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Iole Pappalardo: «L'uomo non tarpi le ali alla donna, l'amore è libertà»

Libri e fumetti

La scrittrice catanese nel suo secondo romanzo "Sulle ali della felicità" (NullaDie Edizioni) tocca vari rapporti d’amore, da quello tra due amanti, a quello tra figlia e padre, passando per quello tra madre e figlia e, perché no, anche da quello tra amiche: «L’amore non può essere dolore e prigione ma libertà, rispetto, amicizia»


di Maria Enza Giannetto

«L’amore non può essere dolore e prigione. L’amore è libertà, rispetto, amicizia ed è proprio questo ciò che ho sempre spiegato a mia figlia e che mi piacerebbe trasmettere ai lettori del mio libro, sia donne, sia uomini». Teresa Iolanda Pappalardo, catanese, classe 1962, nel suo secondo romanzo “Sulle ali della felicità”, appena pubblicato da NullaDie edizioni, parla di amore, senza se e senza ma. Su quel sentimento che riempie la vita senza farne una gabbia, Iole Pappalardo - «Nessuno mi chiama Teresa Iolanda perché mio padre, sin da piccolissima, mi ha sempre chiamata Iole», dice -, ex insegnante che dopo aver vissuto a lungo a Torino dal 1989 è tornata a Catania, ha costruito una trama avvincente, intessendo una storia che, a partire da qualche spunto biografico, prende vita propria toccando rapporti d’amore di vari tipi, da quello tra due amanti, a quello tra figlia e padre, passando per quello tra madre e figlia e, perché no, anche da quello tra amiche. Così, a partire dalla vita, e dalle sofferenze di Ornella, protagonista della storia, l’autrice racconta l’illusione di una storia d’amore sincera – il marito, Alessandro, ambizioso uomo in carriera, la tradisce in continuazione e la maltratta ma lei sopporta in nome di un utopico ideale di famiglia -, il suo fallimento, la caduta (crede che la vita non abbia più nulla da offrirle) e la rinascita grazie a una serie di eventi, tra cui l’amicizia con Vera e l’imprevedibile incontro con Leonardo, oncologo di fama internazionale che risveglia sentimenti ormai sopiti.

Teresa Iolanda Pappalardo per tutti Iole

«La storia – spiega l’autrice – è solo in parte frutto di qualche episodio autobiografico come, ad esempio, la parte che riguarda il rapporto profondissimo che avevo con mio padre. Un papà esemplare, il mio confidente, quello a cui potevo raccontare tutto, un uomo con una mentalità aperta, ben diverso da certi uomini che pensano di poter controllare una donna e tarparle le ali. Per mio padre, per accudirlo quando si ammalò di cancro, io abbandonai i miei studi universitari ma senza alcun rimpianto perché ho avuto la possibilità di stargli accanto e il nostro legame, se possibile, divenne ancora più forte».

Per il resto i personaggi di questo romanzo, raccontati dall’io narrante, la stessa protagonista, sono pura fantasia. «Mi piace lasciar vagare la mia mente, inventare storie, che siano veritiere ma senza saccheggiare le vite reali di chi conosco. Persino Ornella, che potrebbe sembrare il mio alter ego letterario, in realtà è diversissima da me: io sono una donna testarda, forte, con un temperamento dominante mentre lei sopporta, e sopporta davvero troppo. Stesso discorso per il rapporto con sua figlia Elisabetta, che potrebbe far pensare al mio con la mia unica figlia, Eleonora, ma che invece è nettamente diverso: mentre la protagonista le nasconde tante verità, soprattutto su chi fosse davvero suo padre, io ad Eleonora racconto tutto, abbiamo un rapporto aperto, dialoghiamo e credo di averle trasmetto il mio carattere forte e dominante. Inoltre, Eleonora è davvero la mia prima consigliera, anche, in fatto di scrittura. È lei che legge per prima quello che scrivo ed è stata lei anche a spingermi a cercare un editore perché convinta che il romanzo fosse davvero buono».

Opinione condivisa dall’editore che, dopo aver valutato i primi capitoli, ha deciso di scommettere sull’autrice e su questa storia. «Ammetto – racconta – che stavo per mollare, perché dopo una brutta esperienza in passato con il mio primo romanzo “Dopo il buio... tu” che ho poi pubblicato a mie spese, mi ero fatta un’idea davvero orribile del mondo dell’editoria, dove, invece, per fortuna esistono anche tante persone per bene che permettono a chi ha qualcosa di bello da raccontare di poterlo fare».

E di cose da raccontare Iole Pappalardo ne ha ancora tante, visto che mentre programma le presentazioni del suo libro – giovedì 9 novembre, alle 18, l’autrice sarà a La Feltrinelli di Catania – ha già iniziato a scrivere il suo nuovo romanzo. «Passo le mie giornate - racconta -, e a volte anche le notti, a scrivere. Finalmente ho avuto l’ardire di mettermi a fare quello che ho amato sin da bambina quando, ancora piccolissima, scrivevo tante poesie. Confesso che è un’esperienza davvero meravigliosa vedere il proprio libro sul proprio comodino ed è un po’ come stringere tra le braccia la propria creatura, la propria figlia. Figlia sì, uso il femminile perché, anche questo libro è un po’ una dedica alla mia Eleonora, la mia forza».

Un altro scatto della scrittrice


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Pubblicato il 06 novembre 2017





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