martedì 23 gennaio 2018

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In arrivo a Catania 170 opere di Henri de Toulouse-Lautrec​

Arte

La vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i postriboli, i teatri, le prostitute. La città di Catania si prepara ad ospitare, dal 3 febbraio, la grande retrospettiva dedicata all'aristocratico visconte che fu soprannominato “l’anima di Montmartre”


di Redazione SicilyMag

Parigi, fine Ottocento: la vita bohémienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i postriboli, i teatri, le prostitute. Questa è la realtà che vive e rappresenta Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), diventandone il più noto interprete.
Curata da Stefano Zuffi, dal 7 febbraio al 3 giugno al Palazzo della Cultura di Catania si celebra il percorso artistico di Toulouse-Lautrec con 170 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene.

Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell’epoca riscostruiscono uno spaccato della Parigi bohémienne, riportando i visitatori indietro nel tempo.
Tra le opere più celebri presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.
Nonostante la sua breve esistenza interrotta all’età di trentasette anni, le opere di Toulouse-Lautrec continuano ancora oggi ad esercitare un enorme fascino negli occhi di chi le guarda, un fascino da ricondurre sicuramente a quello della capitale francese, ma forse anche alla figura di artista maledetto e sorprendentemente fuori da ogni schema dell’autore che la ritrasse.

Originario di una famiglia aristocratica e affetto da un disturbo osseo, Lautrec rifiutò gli agi della vita borghese e condusse una vita dissoluta contrassegnata dall’alcol e dai bordelli. Visse da sradicato tra le strade e i locali di Montmartre e, per tale motivo, per il suo eterno girovagare nel cuore di uno dei quartieri parigini che meglio rappresenta la vita da bohémien, fu soprannominato “l’anima di Montmartre”.
Proprio in quel quartiere malfamato, tra i café, i locali e i bordelli, l’artista trovò spiriti affini, profonda ispirazione e vi collocò il suo atelier, dedicandosi soprattutto al disegno e servendosi in maniera nuova di quella linea funzionale tanto cara agli impressionisti – per cogliere nel modo più preciso possibile i corpi e gli spazi attorno a sé. Innovativo fu anche nell’ambito della grafica e della litografia di cui divenne un vero e proprio maestro. In particolare, si dedicò anche alla creazione di locandine e manifesti per spettacoli di teatro e cabaret, anticipando di fatto il moderno manifesto pubblicitario.
Osservare le opere di Lautrec oggi significa catapultarsi letteralmente in un’altra epoca, perdersi in un mondo pittoresco ed estremamente variegato, fatto di spettacoli, luci, colori e intrecci suggestivi e avvolgenti. Significa incontrare ubriachi, ballerine, prostitute, barboni, reietti e sradicati, anime tormentate che popolano ognuno degli sfondi raffigurati, colti con estrema precisione nella loro umanità, un’umanità il più delle volte drammatica e struggente ma non per questo meno dignitosa.


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Pubblicato il 09 gennaio 2018
Aggiornato il 15 gennaio 2018 alle 14:22





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