domenica 22 ottobre 2017

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Lo Stabile di Catania in cerca d'autore si affida a Michele Placido

Teatro

L'attore e regista pugliese firma i pirandelliani "Sei personaggi" con cui l'ente teatrale etneo apre il 17 ottobre la stagione della speranza. Sarà lui il deus ex machina per il rilancio dopo la fase dell'abisso? Sarà lui il prossimo direttore artistico? Placido nicchia ma non dice no. Tra una settimana il bando che potrebbe incoronare nuovamente Orazio Torrisi


di Maria Enza Giannetto

E se la messinscena inaugurale del Teatro Stabile di Catania, Sei personaggi in cerca di autore, diretta da Michele Placido fosse un po’ la cerimonia di “incoronazione” del regista e attore pugliese al trono di direttore artistico dello Stabile di Catania? Il dubbio è lecito. E lo è ancor di più se si pensa che, alla domanda “le piacerebbe avere la direzione artistica del teatro”, posta a margine della conferenza stampa di presentazione della produzione, Placido ha risposto «un teatro così importante e prestigioso, sarebbe davvero una grande responsabilità». A incrementare il dubbio c’è la presenza costante che Placido ha tenuto in questi mesi a teatro, occupandosi anche delle Verghiane, e c’è la presenza, alla conferenza di presentazione dello spettacolo inaugurale dell’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Anthony Barbagallo (alla sua ultima apparizione in carica prima delle prossime elezioni regionali) e della vicepresidente dello Stabile Lina Scalisi (il presidente Carlo Saggio era impossibilitato), e del livornese Massimo Tamalio, responsabile dell’organizzazione generale che si è occupato dell’impaginazione dell’intera stagione sotto la reggenza del commissario straordinario Giorgio Pace.

Michele Placido durante le prove dei Sei personaggi in cerca d'autore

A smorzare quelle che potrebbero essere quasi certezze, ci sono i rumors che da settimane si rincorrono sul nome del designato. Nel toto nomi, spicca in testa quello di Orazio Torrisi, oggi a capo del Brancati e del Piccolo e già direttore dell’ente catanese dal 2001 al 2007. Di certo i dubbi saranno presto sciolti perché, come annunciato da Barbagallo, a metà mese, proprio il 18 o il 19 (subito dopo lo spettacolo inaugurale) ci sarà il consiglio di amministrazione per il lancio del bando per il conferimento dell’incarico di direttore artistico.

Prossimo direttore artistico dello Stabile o meno, è certo che su questa messinscena di Placido il teatro catanese si gioca una mossa importante per il suo rilancio dopo anni di difficoltà e polemiche. Una messinscena importante apre la sessantesima stagione del Teatro proprio nell’anno delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Pirandello. «Mettere in scena Sei personaggi in cerca d’autore – spiega il regista pugliese - rappresenta per me l’appuntamento non scritto con un autore che è stato una presenza costante nel mio percorso umano, prima ancora che professionale. Oggi mi trovo allo Stabile di Catania con questa enorme opportunità di potermi esprimere su un testo che, a mio modo di vedere, è il più straordinario del drammaturgo di Girgenti, il più rivoluzionario, ma che sicuramente nasconde in sé numerose insidie. Naturalmente sono felice ma anche timoroso. È la mia passione per tutto quello che è pirandelliano che mi porta ad accettare la sfida. E la messinscena vuol essere al contempo un esplicito omaggio alla prestigiosa storia dello Stabile etneo, che con Sei personaggi apre la sua sessantesima stagione nel medesimo anno in cui ricorre il cento cinquantenario della nascita dell’autore».

Michele Placido dirige le prove dei Sei personaggi

Così Michele Placido sottolinea la motivazione che da mesi, tra audizioni e prove, lo vede impegnato a costruire la regia dello spettacolo di cui è anche protagonista insieme a Guia Jelo che lui ha fortemente voluto nel ruolo della madre. Nella nuova produzione, realizzata dallo Stabile etneo in collaborazione con Goldenart Production srl, accanto all’artista pugliese il quale, dopo l’abbandono, non senza poche polemiche dell’attore catanese Pippo Pattavina (che ha lasciato parlando di una messinscena non fedele al testo originale con inflessioni dialettali che avrebbe tradito il testo originale) ha deciso di interpretare il padre, ci sarà un cast tutto siciliano, diviso nei due blocchi: i personaggi appunto e la compagnia teatrale - previsti nel 1921 da Pirandello per la “commedia da fare” che lo avrebbe portato al Nobel, sull’onda del suo innovativo metateatro.

Placido, quindi, nei panni del padre e Guia Jelo nei panni della madre. I due saranno affiancati dalla palermitana Dajana Roncione (la figliastra) e dai catanesi Luca Iacono (il figlio), Luana Toscano (Madama Pace), e ancora Paola Mita (la bambina), Flavio Palmeri (il giovinetto). Nel ruolo degli “attori della Compagnia” troveremo Silvio Laviano (il regista), Egle Doria (la prima attrice), Luigi Tabita (il primo attore), Ludovica Calabrese (l’attrice giovane), Federico Fiorenza (l’attore giovane), Marina La Placa (la seconda donna), Giorgia Boscarino (l’assistente del regista), Antonio Ferro (il direttore di scena).

Il cast dei Sei personaggi durante la conferenza stampa

L’allestimento si avvale delle musiche di Luca D’Alberto e dei costumi di Riccardo Cappello. Gaetano La Mela cura le luci, un cast tecnico che assieme a tutte le manovalanze del teatro Michele Placido non ha smesso di lodare per la grande competenza. L’appuntamento è alla Sala Verga dal 17 al 29 ottobre, con 12 rappresentazioni, di cui 9 in abbonamento, due per le scuole e una per il progetto “Il teatro è per tutti” ispirato ai valori dell’inclusione sociale. Il 31 ottobre lo spettacolo sarà al Teatro Tina Di Lorenzo a Noto, mentre è già in preparazione la tournée nelle maggiori piazze italiane per la stagione 2018-2019.

«Questa - spiega ancora Placido - è la mia terza regia pirandelliana dopo Così è se vi pare e i due atti unici La carriola e L'uomo dal fiore in bocca. In passato ho girato un film La scelta, tratto dalla novella e dal testo teatrale L'innesto». La lettura di Michele Placido coglie ulteriori aspetti inediti legati all’abbandono dell’autore che rifiuta le proprie creature, turbato dal loro sviluppo. Il contabile muore, la madre torna in città con i figli, il lutto getta la famiglia in gravi ristrettezze. La situazione precipita quando il padre e la figliastra hanno un incontro intimo e molto traumatico in una casa di piacere. Questo il racconto, questo il dramma scabroso che i personaggi chiedono di rappresentare agli attori di una compagnia teatrale.

«Proprio durante la rappresentazione – nota Placido – emergeranno aspetti maledetti e fondamentali allo stesso tempo. E si spiega perché una siffatta famiglia è in cerca di un autore: il suo autore primario, Pirandello, li ha rifiutati. Rifiutati perché atterrito dall'idea di alimentare questi personaggi e definirli, tanto scandalosa era la loro storia. Trovo sia presente, allo stesso tempo, un senso di ribellione da parte dei personaggi, che appunto andranno in cerca di un autore e, nel nostro caso, di una Compagnia che sta provando a mettere in scena un teatro che parla delle drammaticità della società di oggi, di temi quali: il femminicidio, le morti bianche o anche l'impossibilità di un legame sentimentale, dovuta all'alienazione dell'uomo moderno, dell'uomo contemporaneo».

Guia Jelo, Placido, Lina Scalisi e Massimo Tamalio

Nello spettacolo di Michele Placido, coerentemente con il metateatro pirandelliano, la storia dei Sei personaggi si fonde con quella, gloriosa, dello Stabile catanese e della blasonata sala. «Il Teatro Stabile di Catania – sottolinea l'attore-regista – ha un retaggio che tutti conosciamo, importante per il percorso compiuto negli anni, punto di riferimento non solo del teatro siciliano ma anche nazionale, con grandissimi spettacoli e attori. Accanto a me in Sei personaggi tutti attori siciliani, per lo più catanesi, ai quali mi sento molto vicino perché hanno qualcosa che riflette con forza il pensiero pirandelliano, sono umoristici, sottili, intelligenti, hanno la pasta giusta per dare vita alla mia idea di messa in scena. Un’idea favorita proprio dalla destinazione originaria della sala Verga. La suggestione che in questo cinema, trasformato poi in teatro, una Compagnia che sta provando mini-drammi quotidiani venga in qualche modo spiata da presenze o fantasmi (anche se Pirandello era contrario a questa parola), mi rafforza la convinzione che il testo sia pieno a sua volta di suggestioni soprannaturali. Si partirà da qui, il riferimento sarà dunque il Teatro Verga, la sua storia, gli attori, Pirandello, un teatro ex cinema. Mi affascina l’intuizione che questo palcoscenico appartenesse a una Catania in cui, come in un film in bianco e nero, probabilmente esistevano giardini, fontane, piccole ville, dove poteva accadere la storia che racconteremo, la storia dei Sei personaggi. Mi voglio illudere che sia realmente accaduta in questi luoghi, magari nella villetta degli anni ‘70 dove troviamo adesso questo teatro; del resto a cosa serve l’illusione, altrimenti, se non per crearne una messa in scena?.

Placido con Luigi Tabita, Paola Mita, Guia Jelo e Flavio Palmeri

Lettura fedele e rilettura ardita dunque, ma di sicuro senza alcun tradimento, come tiene a sottolineare Placido che, durante la conferenza, risponde a chi gli chiede se e perché abbia deciso di inserire il dialetto nel testo, risponde che assolutamente di tratta di accuse false e che, semmai, ha solo inserito il tipico linguaggio familiare in cui di certo non si parla senza inflessioni.

La conferenza è stata anche l’occasione per parlare di tutta la sessantesima stagione dello Stabile che, come ha spiegato la vicepresidente Lina Scalisi: «È una stagione che punta sui giovani e all’inclusione sociale. Abbiamo molti progetti con le suole e abbonmamente privilegiati per i giovani sotto i 30 anni e gli universitari. Che ha anche ribadito, ciome già sostenuto dal neopresidente Carlo Saggio “il cartellone possiede così ulteriori frecce al proprio arco per catturare l’attenzione delle nuove generazioni, raggiungerle nel mondo della scuola, condividerne contenuti e interessi».

Dajana Roncione, Placido, Jelo e Luca Iacono

E soprattutto sarà una stagione che in cui lo Stabile torna a produrre. Da Sei personaggi in cerca d’autore a Un momento difficile di Furio Bordon, che che dall'8 al 20 maggio chiuderà la stagione e verrà messo in scena per la prima volta, protagonista Massimo Dapporto, regia di Giovanni Anfuso, passando per Il giuramento di Claudio Fava con David Coco e la regia di Ninni Bruschetta, in calendario dal 5 al 17 dicembre.

David Coco

Tre le coproduzioni: Il giocatore (dal 14 al 26 novembre), trasposizione che Vitaliano Trevisan ha tratto dal romanzo in cui Dostoevskij narra la propria irrefrenabile pulsione per il gioco, coprodotto con il Teatro Bellini di Napoli e messo in scena dal regista Gabriele Russo con Daniele Russo come protagonista. Coprodotta con Napoli Teatro Festival è invece In attesa di giudizio (dal 9 al 14 gennaio), ultima opera del regista e scrittore Roberto Andò con Fausto Russo Alesi come protagonista assoluto. Infine, con Invasioni (dal 6 al 18 febbraio) si consolida la collaborazione dello Stabile con l’associazione Neon. Diretti da Monica Felloni, gli interpreti sono attori, alcuni con disabilità, che lo Stabile ha voluto far propri, convinto del valore inclusivo che il fare teatro ha in una società.

Fausto Russo Alessi

Ad aprire la serie delle produzioni ospiti è Emma Dante con Bestie di scena (dal 7 all'11 novembre), in cui l’autrice-regista evidenzia la crisi dell’attore. Una giornata particolare (dal 23 al 28 gennaio), pluripremiata sceneggiatura cinematografica di Ettore Scola e Ruggero Maccari, diventa teatro nell’adattamento di Gigliola Fantoni e nella regia di Nora Venturini; Valeria Solarino ricopre il ruolo creato da una straordinaria Sofia Loren, e Giulio Scarpati quello dell’omosessuale che valse a Marcello Mastroianni la nomination all’Oscar.

Bestie di scena di Emma Dante

Arturo Cirillo, esigente regista e attore napoletano, rilegge Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill (dal 20 al 25 febbraio). Una delle ultime sere di carnovale (dal 20 al 25 marzo) ci porta invece nell’universo goldoniano visto dal regista Beppe Navello. Particolarmente attese due signore del teatro e due importanti autori: Ottavia Piccolo in Occident Express di Stefano Massini (dal 10 al 15 aprile), Pamela Villoresi in Il mondo non mi deve nulla di Massimo Carlotto (dal 3 all'8 aprile). Conclude il cartellone Il Tamerlano di Christopher Marlowe, in cui la visionaria regia di Luigi Lo Cascio s’incontra con l’energia interpretativa di Vincenzo Pirrotta (dal 13 al 18 marzo).

Vincenzo Pirrotta

Con Sei personaggi in cerca d’autore, spettacolo inaugurale della stagione 2017/2018, prende il via al Teatro Stabile di Catania anche uno dei progetti innovativi destinati alla formazione del pubblico teatrale costituito dalle giovani generazioni. Progetto Scuola delinea un percorso finalizzato a rendere questo nuovo pubblico maggiormente consapevole della rappresentazione cui si troverà ad assistere. I destinatari sono gli insegnanti ai quali si cercherà di fornire gli strumenti idonei a renderli partecipi del processo creativo che si realizza nella messa in scena. Ogni spettacolo proposto agli studenti verrà perciò preceduto da un incontro con gli insegnanti, incentrato sull'approfondimento del linguaggio drammaturgico e registico, laddove il regista o i suoi collaboratori illustreranno il percorso creativo che hanno seguito.

Massimo Dapporto in Un momento difficile

Il progetto è stato ideato da Massimo Tamalio: «Ci possiamo immaginare – sottolinea Tamalio – tutto quello che passa nella testa e nel cuore di giovani e giovanissimi quando il loro incontro con il teatro si realizza con l'intermediazione di docenti non motivati, non preparati alla cultura teatrale e poco informati sulla potenzialità delle attività di espressione teatrale. In questo caso, invece, gli insegnanti, che in precedenza avranno ricevuto il testo originale o la riduzione utilizzata, saranno in possesso degli strumenti atti ad una completa decodificazione degli spettacoli proposti agli studenti, ai quali sono destinate due recite per ciascun spettacolo prodotto o coprodotto. Punto di forza del progetto sarà che i docenti, contestualmente allo svolgimento del corso, potranno sperimentare in classe le nozioni acquisite durante gli incontri e portare i loro studenti a vedere le prove e la messa in scena dell’opera».

Una giornata particolare con Giulio Scarpati e Valeria Solarino

In questa prospettiva di inclusione, lo Stabile ha varato il progetto Il teatro è per tutti. Il livello di inclusione sociale è ormai uno dei parametri più significativi per la qualità globale della vita di una comunità civile, è il metro stesso della democrazia e della civiltà. Lo Stabile di Catania privilegia questo valore destinando, per ogni produzione o coproduzione, una recita a prezzi simbolici, a partire da 2.50 euro fino ad un massimo di 5. L’iniziativa, battezzata “Il teatro è per tutti”, vedrà come beneficiari gli utenti a basso reddito, i disabili, accogliendo ogni spettatore in teatro indipendentemente dalla presenza di elementi limitanti di natura non solo economica. Per realizzare il progetto lo Stabile ha stretto una rete di virtuose sinergie, a partire da quella instaurata con il “Progetto Umbertata” della Parrocchia Crocifisso dei Miracoli di Catania, retta da padre Giovanni Notari. Ed è in atto il partenariato con Banca Mediolanum di Catania. Perché il teatro sia un luogo di tutti e per tutti.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 12 ottobre 2017
Aggiornato il 19 ottobre 2017 alle 16:35





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