martedì 24 ottobre 2017

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Mario Incudine torna al disco e si fa in quattro

Musica

Il cantautore di origini ennesi torna "ai dischi". A settembre uscirà "D'acqua e di rosi", una raccolta di canzoni d'amore che sarà presentata in anteprima a Salina giovedì 10 agosto, a cui seguiranno altri tre progetti musicali: "Mimì", con i brani dello spettacolo dedicato a Domenico Modugno, un doppio album sulle serenate siciliane, e l'attesissimo disco di inediti


di Lavinia D'Agostino

Di acqua e di rose sono fatte le donne siciliane: acqua di mare, insaporita dal sale; rose profumate, difese dalle spine. A cinque anni dall’ultimo Italia Talìa, il poliedrico Mario Incudine (che negli ultimi anni ha messo un po’ da parte la sua vena cantautorale per mettersi al servizio del teatro), annuncia l’imminente uscita di tre (e forse anche quattro) lavori discografici.
Sembra incredibile, ma il cantautore di origini ennesi in questi anni in cui ha attraversato in lungo e in largo l’Italia, con più di una puntata oltre oceano, ha trovato il tempo e la concentrazione per una super produzione musicale che adesso sarà distribuita in ben quattro progetti discografici che vedranno la luce entro la fine del 2018.
«Li ho scritti di notte, durante i viaggi, e molto spesso “annotati” sul telefono cellulare» ci racconta durante uno dei suoi tanti spostamenti, e per rendere meglio l’idea, ci sciorina al telefono un paio di strofe di un nuovo brano, partorito appena poche ore prima.

Mario Incudine

Reduce dalla tournée de “Il Casellante” (lo spettacolo teatrale che lo vede al fianco di Moni Ovadia e Valeria Contadino diretti da Giuseppe Dipasquale e che sarà ripreso il prossimo gennaio), dagli spettacoli al fianco di Pietrangelo Buttafuoco piuttosto che Paride Benassai, e da “Un canto mediterraneo” il progetto del Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto per il quale ha diretto una compagine di 140 musicisti tra cui Peppe Servillo, nonostante sia impegnato sulla scena in “Odissea un canto mediterraneo- Il Ciclope” con il Teatro pubblico Ligure, nella ripresa dello spettacolo “Le supplici di Eschilo” e nell’impaginazione della nuova stagione teatrale del Teatro Garibaldi di Enna di cui è direttore artistico da quattro anni, Mario Incudine ha annunciato sui social l’imminente pubblicazione del disco “D’acqua e di rosi”.
«Dopo aver parlato del valore della terra, di migranti e politica – dice il cantautore – questo è il mio primo disco di canzoni d’amore. Si tratta di una raccolta in cui ho ripreso e riadattato molti dei miei brani, tra cui una nuova versione di “Vuccuzza di ciuri” (la mia versione in siciliano di Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè), ma ci sono anche quattro inediti»

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“D’acqua e di rosi” - 13 brani in lingua siciliana registrati tra Monreale, Enna e Scordia, pubblicati da Erasmo Treglia per Finisterre – è un disco di amore e poesia dedicato alle figlie Iole e Irene, realizzato con i musicisti che da sempre collaborano con Incudine (Antonio Vasta, Antonio Putzu , Manfredi Tumminello, Pino Ricosta ed Emanuele Rinella), e una lunga schiera di amici/colleghi tra cui Alberto Fidone, Tony Canto, Carlo Muratori, Franco Barbarino, Giorgio Rizzo, Luca Recupero, Massimo Laguardia, Maurizio Curcio, Oriana Civile, Salvo Compagno e molti altri.
«E’ venuta fuori una suite. E’ come se tutti i brani del disco componessero una lunga lettera d’amore, o una grande serenata. Grazie alla distribuzione di Felmay il disco a metà agosto uscirà in tutta Europa e solo a fine settembre sarà disponibile anche in Italia – aggiunge Incudine -. E’ un disco di passaggio, pensato proprio per il mercato estero, tanto che nel libretto, oltre ai testi delle canzoni, abbiamo inserito delle sinossi in inglese. La cosa di cui sono più orgoglioso – continua - è che finalmente questo disco suona come lo volevo io: non è né troppo folk, né troppo pop o rock. E’ un disco acustico, e riesce ad avere la stessa forza, la stessa energia che riesco a trasmettere durante i live».

Oltre alla title track “D’acqua e di rosi” (testo e musica di Mario Incudine), gli altri inediti del disco sono “Quasi luna piena” (firmata a quattro mani con Carlo Muratori), la serenata “Donnafugata” e “Zorath Ariha” «una canzone che porta il nome di una rosa del deserto – spiega Incudine – una rosa speciale che nasce solo nei territori del Maghreb, e non appassisce mai».
“D’acqua e di rosi” sarà presentato in anteprima giovedì 10 agosto (ore 20) sulla terrazza dell’Hotel Ravesi di Salina. Ma non faremo a tempo a impararlo tutto a memoria che già a novembre avremo in mano il secondo nuovo disco di Mario Incudine: “Mimì”. Prodotto da Promomusic, è una raccolta dei brani di “Mimì – Quando Modugno non era ancora Mister Volare”, uno spettacolo vivace tra musica e racconto (con i testi di Sabrina Petyx) che, dopo l’anteprima palermitana, debutterà il 28 novembre alla Sala Umberto di Roma.

Mario incudine in Mimì

«Lo spettacolo è dedicato alla figura di Domenico Modugno, alla sua fase siciliana, quella prima del successo di “Volare”, totalmente riarrangiato da me. Le radici di questo spettacolo affondano nel precedente progetto portato in scena insieme a Tony Canto e Kaballà, ma è totalmente diverso perché in questo spettacolo Modugno sta sullo sfondo: è la storia di un uomo del Sud che parte alla ricerca del successo, un pretesto per raccontare un pezzo della storia dell’Italia e per raccontare un sogno. E Modugno è la sua colonna sonora».

L’agenda estiva di Mario Incudine prosegue con una fitta programmazione siciliana (l’11 agosto a Scoglitti, il 12 a Terme Vigliatore, il 13 a Novara di Sicilia, il 16 a Taormina, il 17 a Morgantina, il 19 a Chiaramonte Gulfi, il 21 ancora a Salina), mentre in autunno lo ritroveremo nella sua Enna per le riprese del film “Il Casellante”, tratto dal romanzo di Andrea Camilleri con la regia di Rocco Mortelliti, che lo vede nel cast insieme ad Alessandra Mortelliti e Alessandro Rugnone, Gérard Depardieu, Leo Gullotta e Moni Ovadia.
Teatro e cinema a parte, nel cassetto di Mario Incudine ci sono però ancora due dischi... .

Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Mario Incudine

«Probabilmente entro febbraio, e comunque entro il 2018, pubblicherò almeno uno dei due dischi che ho già pronti. Uno sarà un doppio disco sulle serenate siciliane, di cui uno realizzato con una grande orchestra e uno con i miei musicisti, che sarà prodotto da un grande nome della musica italiana. L’altro è il mio nuovo disco di inediti che racchiuderà tutte le esperienze maturate negli ultimi anni. Sarà un disco tutto in italiano, molto autobiografico e con molte influenze capoverdiane, perché l’esperienza vissuta a Capo Verde per Sete Sois Sete Luas ha lasciato in me un segno indelebile».
Tutto qui? Ovviamente no. Di certo sappiamo che a maggio prossimo concluderà la stagione del Teatro Biondo di Palermo con la commedia musicale “Liolà”, un progetto di Mario Incudine e Moni Ovadia (entrambi in scena), scritto con Sebastiano Lo Monaco, e nato in occasione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello.
Ma Mario Incudine è un vulcano di idee, una fonte inesauribile di progetti, un uomo di spettacolo che riesce a passare con disinvoltura dalla musica al teatro, dal palcoscenico alla piazza, dal progetto solista alle orchestrazioni. E' un artista poliedrico che riserva sempre molte sorprese. E di sicuro questo è il suo momento. Non ci resta che tenerlo d’occhio.


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Pubblicato il 08 agosto 2017
Aggiornato il 06 ottobre 2017 alle 23:53





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