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Plausi e botte

L'università che vorrei...

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Sogno una scuola e una università senza programmazione e senza autorità, e una didattica erratica e interattiva, una università senza concorsi né gerarchie, senza rettori, né dirigenti, in cui docenti e llievi convivano gioiosamente. Una università che non uccida la speranza


di Antonio Di Grado

La scuola e l’università sono la cinghia di trasmissione dei valori dominanti in un dato periodo in una società, che in tal modo confida di perpetuarsi. Strumenti, dunque, di conservazione, pur nel mutare di quei valori: oggi è il modello-azienda, è la settorializzazione e la polverizzazione e la monetizzazione del sapere a prevalere, ma fra un docente d’antan che insegnava i cipressetti di Bolgheri a colpi di bacchetta e uno d’oggi che smercia crediti ad anonimi test a risposta multipla la differenza è irrilevante: sempre di imposizione, coercitiva e unilaterale, si tratta.

E invece io sogno una scuola e una università senza programmazione e senza autorità, e una didattica erratica e interattiva. «Saranno non più scuole, ma accademie popolari, in cui non vi sarà distinzione tra insegnanti e allievi, a cui la gente accederà liberamente per ricevere, se lo vuole, un’istruzione gratuita, in cui ognuno a turno metterà a frutto la propria competenza specifica per insegnare ai professori, i quali a loro volta si occuperanno di trasmettere quelle conoscenze che agli altri mancano». Parola di Bakunin: già, di quel temibile sovversivo…

Un esempio più recente di questa libera scuola d’istruzione superiore? La Institución Libre de Enseñanza fondata alla fine dell’Ottocento da docenti universitari licenziati dalla scuola di Stato spagnola, peraltro asservita alla Chiesa. Vi si formarono e/o vi insegnarono Unamuno, Ortega y Gasset, Machado, Lorca, Dalì, Buñuel…

Concludendo: l’università che vorrei…

Una università senza concorsi e senza gerarchie, con una figura unica di docente, la cui permanenza in ruolo dipenda solo dal gradimento degli studenti e dal fervore delle sue idee, scritte o orali.

Una università senza burocrazia e senza algoritmi, e con le porte sempre aperte alle nuove generazioni di studiosi, alle nuove istanze, ai nuovi saperi, ai nuovi linguaggi che sono il loro insostituibile patrimonio.

Una università il cui asse culturale torni ad essere il pensiero critico, attualmente sopraffatto dalle tecniche e dalle “competenze”.

Una università in cui lo studio della filosofia, della letteratura, delle arti, della storia rientrino perciò nel piano di studi del futuro medico, ingegnere, avvocato.

Una università i cui docenti trasmettano passione e diletto e non noia e fatica.

Una università i cui docenti trasmettano valori e non soltanto nozioni.

Una università che alimenti vocazioni, non mestieri e routine.

Una università che non uccida la speranza, che non trasformi i giovani in vecchi a immagine e somiglianza dei loro docenti.

Una università in cui un giovane e brillante neolaureato possa farsi valere più d'un bolso e annoiato cattedratico.

Una università in cui docenti e allievi convivano gioiosamente e si scambino opinioni su un romanzo o un film, un’ideologia o un governo o una partita di calcio.

Una università che insegni a sognare, a indignarsi, a progettare, a demistificare, a vivere intensamente.

Una università che se ne fotte del mercato e valuti una ricerca su un sirventese di Guittone d’Arezzo o su un affresco di Giusto de’ Menabuoi alla pari di una d’ingegneria idraulica o di diritto amministrativo.

Una università senza rettori, direttori e dirigenti, retta da assemblee paritarie ed elettive di studenti e docenti.

E potrei continuare, se non temessi di librarmi nell’alto dei cieli, e di non fare i conti con usi e costumi imperanti in questa valle di lacrime.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 05 luglio 2019




Antonio Di Grado

La professione del critico e di chiunque si ostini a interpretare il mondo e a non accettarlo com’è, esige giudizi di valore, promozioni e bocciature, nette prese di posizione. Rigenerare l’Uomo è oggi l'unica praticabile utopia


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