sabato 20 aprile 2019

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"Lost in time" di Murcof, minimal-fanta-western verso un futuro ignoto

Recensioni

Accoglienza calorosa del pubblico catanese di Zo centro per le culture contemporaee al viaggio sonoro del messicano Fernando Corona in arte Murcof sulle immagini del canadese Patrick Bernatchez, che ha inaugurato la rassegna Partiture


di Ilenia Suma

Un uomo e un cavallo, intrappolati in un loop temporale in cui il ciclo della vita e della morte ruota senta sosta, e quella che appare la fine diventa un nuovo inizio. È Lost in time, primo appuntamento della rassegna Partiture 2019 di Zo centro per le culture contemporanee di Catania, che lo scorso 31 gennaio ha ospitato il messicano Murcof, alias Fernando Corona, tra gli esponenti più interessanti sul fronte della musica elettronica internazionale. Il compositore ha presentato il suo nuovo album, progetto audiovisivo che si avvale della collaborazione dell’artista canadese Patrick Bernatchez, autore del film che accompagna il viaggio sonoro di Murcof: un minimal-fanta-western, in cui, in un futuro non identificato, un uomo e il suo cavallo, ombre scure contrastate e immerse in uno spazio vuoto, di un bianco polare, si aggirano con fatica verso una meta, che forse non esiste se non nella stessa necessità di procedere. «Ognuno può riconoscerci la propria storia - ci dice Murcof - non esiste un unico senso del racconto”, che infatti è percezione prima che comprensione.

Murcof dal vivo

La sua musica è scarna, basata su percussioni elettroniche astratte, glitch, influenzate dalla musica classica, ambient ed etnica. La narrazione che ne viene fuori è potente, ricca di influenze, e a confermarne l’ecletticità, nel film le composizioni di Murcof si fondono con l'aria delle Variazioni Goldberg, cantata da Les Petits Chanteurs du Mont-Royal. A coinvolgere nel ritmo ipnotico del racconto, la lentezza e il vuoto che sembrano rieducare a una concezione del tempo, del dettaglio, e fare da contraltare a un’epoca di velocità e caos, sovraffollamento di oggetti e desideri.

Accoglienza calorosa del pubblico catanese, molti gli affezionati fan di Murcof che si era già esibito al Centro Zo con il suo precedente lavoro audio visivo, Etna. A portrait, composizione interamente basata sui suoni catturati sulla Montagna poi lavorati in studio, quella volta accompagnata dalle immagini girate dal video artista spagnolo Manu Ros.

Il prossimo appuntamento di Partiture è per il 14 febbraio, con Teho Teardo, compositore, musicista e sound designer; rilevante il suo impegno anche nel mondo del cinema, ha realizzato colonne sonore per importanti registi italiani, vincendo un David di Donatello per le musiche del film di Paolo Sorrentino Il Divo, e il Nastro d'Argento per Lavorare con lentezza e L'amico di famiglia. Troppe le sue collaborazioni musicali e non per enumerarle tutte, tra le tante, con Blixa Bargeld, leader degli Einsturzende Neubauten e storico braccio destro di Nick Cave nei Bad Seeds. A Catania si esibirà in duo con Laura Bisceglia al violoncello, interpretando anche brani tratti da alcune colonne sonore e album recenti come "Wilder Mann", e lavori per il teatro di Enda Walsh.

Teho Teardo e Laura Bisceglia

Contenitore variegato di linguaggi musicali, la rassegna, che promuove autori e compositori contemporanei, continuerà con altri appuntamenti degni di nota, tra cui il 5 aprile la sonorizzazione del film muto del 1921 L’uomo meccanico, primo esempio di sci-fi italiana, a cura della band bolognese Earthset. La vita del film è fantastica almeno quanto la sua sinossi: l'attore francese protagonista e scrittore della storia, André Deed, aveva deciso di realizzare una trilogia horror con una casa di produzione milanese, che fallì, lasciando realizzato solo questo progetto. La pellicola, andata perduta, è stata recuperata nel 1992 dalla Cineteca di Bologna, che ne ha restaurato l'ultima bobina rimasta al mondo e rinvenuta in una cineteca in Brasile.

Il 3 maggio sarà invece la volta di Fontana Mix - Omaggio a John Cage, a cura di Renato Messina e della classe di musica elettronica dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini di Catania. Sistema compositivo utilizzato da Cage, Fontana Mix consiste di 10 fogli e 12 trasparenti. I fogli contengono ciascuno 6 linee curve, i trasparenti punti dispersi casualmente, una griglia e una linea retta. Piazzando i trasparenti con i punti sui fogli con le curve, e interpretando il tutto con l’aiuto della linea retta e della griglia, si possono ottenere indicazioni compositive. Con questo metodo, nel 1958-59, Cage ha realizzato i due nastri che lo compongono.

A chiudere la rassegna ci sarà il compositore Christian Fennesz, figura chiave della musica elettronica contemporanea, ritenuto uno dei massimi esponenti della glitch music, ha collaborato con Ryuchi Sakamoto, Sparklehorse, Jim O’Rourke, David Sylvian, Mark Linkous e Mike Patton, il 19 maggio presenterà il suo ultimo album "Agora".

Christian Fennesz


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Pubblicato il 07 febbraio 2019





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