lunedì 16 settembre 2019

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Il rumore del silenzio all'Eremo di San Felice: «Il fascino del luogo parla un linguaggio antico»

Itinerari

Al Km 18, della regia trazzera che collega Trabia a Ventimiglia di Sicilia, inizia il viaggio alla scoperta di «un posto vicino ma che porta lontano», linea di confine immaginaria tra il caos e la quiete. L'Eremo è un “cameo” di cui si prendono cura gli Amici di San Felice che martedì 27 agosto organizzano "Sotto lo stesso cielo", 15° viaggio nella musica e nelle parole, al chiaro di luna


di Giusy Messina

«Restai letteralmente folgorato dalla bellezza del luogo, dal fascino che emanava e che catturava. Una sensazione a cui non mi sono abituato e che si rinnova ogni qualvolta ritorno e accompagno qualcuno a visitarlo. E' difficile quasi impossibile non innamorarsene». A distanza di quasi 18 anni, a Camillo Sortino, 73 anni di origini calatine, guida del Club Alpino Italiano, brillano ancora gli occhi quando parla della “sua” prima volta all'Eremo di San Felice. Al Km 18, in località ponte Saraceno della strada provinciale 6, la regia trazzera che collega Trabia a Ventimiglia di Sicilia, parcheggiata la macchina, inizia il viaggio alla scoperta di «un posto vicino ma che porta lontano». Un chilometro di strada sterrata da percorrere a piedi è la linea di confine immaginaria tra il caos e la quiete.

L'Eremo di San Felice in territorio di Caccamo

Porta d'ingresso della Riserva Naturale di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto e nei pressi di quella di Monte San Calogero, una delle più interessanti della provincia di Palermo sia sotto il profilo naturalistico che archeologico con la Grotta Mazzamuto dove sono stati rinvenuti importanti reperti che testimoniano la presenza dei primi abitanti dell' Isola già nella preistoria, l'Eremo di San Felice è un'oasi di benessere. Nato dall'intreccio secolare tra il silenzioso e paziente lavoro dell'uomo con la natura, è un luogo “speciale” da custodire per quanti, pellegrini, camminatori, viaggiatori, arrivano qui per scelta o per caso e decidono di restare. Uno o più giorni, semplicemente per godere del silenzio che si respira in questo angolo di Sicilia posto a circa 540 metri sul livelo del mare, nel comune di Caccamo ed in prossimità di Ventimiglia di Sicilia e Trabia. Incastonato tra le valli ed il mare con un panorama mozzafiato che abbraccia anche le Eolie, immerso nell'atmosfera rarefatta del bosco tra alberi di querce e lecceti e di tanto in tanto sorvolato dalla maestosità delle aquile reali, l'Eremo è un “cameo” di cui si prendono quotidianamente cura gli “Amici di San Felice”.

Gli Amici di San Felice

Nata nell'ottobre del 2001, l'associazione conta circa una quindicina di soci volontari dai 24 anni agli ultrassessantenni che si autofinanziano per tutelarne l'integra bellezza che resta impressa sì negli occhi ma soprattutto nel cuore. Una parentesi di beatitudine. «Ci occupiamo di garantire la migliore accoglienza possibile a quanti ci contattano sulla nostra pagina facebook o sul sito. Sono per lo più gruppi parrocchiali, scout ma anche camminatori solitari provenienti dal Nord Europa e dall'Italia settentrionale che decidono di dimorare per qualche giorno godendo dell'essenzialità dell'eremo che dà la possibilità di rigenerarsi a stretto contatto con la natura e la spiritualità che si respira». A parlare è Salvatore Zizzo, 33 anni ingegnere civile, numero uno dell'associazione che da qualche anno ha sede nel palazzo della ferrovia di Trabia. Qui si svolgono anche convegni su tematiche ambientali aperti al pubblico riguardanti le emergenze floristiche e faunistiche della Riserva ma anche attività di orienteering imparando ad investigare un territorio con carta e bussola. Nel rispetto della finalità volute dal suo fondatore, il Beato Gugliemo Gnoffi, intorno al 1210, l'eremo è dotato di una cappella semplice e francescana, di una canonica con ambiente giorno a piano terra con la cucina con tavole e panche per 40 persone ed una mansarda con circa 9 letti a castello. Grazie ad un finanziamento di 78mila euro del PSR 2007-2013, l'associazione ha potuto acquistare delle tende adatte per essere sistemate ad alta quota cosi' da allargare a 38 il numero dei posti letto ed un PK per il trasporto.

La joelette per disabili per salire all'Eremo

L'Eremo è accessibile a tutti grazie all'ausilio di una joelette per il trasporto dei disabili. Un ambiente arcaico con l'acqua potabile che sgorga da una piccola sorgente naturale che esisteva già nel 1300. Al tramonto, la tremula luce delle candele rischiara la notte. «Da anni avrebbero voluto portare la luce aggiungendo altri tre pali - spiega con vis da pasionario Vincenzo Piazza, 34 anni, avvocato e segretario dell'associazione - ma noi ci siamo opposti e ci opporremo sempre perchè vogliamo che resti intatto il fascino di questo luogo che parla un linguaggio antico». In questi ultimi anni sono aumentate di contnuo le richieste di accoglienza. Aperto tutto l'anno anche d'inverno, l'Eremo è da vivere in tutte le stagioni, assicurano convinti gli “Amici di San Felice” e ritrovarsi le sere d'inverno davanti al fuoco scoppiettante del camino acceso mentre attorno è tutto imbiancato dalla neve, è una di quelle esperienze indimenticabili. All'interno dell'Eremo, i resti di un antico affresco raffigurante la figura di Maria, testimoniano l'incapacità della politica di salvaguardare il ricco patrimonio artistico-culturale delle chiese rupestri disseminate nella campagna siciliana. «Non riceviamo finanziamenti e quindi ogni mese, oltre alla quota annuale - spiegano - mettiamo qualcosa nel nostro fondo cassa così da poter fare dei lavori di manutenzione». Da tempo hanno chiesto aiuto agli organi regionali competenti perché sia pulito il terreno antistante l'Eremo per renderlo fruibile, ma le richieste restano inascoltate. Distrutto, l'Eremo è stato restaurato. «Per me - dice Mario Neglia, 65 anni, uno dei fondatori dell'associazione insieme a Matteo Messina -, è come se fosse un figlio perché l'ho visto venir su pietra dopo pietra. Conosco il nome e gli usi delle tante erbe spontanee che crescono attorno all 'Eremo e ne parlo con i giovani, i bambini delle scuole perché imparino a conoscerlo e ad amarlo». I diversi “diari di bordo” racchiudono impressioni ed emozioni di chi ha “vissuto” l'Eremo ed ha ascoltato quello che Mario chiama “il rumore del silenzio”.

Foto invernale dell'Eremo di San Felice (gennaio 2017)

Fulcro delle tante iniziative promosse da “Gli amici di San Felice”, è il punto di partenza per le tante e diverse attività escursionistiche in luoghi suggestivi. «A circa 20 minuti di cammino si può raggiungere la suggestiva grotta del Canale del fico, si può anche arrivare al lago di Rosamarina, il più esteso lago artificiale della della Sicilia - spiega Giuseppe Geraci, guida naturalistica -. Abbiamo anche organizzato e curato il Cammino del Beato Guglielmo, che dà la possibilità di attraversare la dorsale madonita toccando tutte le strutture religiose edificate o frequentate dal Beato, partendo proprio dall’eremo di San Felice, per raggiungere dopo un centinaio di chilometri, la Chiesa Madre di Castelbuono, dove si conservano le sue spoglie».

Si domina la costa dall'alto dell'Eremo

L'Eremo è una delle tappe di Itinerari e cammini sulla via Francigena delle Madonie che si estende per ben 113 chilometri ed i volontari offrono anche un servizio di tutor del cammino. Un' accoglienza semplice e frugale quella che offrono ai viandanti ma nella loro cucina non mancano mai provviste di prima necessità ed un caldo sorriso di benvenuto. Nelle vicinanze dell'eremo è possibile mangiare della buona ricotta fresca o comprare salsiccia e dolci tipici a Ventimiglia di Sicilia. Paradossalmente, l'Eremo di San Felice è poco conosciuto da chi vive nelle vicinanze. Ma per Maria Rosa Piazza, 24 anni, di Trabia è una scoperta che ha dato una nuova dimensione alla sua vita di studentessa in Farmacia. «L'ho conosciuto casualmente partecipando all'iniziativa San Felice Experience organizzata dall'associazione che legava arte, natura e cultura e quando arrivai qui, sebbene fossi dietro l'angolo di casa mia, rimasi affascinata dalla tranquillità che respiravo. Decisi di fare parte integrante di quest'associazione e di far conoscere la bellezza di questo luogo anche ad altri».

In cammino verso l'Eremo

Tante le cose da fare, poche le braccia e le gambe su cui contare. Ma non demordono. Con entusiasmo e impegno da ben 15 anni organizzano “Sotto lo stesso cielo”, un viaggio nella musica e nelle parole, al chiaro di luna, che ques'anno si terrà martedì 27 agosto alle 21. La manifestazione, patrocinata dal comune di Ventimiglia di Sicilia, vedrà esperti astronomi dell'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) che, con il loro telescopio, guideranno i partecipanti nell'osservazione dei corpi celesti. La voce di Roberto Alajmo, giornalista e scrittore racconterà la bizzarra storia dei tre funerali e mezzo di Luigi Pirandello, intercalata dalle note dell'arpa di Rosellina Guzzo che percorrerà un viaggio sonoro tra il Mediterraneo e l'Irlanda insieme alla verve di Marcello Mandreucci, artista poliedrico che si esibirà con le sue “corde”. Per chi fosse impossibilitato a raggiungere a piedi l'Eremo, sarà attivo dalle ore 20 all'1 di notte, un servizio di bus navetta che partirà dal ponte Saraceno. Il ticket d'ingresso di 5 euro (gratuito per i minori di anni 12) prevede anche l'anguriata finale. Per chi lo volesse, è possibile acquistare in loco i panini con la rinomata salsiccia di Caccamo. «E' difficile da spiegare il fascino emanato dall' Eremo - commenta Vincenzo Piazza -. Vieni e vedi, il mio consiglio e quello dei miei amici di questa incredibile scommessa». Per informazioni e prenotazioni per la serata del 21 agosto: Amici di San Felice, telefono 3338435040.

Punto di arrivo l'Eremo di San Felice


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 23 agosto 2019





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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