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La società aperta come rimedio alle derive autoritarie

Blog Venti di autoritarismo soffiano intorno e dentro il Vecchio Continente. In America nasce una dittatura di destra. In Russia la democrazia non è mai stata di moda. Nell’Unione Europea sovranisti, e razzisti vogliono corrodere la democrazia liberale. Un libro attiva gli anticorpi della coscienza democratica contro le dittature. Ovvero "La società aperta e i suoi nemici" di Karl Raimund Popper, una critica allo storicismo, e i nemici del titolo sono Platone, Hegel e Marx, tutti promotori di regimi dittatoriali

Venti gelidi di autoritarismo soffiano intorno e dentro il Vecchio Continente. In America è in corso la costruzione di una dittatura di destra. In Russia la democrazia non è mai stata di moda. E all’interno dell’Unione Europea sovranisti, remigrazionisti e altri razzisti (tutti rigurgiti nazi-fascisti) vogliono corrodere il loro vero nemico: la democrazia liberale.

Certo, l’Europa avrà i suoi difetti, e la guida di Ursula von der Leyen non sembra la più capace di risolvere problemi così gravi, come il conflitto bellico in Ucraina, oppure la lotta ai dazi folli di Trump, per non parlare dell’abbandono riservato alla popolazione di Gaza senza nessun tipo di sanzione dura per Israele. Ovvero, non sembra capace di opporsi con forza politica, la forza necessaria per far comprendere, che noi europei non siamo fuori dalla partita. Un altro difetto grave è far ingrossare le fila di chi, finanziati da fondazioni d’oltreoceano, vuole corrodere la democrazia con proposte di deportazione, di premierato, di freno alla stampa, alla magistratura e alla figure garanti di questo principio.

Se il quadro è questo, il cittadino come può difendersi, la persona comune che rimedio ha? Uno di questo è un libro. Come sempre un libro, che attiva gli anticorpi della coscienza democratica contro le dittature. Ovvero La società aperta e i suoi nemici” del filosofo Karl Raimund PopperScritto durante i disordini politici delle dittature del Novecento, pubblicato nel 1945 in due volumi, critica lo storicismo, e i nemici del titolo sono Platone, Hegel e Marx, tutti promotori di regimi dittatoriali.

Karl Popper

Busto di Platone

Di Platone basti pensare che nella sua “Repubblica” una sola classe era addetta a governare le altre senza possibilità di alternanza. Marx voleva la dittatura del proletariato. Ed Hegel descritto come uomo privo di talento, e, non a torto, come un gran visir della fuffa di tutti i tempi, viene criticato per l’idea della storia predeterminata, ritenuta il primo passo per la soppressione del dissenso. Schopenhauer che conobbe personalmente Hegel lo descrisse senza pietà – con un dissing ante litteram tra filosofi – in questo modo: «Hegel, insediato dall’alto, dalle forze al potere, come il Grande Filosofo autentico, fu un ciarlatano di mente ottusa, insipido, nauseabondo, illetterato, che raggiunse il colmo dell’audacia scarabocchiando e scodellando i più pazzi e mistificanti non-sensi. Questi non-sensi sono stati chiassosamente celebrati come sapienza immortale da seguaci mercenari e prontamente accettati per tali da tutti gli stolti, che così si unirono a intonare un coro di ammirazione tanto perfetto quale non si era mai udito prima. L’immenso campo di influenza che è stato messo a disposizione di Hegel da coloro che erano al potere gli ha consentito di perpetrare la corruzione intellettuale di un intera generazione» e via di questo tono.

La prima edizione de “La società aperta e i suoi nemici”

Fenomeni del genere di esaltazioni di cialtroni non sono infrequenti nella Storia, non ultimo Sartre che in preda a grafomania indotta da anfetamine ed allucinogeni ha prodotto, osannato, migliaia di pagine di arcano nulla.

Karl Marx nel celebre ritratto fotografico (1875) di John Jabez Edwin Mayall https://sammlung.staedelmuseum.de/de/werk/portraet-karl-marx, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=168632852

La società aperta, dunque. «L’autoritario tende – scrive Popper –, in genere, a scegliere coloro che obbediscono, che credono, che soggiacciono alla sua influenza. Ma, per fare ciò, è costretto a scegliere i mediocri. Infatti, egli esclude coloro che si ribellano, che dubitano, che osano resistere alla sua influenza. Un’autorità non può mai ammettere che gli intellettualmente coraggiosi, vale a dire coloro che osano sfidare la sua autorità, possano essere gli individui più degni» così va a finire che nella squadra di governo, invece di figure preparate, vengano inseriti servitori fedeli, familiari come generi e cognati, amici e amichetti (quasi) presi dalla strada o privi di ogni competenza, merito o affidabilità. Da qui i tentativi di sopprimere ogni critica o dissenso per la mediocrità dei governanti: «Il totalitarismo, naturalmente, non può considerare come amichevole alcuna critica, perché ogni critica dell’autorità finisce necessariamente col contestare il principio dell’autorità stessa».

Il filosofo Georg Friedrich Wilhelm Hegel, ritratto del 1831 di Jakob Schlesinger – anagoria, pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33762804

Le dittature sono più facili da portare avanti, basta solo la forza violenta, tutto il resto può anche mancare. Invece per la società aperta democratica ci vogliono molti sforzi, come «l’esigenza di essere razionali, di rinunziare ad alcuni almeno dei nostri bisogni sociali emozionali, di badare a noi stessi e di accettare le responsabilità» questo, secondo Popper, ha fatto sì che ci fosse un progresso nella società, come un prezzo da pagare «per ogni accrescimento di conoscenza, di ragionevolezza, di cooperazione e di reciproco aiuto». Insomma, non sembra che i governi autoritari siano in grado di far andare avanti le società. Tant’è che tentano si sopprimere perfino diritti acquisiti come l’aborto, per portarci indietro di secoli.

Gli autoritarismi abbracciano il nazionalismo di tipo nazi-fascista in cui si fa appello a istinti tribali, alla passione, al pregiudizio e spesso si descrive come volontà collettiva qualcosa che è invece frutto della follia violenta dell’autorità solo per poter sollevarsi dal peso della responsabilità individuale. Inoltre si fa una descrizione dello Stato quale nemico naturale degli altri Stati, esente da qualsiasi implicazione morale, pronto alla guerra o sempre in uno stato di guerra spesso chiamata con altri nomi forvianti, guidato da un uomo munito di poteri e volontà mai possedute da nessun altro prima, e chi segue il leader deve essere pronto a immolarsi per la nazione, da vero eroe.

Il discorso del dittatore, immagine di Devil Kaser, Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Ma quali sono alcuni dei punti fondamentali, ovvero gli anticorpi che la democrazia offre contro le derive autoritari? Bisogna essere consapevoli che la maggioranza politica, non rappresenta mai la maggioranza del Paese reale. Tale maggioranza non può e non deve governate in maniera tirannica, che i poteri dei governi devono essere ben chiari e limitati, e bisogna che ci siano altri poteri, altri contrappesi. Bisogna che i cittadini abbiano pure il potere di licenziare i governanti tirannici, liberticida, autoritari, antidemocratici, fascisti, nazisti e dittatoriali di qualsiasi forma. Nelle democrazie esistono solo due forme di governo, quelli democratici cioè quelli che agiscono all’interno dell’arco delle norme democratiche, e quelli illiberali, tirannici. La democrazia non deve tollerare le manovre che tendono a cambiare il suo sistema in uno autoritario e quindi illiberale. Le minoranze devono essere tutelate, tranne quelle che tentano di rovesciare in modo violento il sistema democratico. Le tendenze antidemocratiche, anche latenti, di governanti e governati devono essere severamente punite. Non esistono diritti sicuri fuori dalla democrazia, ma vengono mantenuti solo privilegi per chi detiene il potere. In democrazia sono permesse tutte le battaglie ideologiche non violente attuate per portare avanti riforme ragionevoli, al fine anche di garantire la salvaguardia della democrazia. Tutti aspetti molto difficili da mantenere e da comprendere – come tutti gli aspetti della sopravvivenza –, perché sembrano astrazioni fin quando non ci renderemo conto di averle perse in parte o totalmente.

Nel libro La società aperta e i suoi nemici” si trova anche un altro commento di Schopenhauer su Hegel, che va bene anche per molte altre figure antidemocratiche. Ecco: «Egli esercitò, non soltanto sulla filosofia ma su tutte le forme della letteratura tedesca una rovinosa o, più rigorosamente parlando, avvilente e, addirittura, perniciosa influenza. Combattere questa influenza con forza ed in ogni occasione è dovere di chiunque sia capace di indipendenza di giudizio. Infatti, se non parliamo noi, chi parlerà?».

Se non parliamo noi, chi parlerà?

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