Blog Secondo step di consigli alla lettura per il mese di gennaio. Tante le penne siciliane di altissimo livello, già dal #librocopertina con la drammaturga, giornalista e scrittrice messinese Giusi Arimatea che per i tipi di Apalos esce con "Mina come la cantante", tra ferite mai risolte e passioni emotive, fino al ritorno in libreria della catanese Elvira Seminara che, per Einaudi, pubblica "Lunario dei giorni insonni". #Librocontrocopertina a Carlo Lapucci con "Carneval, non te ne andare…", attentissima analisi del Carnevale
Secondo step di consigli alla lettura per il mese di gennaio. Tante tantissime penne siciliane di altissimo livello, già dal #librocopertina con la drammaturga, giornalista e scrittrice messinese Giusi Arimatea che per i tipi aretusei di Apalos esce con “Mina come la cantante“, tra ferite mai risolte e passioni emotive, fino al ritorno in libreria della catanese Elvira Seminara che, per Einaudi, pubblica “Lunario dei giorni insonni“, dove il dramma dell’insonnia colpisce Iris, una donna separata che incontra nelle passeggiate notturne (ci ricorda “Al culmine della disperazione” di Cioran?) Aida e con la quale – in una miscellanea di bellezza tra stile, terminologia perfetta, e ambienti – regala una goccia di sentimento e amicizia. Fuoco e fiamme in casa NN Editore con un altro siciliano d’élite: Orazio Labbate che in “Chianafera“, narra di sogni, malattia mentale e luoghi rinchiusi.
Strepitoso! #Librocontrocopertina a Carlo Lapucci con “Carneval, non te ne andare… Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale” per Graphe.it: attentissima analisi del Carnevale. E ancora che colpo in casa Arkadia: l’editore sardo pubblica “Le due vite di Andrii Rosliuk” di Olivia Crosio. Segnaliamo Roberto Maggiani che ci immette in un mondo unico con “Un uomo in Argentina” edito da Il ramo e la foglia E ancora tante letture tra horror, società, vita e la poesia che torna con una firma italiana eccellente, quella di Alessia Bronico.
Arrivederci a lunedì 2 febbraio.
Flashback, i titoli già in libreria
Dario Neron, Portare il fuoco, La Corte Editore

Prada ha 28 anni, un corpo ricucito e un debito con la notte. È sopravvissuta a un’aggressione brutale: niente ricordi nitidi, solo l’odore del bosco sulla giacca dell’uomo e una promessa sussurrata tra i denti rotti: ti troverò. Da allora vive in una stanza d’albergo senza finestre, si allena fino a sanguinare e si batte a mani nude in combattimenti clandestini. Non è sola: accanto a lei c’è Calipso, creatura sola e ferita, che la segue tra diner e club di periferia. Da un’altra parte, un uomo di mezz’età decide di bruciare tutto: casa, passato, telefono. Sceglie la strada e un nome che non gli appartiene più. Incontra Ezra, ragazzo magnetico e pericoloso, che gli incendia anche il resto: le certezze e la paura di vivere. Insieme puntano a una montagna che forse non esiste: un luogo dove sciogliere colpa e destino, imparando a sopravvivere di poco e di niente. Ma ogni passo li avvicina a una linea d’ombra in cui il fuoco non scalda: divora. Tra una baita ridotta a carbone, un cadavere senza volto e città senza più innocenza, le traiettorie di Prada e dell’uomo sono destinate a incrociarsi. Lei cerca un volto; lui cerca una ragione. Portare il fuoco è un romanzo di fuga e vendetta, di ferite che diventano armature. Un noir teso come un filo d’acciaio, un road-book febbrile che corre tra motel sull’oceano e radure illuminate da falò, dove il bene e il male si specchiano l’uno nell’altro. Perché il fuoco che ti porti dentro è l’unica cosa che può illuminarti la via.
Libro copertina, “Mina come la cantante” di Giusi Arimatea, Apalós
In una casa dove il silenzio pesa più di ogni parola, una bambina impara a navigare un destino già scritto. Quale filo invisibile lega la sua anima a un passato di dolore e segreti inconfessabili? Mina cresce nell’ombra di una famiglia segnata da una ferita antica, cercando il suo posto in un mondo che sembra rifiutarla. Tra le vie di Messina e gli echi di melodie lontane, si aggrappa a frammenti di felicità precaria, illusa di poter sfuggire a un’eredità che la tormenta. Ma la vita, con la sua imprevedibile violenza, la spinge oltre ogni limite, costringendola a confrontarsi con fantasmi e paure che credeva di aver zittito. Riuscirà Mina a spezzare la catena di un passato ingombrante e a trovare la sua vera voce? O sarà condannata a perdersi in un vuoto che minaccia di inghiottirla per sempre? Un romanzo profondo e toccante sulla resilienza dell’anima e sulla ricerca ostinata di un proprio posto nel mondo. Per chi resta, e per chi, nonostante tutto, non smette di cercare la luce. In libreria dal 16 gennaio
Le altre uscite di venerdì 16 gennaio
Asmae Dachan, Siria, il giorno dopo, add editorie

In Siria, il giorno dopo Asmae Dachan compie un viaggio dalle Marche ad Aleppo, terra delle sue radici. Attraversa città simbolo della guerra e della repressione, da Dar’a a Sednaya, fino a Damasco e Aleppo. Al dolore e alla memoria dei morti e degli scomparsi si affiancano gesti di resistenza e speranza. Emergono storie di persone che cercano di ricostruire, salvare e ricordare. Il libro si interroga su come dare una fine, o almeno un senso, a una tragedia ancora drammaticamente aperta.
Andrev Walden, Maledetti uomini, Iperborea

Un romanzo di formazione in cui, con una gioia narrativa che vira nel fiabesco senza cancellare il nucleo doloroso della storia, Andrev Walden rifà suo l’umorismo disarmante e la crudezza innocente del bambino di allora che, maschio tra maschi mediocri quando non violenti, non solo rincorre disperatamente una figura paterna ma si chiede che uomo diventerà
Sembrerà strano, ma per Andrev scoprire a sette anni che suo padre non è il suo vero padre è un sollievo: il Mago delle Piante, come ha soprannominato l’ex della madre, era un falso invalido un po’ hippie, capace di insegnare molte cose (a riconoscere erbe e funghi, giocare a scacchi e fare la cacca come gli indiani) ma anche di tirare dei gran ceffoni. È il 1983, e in altri sette anni arriveranno altri padri: l’Artista, che di arte non sa niente ma è un bravo donnaiolo; il Ladro, che gli arrestano davanti agli occhi per taccheggio; il Pastore, che non è un pastore ma solo uno che vede il diavolo negli occhi degli altri; l’Assassino, possessivo e irascibile; e il Canoista, che lo manda appena quattordicenne a lavorare d’estate, anche se in fondo sarà lui a imprimere una svolta alla sua vita. Il vero padre è un uomo dai capelli lunghi e neri, gli ha svelato la madre. Come un indiano. E Andrev, da quando lo sa, sogna che «l’Indiano» mandi uno spirito a portarlo in un mondo di cavalli e cowboy, via da quello marginale della madre, che vive tra i resti dell’anticonformismo degli anni Settanta: lavori saltuari, pochi soldi, niente tv né plastica – e una relazione tossica dopo l’altra. Ma lo spirito non arriva, e intanto Andrev cresce, accompagnato da domande più grandi di lui ma anche dall’affetto materno, dagli amici e poi dai primi amori.
Vittorio Orsenigo, Una camera tutta d’ambra, Bibliotheka

“Centoventi casse di ferro: i numeri appaiono chiari al centro di un drappo pesante fatto con il buon velluto del buio”. In quelle casse c’è la celebre Camera d’ambra, che nel 1941 fu smontata dai nazisti dal palazzo di Leningrado in cui si trovava e trasportata dalla Russia a Königsberg, nella Prussia Orientale. La vicenda viene ricostruita intrecciando e alternando arte e guerra, meraviglia e orrore nel romanzo di Vittorio Orsenigo Una camera tutta d’ambra con una prefazione dell’ambasciatore Sergio Romano. A differenza della maggior parte dei tesori trafugati durante la seconda guerra mondiale, la Camera d’ambra aveva per il regime di Hitler un alto valore simbolico. Era stata concepita da un architetto tedesco per un re di Prussia, creata da artigiani locali e apparteneva quindi alla categoria delle opere che la Germania riteneva di dover recuperare e custodire nel cuore del Reich.
Salvatore Pireddu, Il sarto che guardava le stelle, Bibliotheka

Il primo settembre 1939 l’esercito tedesco attacca la Polonia dando fuoco alle polveri del Novecento. Da quel momento i membri della famiglia Fajans sono costretti a un esodo doloroso nei campi di sterminio nazisti o nei campi di lavoro russi. Salvatore Pireddu racconta la storia vera di Saya, ebreo polacco che dopo molte vicissitudini ricostruisce a Bologna la propria vita. È nell’umile mestiere del sarto che il protagonista si riscopre uomo, perché “cucire significa mettere insieme le trame, aggiustare fa bene alla memoria delle cose rotte”.
Le uscite di lunedì 19 gennaio
Fabrizio Carcano, Il volto della Medusa. Una serie di omicidi tra Milano e Rapallo, un cold case trentennale, Mursia

«Da qualche tempo somatizzo il male che vedo, che racconto, che amplifico con i miei articoli. Empatizzo con le vittime, faccio mio il loro dolore, la loro sofferenza»
Rapallo, estate 2023. Un noto medico milanese viene ritrovato con la propria auto, precipitato giù da una scogliera. Il cronista di nera Federico Malerba, inviato sul luogo dal giornale, scoprirà ben altro ai piedi di quella roccia, immerso nelle profondità marine: un passato violento, forse legato a una storia collettiva, di una Milano tramortita dall’attentato di via Palestro nel 1993; forse connesso a vicende private, che il cronista non avrebbe osato ricordare. Il sangue scorre in prima pagina, ma la scia sembra risalire a ricordi personali, a vecchi album di fotografie, e c’è molto più di uno scoop ad attendere il protagonista. Mentre l’auto riaffiora dalle acque liguri, la storia degli ultimi decenni ritorna a galla insieme a verità sopite e al profilo di un altro omicida, figlio di quelle stesse ombre. Sotto un nuovo mantello, ancora in agguato dopo trent’anni, c’è di nuovo la morte.
Le uscite di martedì 20 gennaio
Julian Barnes, Partenze, Einaudi

Partenze è il racconto di due amori: quello tra il giovane Stephen e la giovane Jean, e quello tra il loro sé anziano, e c’è anche la storia del jack russell Jimmy, ignaro della propria condizione di cane. Al centro c’è Julian, scrittore che riflette sulla memoria involontaria (I AM, Involuntary Autobiographical Memory), sul tempo e sulla caducità del corpo. Attraverso appunti e ricordi, tenta di ricreare quarant’anni di vite e relazioni, e si chiede quanti siano veri i ricordi e qual è il confine tra realtà e narrazione. Giocoso, arguto e irriverente, Barnes dimostra come la fantasia possa essere sorprendentemente vera e toccante.
Elvira Seminara, Lunario dei giorni insonni, Einaudi

Di giorno Iris vive in disparte, dopo un matrimonio fallito; di notte passeggia sul lungomare, esplorando l’arte di restare sveglia. A ormai cinquant’anni, si trasferisce ad Alert, l’insediamento umano più a nord del pianeta, con Jacopo. Lì incontra Aida, e scopre la sua appartenenza a una stirpe antica di insonni, creature che abitano il tempo rovesciato della veglia. Tra riflessioni sul dolore, sull’insonnia e sul caos del mondo, impara a riconoscere la bellezza nascosta della vita. Elvira Seminara, madre dell’autrice e traduttrice Viola di Grado, costruisce un romanzo ipnotico e originale, con una protagonista spigolosa e solitaria, capace, comunque, di aprirsi alla meraviglia del mondo.
Bruno Arpaia, Il mondo senza inverno, Guanda

Nel suo romanzo di climate fiction, Bruno Arpaia riprende l’immaginario già raccontato in Qualcosa, là fuori (Guanda, 2016) e immagina un presente futuribile, eppure non molto lontano dal nostro oggi. Dopo una lunga migrazione in un’Europa devastata dalla crisi climatica, Marta, sua figlia Sara e Miguel raggiungono la Scandinavia, dove sembra ancora possibile una vita civile. Ospitati da Ahmed, credono di essere finalmente al sicuro, ma scoprono presto una società controllata da un’intelligenza artificiale. La popolazione è divisa in caste, con i cittadini A potenziati da neurochip al vertice e cittadini C relegati nelle periferie. Quando la crisi climatica aggrava la scarsità di risorse, esplode la rivolta. In questo scenario oppressivo, i protagonisti scelgono di unirsi alla Resistenza per l’ultimo decisivo tentativo di cambiamento.
Le uscite di venerdì 23 gennaio
Roberto Maggiani, Un uomo in Argentina, Il ramo e la foglia

Argentina, 1975. In un paese della provincia di Cordoba, l’ottuagenario Adrian Schneider vive da solo dopo la morte della moglie. È accudito dalla cognata Loida, dal marito di lei e dal nipote. Li aiuta Ania, la badante. Ma un venerdì mattina, sul quotidiano c’è una notizia che suscita scalpore: un giornalista ha identificato a Miramar, nella provincia di Buenos Aires, un efferato nazista che Adrian aveva fatto conoscere alla propria famiglia come un lontano parente e con un nome diverso. Questo genera dei sospetti: ne era a conoscenza? È l’inizio di indagini di famiglia che cercano di fare luce su alcune incongruenze nella vita di Adrian. I rapporti con la badante si fanno tesi. Loida vorrebbe risolvere in famiglia ogni sospetto, contrariamente ad Ania. Tra nervosismi, tentativi di dialogo e l’ostinata chiusura dell’ottuagenario, la vicenda si evolve in un intenso dialogo familiare. Si scaverà nel passato e negli anni della Germania nazista collegando fatti storici noti, per alcuni dei quali l’autore propone una plausibile e avvincente rilettura, ad avvenimenti familiari. Ed è proprio a partire dal passato che i personaggi di questo coinvolgente romanzo si rivelano.
Olivia Crosio, Le due vite di Andrii Rosliuk, Arkadia

Questa è la storia «allegra e piena di vita» di un uomo che non ce l’ha fatta. È anche un romanzo, voluto dal suo protagonista. Andrii Rosliuk e sua madre Nataliia lasciano l’Ucraina a causa della guerra e della malattia di lui. Vengono caricati su un autobus e portati in Italia, a Milano, dove lui tenterà un trapianto di midollo. Si lasciano dietro famiglia, amici, progetti e speranze, ma anche le polpette preferite di Andrii, la sua auto rossa con il cambio automatico e una certa bottiglia di whisky. A Milano iniziano una seconda vita, popolata di angeli. Nataliia, che si credeva una donna concreta, ne vede ovunque e, come se non bastasse, inizia ad avere sogni premonitori. E poi tram, metropolitana, tram. Con la sua energia, «il piccolo folletto ucraino» s’impadronisce di cuori e cucine. Intanto Andrii lotta. La continuità con la loro vita precedente è data dai frequenti battibecchi, che lasciano ogni volta piccata lei, pentito lui. La sera Andrii, che è un informatico di successo e continua a lavorare nonostante tutto, riceve telefonate da amiche e amici rimasti in Ucraina. Tutti lo aspettano, non vedono l’ora di bere con lui quella certa bottiglia di whisky. E i colpi contro il muro stanno a significare che Iryna e Myla, nella stanza accanto, hanno la cena pronta anche per lui. Le cure di Andrii procedono fino a un ennesimo ricovero. E allora lui decide che, prima di addormentarsi, forse è meglio incaricare qualcuno di scrivere la sua storia, perché «comunque vada a finire, sarà stato bellissimo».
Orazio Labbate, Chianafera, NN Editore

In una Sicilia in bianco e nero, Orazio Labbate è rinchiuso nel manicomio della Madonna della Catena: è ferito, è quasi cieco, e non ricorda quale dramma lo abbia spinto laggiù. Lì, il falegname Stracquadanio gli rivela di aver fabbricato per i suoi genitori un diario – eredità familiare che diventa creatura viva, capace di divorare i ricordi e restituirli deformati. Grazie al diario, Orazio capisce di avere una missione: annientare Padre e Madre, entità unica e binaria, generatrice di cicli e rituali eterni fatti per inaridire l’infanzia e intrappolare l’anima. Chiara Nightingale, un frammento di amore che gli appare in sogno, gli dà appuntamento a Chianafera, luogo mistico dove la missione avrà inizio. In un viaggio esperienziale all’interno del diario, Orazio raccoglie gli oggetti-simbolo della sua prigionia e incontra il proprio Doppio. Ma è solo quando fugge dal manicomio e arriva a Chianafera che il suo destino si compie: ritrova Chiara e incontra la Sfinge, che lo prepara allo scontro. Onirico e visionario, Chianafera è un viaggio negli inferi della memoria e dell’infanzia, un’autobiografia narrata per archetipi universali e riferimenti pop; dove l’amore prende la forma di una maschera di Halloween e l’età adulta è una meta da conquistare con il sacrificio. Orazio Labbate crea una Sicilia alchemica in un romanzo fatto di avventura, mito e psicanalisi, riportando la realtà dei sensi al suo significato più profondo.
Helga Schneider, Eva. Un divano per l’eternità, Oligo

Nella lettera ai lettori l’autrice spiega il perché di questo libro. Helga Schneider racconta di come la sua vita sia stata condizionata sin dalla nascita da Adolf Hitler e dalla Seconda Guerra Mondiale, un periodo che le ha rubato l’infanzia. La sua esperienza più traumatica è l’abbandono da parte della madre, la quale, fanatica seguace dell’ideologia razzista del Führer, lasciò la figlia di quattro anni e il fratello ancora più piccolo per arruolarsi nelle SS. La madre divenne poi guardiana nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, collaborando al genocidio. All’epoca della fuga della moglie, il padre dell’autrice era già al fronte, richiamato alle armi nella Wehrmacht. In seguito, egli si risposò con una donna di nome Ursula. L’autrice, ancora bambina, entrò in contatto con un aspetto più intimo del regime attraverso la sorella di Ursula, Hilde, che era una segretaria del ministro della Propaganda Joseph Goebbels. Hilde parlava con Ursula di Eva Braun, esaltandone l’eleganza e il potere che esercitava su Hitler. In un’occasione, Hilde e una collega ebbero la possibilità di trascorrere alcuni giorni di ferie al Berghof, la residenza alpina di Hitler, dove poterono osservare e parlare con Eva Braun.
A trent’anni dall’uscita de Il rogo di Berlino, e dopo aver ripercorso gli ultimi mesi del Führer in Hitler. Mai prima di mezzogiorno, Helga Schneider torna nell’oscurità della Germania nazista per mettere sotto la lente d’ingrandimento della sua scrittura l’amore malato tra Adolf ed Eva Braun. Una narrazione a metà strada tra il romanzo psicologico e il saggio narrato svela una storia senza innocenti: conosceremo una ragazza giovanissima con tanta voglia di indipendenza scontrarsi con la famiglia e infatuarsi di un leader destinato a sconvolgere il mondo, per poi vivere nella sua ombra fino al più tragico degli epigoni. Una relazione tossica che divorerà Eva, fin dal primo incontro su un divano rosso come il sangue che verrà.
Lettera ai lettori di Helga Schneider
[…]Ho scritto diversi libri testimoniali sulla dittatura hitleriana e i crimini commessi dai nazisti, ma alla fine non ho resistito al desiderio di fare luce anche tra le pieghe dell’essenza di Eva Braun, della quale continuavo a leggere che fosse stata una donna frivola, superficiale e interessata a una sola cosa: il lusso sfrenato. È vero, diventando l’amante del Führer si abituò presto alla vita lussuosa, ma la sua relazione con Hitler fu molto più complessa e sofferta di quanto annoti la storiografia ufficiale. Malgrado fosse diventata una figura decisamente centrale nell’esistenza di Hitler, il loro rapporto attraversò crisi e conflitti, incomprensioni e lunghi allontanamenti. Eva Braun è indubbiamente colpevole di aver convissuto fino all’ultimo respiro con le colpe sterminate del nazismo, ma oltre al personaggio storico era una donna, una persona. Fin da giovanissima, non ancora maggiorenne, teneva a mente ciò che voleva dalla vita, ed era determinata a ottenerlo. E su un divano di velluto rosso diede inizio a un legame che sarebbe proseguito lungo il periodo di gloria della Germania nazista, fino alla caduta dell’agognato millenario Reich di Hitler. Un legame che avrebbe oltrepassato il tempo, l’inferno, forse il nulla.
Le uscite di martedì 27 gennaio
Don Winslow, L’ultimo colpo, HarperCollins

In contemporanea mondiale, arriva il nuovo romanzo del re del noir Don Winslow. Si intitola L’ultimo colpo (HarperCollins, traduzione di Alfredo Colitto), ed è una raccolta di sei romanzi brevi. L’ultimo colpo è la storia di un leggendario criminale che vuole rapinare un casinò; La lista della domenica racconta di un adolescente che consegna alcolici illegali. In Una storia vera ci sono due malavitosi; L’ala nord racconta di un poliziotto che deve scegliere fra il suo lavoro e suo cugino; in La pausa pranzo un detective-surfista che deve proteggere una star del cinema; in Collisione (che diventerà un film con Jake Gyllenhall) c’è un devoto padre di famiglia che per un terribile errore finisce in prigione.
Catherine Newman, Momenti di gioia imperfetta, Bollati Boringhieri

Rocky, donna sulla cinquantina con tutti i problemi dell’età (menopausa, corpo che cambia, ansie per il futuro) si trova in vacanza in estate a Cape Cod in un vecchio cottage col marito e i figli. E qui assistiamo a uno spaccato famigliare fatto di piccoli drammi quotidiani, risate, discussioni e momenti di tenerezza. In inglese si intitola Sandwich perché è un po’ una metafora della vita famigliare, e ricorda i panini che mangiano i personaggi. Ma è anche un riferimento a una condizione particolare: Rocky appartiene alla sandwich generation, quella generazione che si prende cura sia dei figli che dei genitori, spesso sentendosi schiacciata tra le esigenze degli uni e degli altri.
Le uscite di venerdì 30 gennaio
Alessia Bronico, Ecologia delle stagioni, Puntoacapo

Riconciliarsi con il passato, tradire e tradurre in scrittura le proprie radici: quando accade l’attesa bandiniana termina. Nominare la stagione è diluire lo spaesamento in una nuova luce, cambiare prospettiva sul mondo. Primavera è la prima stagione da cui osservare la realtà dopo il tradimento. Prima ero, ora sono. Primavera è rivivere, è ricadere nella realtà, è lo sguardo nuovo, è resistenza che apre alla libertà, è stare al di sopra del giudizio mentre si attraversa la zona di disagio. Primavera è la prima tappa di un ciclo in cui si prova a raccontare la vita. Verranno l’Estate, poi l’Autunno e infine l’Inverno di ogni vita umana e della mia poesia.
Elena Zucchi, Il tempo degli inganni, Arkadia

Arianna Radice è una psicoterapeuta milanese quarantenne, segnata da una storia complessa. Convivono in lei zone d’ombra e un’inquietudine che si esprimono soprattutto in una vita sentimentale confusa e disordinata. Vive nel quartiere Martesana dove è cresciuta con la stravagante zia Bertilla, dopo essere rimasta orfana a quattordici anni. In un pomeriggio di primavera si presenta da lei un nuovo paziente, tal Livio Ferrari, che soffre di un problema di deglutizione che non deriva da cause organiche e che Arianna scopre essere il marito di Malena Malè, sua migliore amica del liceo con cui aveva interrotto la relazione in modo brusco e doloroso venticinque anni prima. l’incontro con Livio riporta Arianna indietro nel tempo, alla morte dei genitori, di cui si attribuisce la colpa, e a un trauma adolescenziale a causa di un drammatico episodio che vede coinvolta proprio Malena. Mentre cerca di aiutare Livio a guarire dal suo disturbo, Arianna sviluppa un interesse morboso verso la vita della sua ex migliore amica e un forte desiderio di vendetta che desidera mettere in atto. Da qui in avanti la tensione tra passato e presente giungerà al culmine, portando infine Arianna a chiudere i conti in sospeso, tra dolorosi segreti e verità inaspettate.
Aleksandr Romanovic Beljaev, L’uomo anfibio, Alcatraz

Nella torrida estate argentina una presenza sinistra semina scompiglio e terrore fra gli abitanti delle coste. I pescatori lo chiamano il «diavolo del mare», un essere misterioso di cui tutti sanno ma del quale nessuno ha mai appurato l’esistenza. Nel corso del tempo molte storie vengono costruite su questo mostro marino, i giornali elaborano notizie dei presunti avvistamenti e misfatti di questa creatura, metà uomo e metà pesce, con dei grandi occhi di rana e squame lucenti, che cavalca un delfino e suona un corno nelle placide notti sudamericane. Il «diavolo» è in realtà il prodotto di un esperimento scientifico del dottor Salvator, il quale, per salvare un ragazzo da morte certa a causa di una incurabile malattia polmonare, gli trapianta branchie di squalo. Ittiandro, questo il nome del giovane, si trasforma così nell’uomo anfibio. Spintosi nelle sue avventure vicino a zone abitate, un giorno la creatura salva una ragazza di nome Guttiere dall’annegamento. Ittiandro viene da subito rapito dalla bellezza della donna e, da quel momento, farà di tutto per rivederla. Nonostante sia già fidanzata con un uomo, Gutierre nutre anch’essa un sentimento di affetto nei confronti di quella curiosa creatura. Scontrandosi con i pregiudizi e i soprusi della civiltà, su tutte la malvagità e l’opportunismo del capitano di goletta Pedro Zurita, Ittiandro arriverà a essere schiavizzato per le sue grandi abilità nel recuperare perle preziose. Questo segnerà l’inizio di una serie di rocamboleschi eventi che porteranno a una inesorabile e drammatica conclusione.
Francis Brett Young, Cold Harbour. La casa degli orrori invisibili, Alcatraz

Durante una vacanza nel Black Country, i coniugi Wake trascorrono un pomeriggio a Cold Harbour, la magione dove vive il sinistro Mr. Furnival, un industriale in rovina, con la moglie Jane. Le poche ore trascorse nella casa, che i vicini reputano da sempre infestata, segneranno per sempre le loro vite. Sopravvissuti all’esperienza, decidono di raccontarla a un loro amico scrittore e a un prete, per cercare di darle un senso e sbrogliarne i misteri. Le apparizioni terrificanti e i poltergeist di Cold Harbour sono l’azione di una forza soprannaturale o elaborati trucchi di magia? Mr. Furnival è un uomo posseduto da un male antico, uno stregone, un ipnotista, o un manipolatore geniale che sfrutta un’intelligenza fuori dal comune per soddisfare il proprio sadismo? Jane Furnival è il bersaglio di forze demoniache o vittima del più orribile abuso domestico? E, soprattutto, cosa possono fare per salvarla? La risposta abita da qualche parte tra le fabbriche che anneriscono il cielo del Black Country con le loro ciminiere e il luogo di culto pagano su cui è sorta Cold Harbour, in una zona grigia dove progresso e superstizione sembrano due facce della stessa irrazionale forza distruttiva. Con curatela e traduzione di Lucio Besana, “La Biblioteca di Lovecraft” propone per la prima volta in italiano un romanzo dagli echi gotici, definito “prossimo alla perfezione assoluta” da H.P. Lovecraft nel suo saggio L’orrore soprannaturale nella letteratura.
Samantha Harvey, Le infinite notti, NN Editore

Nel 2016 Samantha Harvey smette di dormire. L’insonnia assedia le sue notti: ore passate a rovistare nei ricordi, a cercare invano una chiave. A innescare il panico è la morte improvvisa del cugino Paul, trovato senza vita nel suo appartamento dopo giorni. Le notti diventano così un terreno di follia lucida. Al mattino non si sente stanca, ma assalita. Ha provato di tutto — farmaci e integratori, agopuntura e meditazione, podcast e diari della gratitudine — ma nulla funziona, e ogni fallimento la risucchia in un circolo vizioso in cui la paura di non dormire diventa essa stessa la causa dell’insonnia. Le infinite notti, il memoir di Samantha Harvey celebrato come un capolavoro, affronta la sua insonnia come un’anatomia letteraria della gioia e del dolore: frammenti di diario, riflessioni filosofiche, divagazioni sul linguaggio e sulla morte si intrecciano in una lettera d’amore per la vita. Con una scrittura al tempo stesso luminosa e feroce, Harvey compone un ritratto di disintegra zione personale che è anche una meditazione universale sulla condizione umana, restituendo l’esperienza di chi ha guardato da vicino l’abisso e l’estasi della veglia infinita.
Kalman Zingman, Nella futura città di Edenia, Bibliotheka

Edenia è una città tecnologicamente avanzata, dotata di grattacieli e aero-treni volanti e con un clima regolato artificialmente a seconda delle stagioni, tanto che non servono più cappotti d’inverno, né si sente troppo caldo d’estate. È un’affascinante fantasia letteraria sulle possibilità della vita ebraica in Europa e sulla pace in Palestina il racconto di Kalman Zingman, pubblicato nel 1918 e ora tradotto per la prima volta in italiano dall’yiddish da Stefania Ragaù In questo raro racconto utopico della letteratura yiddish, pubblicato all’indomani della rivoluzione russa e della Prima guerra mondiale, l’antisemitismo è scomparso e gli ebrei della diaspora hanno ottenuto la piena emancipazione. Nel futuro immaginato dall’autore, i popoli della terra sembrano aver raggiunto una pace perpetua e duratura e persino in Palestina, dove l’impresa sionista ha sviluppato una vivace civiltà ebraica secolare, arabi ed ebrei vivono tranquillamente gli uni accanto agli altri.
Libro controcopertina, “Carneval, non te ne andare… Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale” di Carlo Lapucci, Graphe.it
Il Carnevale affonda le radici in una memoria ancestrale che precede il calendario cristiano. Lapucci esplora i significati profondi di riti e usanze, intrecciando testimonianze storiche e proverbi popolari. Il Carnevale emerge come cardine del “sistema dell’anno”, modello del mondo attraversato dal destino umano. Un libro che trasforma il nostro sguardo su una festa che credevamo di conoscere. Il Carnevale non è stato una festa sempre uguale nel tempo, e d’altra parte la sua origine si perde in tracce sempre piu evanescenti per sfociare in riti primitivi di fecondità e di celebrazione dei cicli naturali. Si colloca nel periodo annuale di apparente morte della natura: il gelo, il riposo delle piante, il letargo degli animali, l’assenza dei migratori, le ridotte attività di ogni essere vivente e dell’uomo. Dire quando sia nato il Carnevale e quanto il nostro dipenda da quello pagano è difficile. Ci terremo a ciò che si può dire di certo, nell’incertezza generale della materia. A cominciare dal nome non ci sono elementi su cui si possa trovare accordo… In libreria da lunedì 26 gennaio






Commenti