mercoledì 19 settembre 2018

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Le domeniche della Scam, la gioia di fare musica dell'Ottocento europeo

Recensioni

La riuscita e applaudita serata al Katane di Catania con la pianista Ivana Bordonaro, e il mezzosoprano Sonia Fortunato accompagnata dal pianista Stefano Sanfilippo che hanno suonato e cantato per la Società catanese amici della musicaI in sostituzione del soprano Clara Polito, assente per ragioni di salute


di Beatrice Levi

Ha suscitato un grande consenso di pubblico, il concerto che ha avuto luogo domenica scorsa, 26 novembre, al Katane Palace Hotel di Catania, promosso dalla Società Catanese Amici della Musica (S.C.A.M.) come da calendario 2017-2018, sotto la direzione artistica di Daniele Petralia. In sostituzione del soprano Clara Polito, assente per ragioni di salute, protagonisti della serata sono stati tre artisti locali, ovvero la pianista avolese Ivana Bordonaro, il mezzosoprano Sonia Fortunato e il pianista accompagnatore Stefano Sanfilippo, questi ultimi entrambi catanesi. Nell’accogliente Sala Archi, al folto uditorio intervenuto si porgeva un accattivante programma incentrato sull’Ottocento europeo, tra brani solo strumentali di Fryderyk Chopin, e arie operistiche di notevole impatto emotivo nel connubio voce-pianoforte.

Ivana Bordonaro

La serata è stata aperta dalla giovane pianista Ivana Bordonaro col Grande Valse brillante op. 18, distinguendosi per limpidezza sonora e solidità tecnica, qualità che improntavano anche i brani successivi, quali la Ballata op.47 in la bemolle maggiore, il Valzer op. 64 n. 2 e in particolare la Ballata op.23 in sol minore, condotta con bei chiaroscuri e dinamiche accorte. La pianista ha ben contemperato due aspetti del romanticismo chopiniano, ovvero quello più salottiero dei valzer, e il clima più irrequieto che pervade il corpus delle quattro ballate, fra distensioni liriche: in esse, infatti, oltre a un’ispirazione strettamente musicale, si coglie un’affinità di intenti col compatriota Adam Mickiewicz, che nel genere in versi della Ballady risentì del travaglio polacco causato dall’insurrezione del 1830-31.

Sonia Fortunato

Ad inframezzare le esecuzioni pianistiche il nutrito repertorio del mezzosoprano Sonia Fortunato, che ha sciorinato con eleganza le sue forbite doti vocali, trascorrendo da una Carmen prorompente con emissioni di spicco nella Habanera (dalla Carmen di Bizet) ai toni di intensa preghiera nell’aria da camera O divine reedermer di Charles Gounod; e profondendo ancora sentimenti di amore, passione e rimpianto, lungo un variegato universo femminile, che l’ha vista toccare di volta in volta le corde più riposte dell’anima romantica con i ruoli belliniani di Isoletta, in Ah se non m’ami più (da La Straniera) e di Norma con Deh, proteggimi o Dio,(da Norma); e poi di Saffo con O ma lyre immortelle (dall’omonima opera di Gounod) e Dalila con Mon coeur s’ouvre à ta voix, (da Sansone e Dalila di Saint Saens) reso dall’artista con deliziose sfumature cromatiche.

Stefano Sanfilippo

Il pianista Sanfilippo ha sostenuto con alta competenza, garbo melodico e adeguate sonorità il clima espressivo dei brani prescelti, valorizzando sempre l’incisiva linea vocale della Fortunato. La cantante ha poi elargito a un uditorio festoso il bis del brano Se Romeo da I Capuleti e i Montecchi, di Vincenzo Bellini. Applausi a piene mani per i tre artisti a fine serata, con l’augurio che possano ancora tornare con la stessa gioia di fare musica.

Stefano Sanfilippo e Sonia Fortunato


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Pubblicato il 28 novembre 2017





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