stato presentato al pubblico lo scorso novembre al Festival dei Popoli di Firenze.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 17 giugno 2016
Aggiornato il 27 giugno 2016 alle 19:06





TI POTREBBE INTERESSARE

Franco Maresco: «Nell'era degli smartphone ho riscoperto il valore dell’immagine ferma»

Il regista palermitano è presidente di giuria della XVII edizione di Magma Festival, la mostra di cinema breve che si svolge ad Acireale dal 29 novembre al 2 dicembre

Sicilia Film Commission pubblica la graduatoria delle opere cofinanziate

Delle oltre 70 istanze pervenute sono state selezionate per il cofinanziamento 34 produzioni, di cui 20 lungometraggi, 9 documentari e 5 cortometraggi

Con Seeyousound la musica è di scena al cinema

Dal 22 al 24 novembre Palermo ospita Seeyousound International Music Festival, il festival cinematografico che racconta la musica. Tra i film ijn programma “Jululu” di Michele Cinque e “Il muro era caduto da poco” su Cesare Basile

Casting a Catania per i bambini di "Anna", il film dal libro di Ammaniti

Il 9 e il 10 novembre all'Open della città etnea le selezioni per i piccoli interpreti che incarneranno i protagonisti dell'ultimo libro di Niccolò Ammaniti, del 2015. Il film per la tv, prodotto da Wildside, andrà su Sky e Netflix. Riprese a partire da aprile 2019

Il Cinema di Frontiera di Marzamemi è pronto a partire

La XVIII edizione del Festival internazionale diretto da Nello Correale, che eccezionalmente si svolgerà a settembre, prenderà il via mercoledì 12 come di consueto nel borgo marinaro di Pachino. Cinque i lungometraggi in concorso oltre a un omaggio a Vittorio De Seta, una retrospettiva dedicata al regista polacco Krzysztof Kieślowski e i 20 film brevi di "ConCorto". Tra gli eventi collaterali ci sarà Morgan nelle vesti di "poeta"

Militello Film Fest, sarà Antonio Marcianò a studiare a New York

Chiusa la prima edizione dell'Indipendent Film fest che la cittadina calatina ha affidato alla direzione artistica del regista Daniele Gangemi. Il giovane attore militellese è stato segnalato al Lee Stransberg Theatre & Film Institute per il suo ruolo nel corto "Quarantesimo giorno" sull'abbandono degli animali. Saluto in video del militellese doc Pippo Baudo