martedì 24 ottobre 2017

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I pesci di Carmela e Maurizio, quando i rifiuti diventano opere d'arte

Moda e Design

Da una passeggiata a piedi nudi in riva al mare, i coniugi augustani Carmela Caramagno e Maurizio Carrabino hanno creato "Noi il mare", una bottega artigianale che trasforma i rimasugli della pesca in coloratissimi e fantastici animali marini. Così hanno trasformato il loro interesse per la tutela ambientale in un lavoro creativo apprezzato dal pubblico e dalle gallerie d'arte


di Serena Di Stefano

Se pensare al mare come tavolozza ci è familiare, forse non è così semplice associarlo a una cassetta da lavoro. Legni, corde, galleggianti e molto altro: così, dagli scarti che affollano le nostre spiagge, è nata l’arte di Carmela e Maurizio. Una connessione, quella tra la pesca e i pesci, che in questo caso non rimanda a tavola; anche perché, a dirla tutta, il vostro palato boccerebbe i pesci di “Noi il mare” come eccessivamente duri e stopposi. Perché?
E’ una storia d’arte, quella di Carmela e Maurizio, ma anche di coraggio, di un’esigenza artistica che scorre parallela ai pannolini, alle presenze da timbrare a lavoro e alle bollette da pagare. E’ la storia di un interesse ambientale che si trasforma in lavoro, uno di quei mestieri che oggi si direbbero “inventati”. Parliamo di artigianato made in Sicily, di mare e naturalmente anche d’amore.

Carmela Caramagno e Maurizio Carrabino con Roy Paci

E’ il 2009 quando, da una passeggiata a piedi nudi in riva, nasce “Noi il mare”. L’intuizione degli augustani Carmela Caramagno e Maurizio Carrabino è quella di restituire la vita agli inerti rimasugli della pesca. Quale modo migliore per farlo se non trasformandoli in pesci?!
«Lasciamo che siano i legni a suggerisci la loro prossima vita – racconta Carmela – noi ci limitiamo a pulirli e ad assemblarli. Cerchiamo e raccogliamo i resti delle mareggiate sulle spiagge. Il nostro scopo è di lasciare i legni intatti il più possibile, come il mare li ha restituiti alla terra, senza snaturarli».

Una delle creazioni di Noi il mare

Nella vita, Carmela e Maurizio sono una mamma a tempo pieno e un impiegato ma, nel tempo libero, hanno prima trasformato il loro garage in un laboratorio artistico e poi una stanza del loro appartamento in una sorta di deposito-galleria. In questi otto anni nel segno di pennelli e spugnette, hanno realizzato un centinaio di pesci: dallo scorfano rosso al pesce pagliaccio, passando per un outsider (il primo prodotto del loro artigianato infatti è stato un veliero), «ce ne sono anche tanti di diversa natura – dice Maurizio - nascono dalla nostra fantasia e non possiamo attribuirli ad alcuna specie esistente, sono nella nostra testa ma questo basta per renderli vivi». Quindi, la riproduzione dei pesci è spesso più fedele all’idea che hanno i suoi creatori, piuttosto che al pesce reale. Ma c’è spazio anche alle richieste e alle ordinazioni, nonostante la regola sia ferrea: è il mare a comandare.

Una delle creazioni di Noi il mare

“Noi il mare” è un bisogno espressivo ma è anche un riflettore acceso sulle nostre coste. E’ un modo per raccontare l’identità perduta di un borgo marinaro, la memoria di quella Augusta che profumava delle reti dei pescatori stese al sole, di polpi e ricci raccolti a mani nude, di bambini in calzoncini che saltellavano tra gli scogli giocando con alghe e granchi. In una forma delicata e colorata, senza grida o allarmismo, “Noi il mare” vuole essere proprio questo: la consapevolezza di un grande patrimonio da tutelare. «Potremmo reinventarci sempre, proprio come il mare, se solo prendessimo esempio dalla sua ricchezza», aggiunge Maurizio.

Maurizio nel laboratorio

Non è un caso, infatti, che “Noi il mare” sia il primo vero progetto artistico della coppia. Un concept, un messaggio, una sfida per inventare un lavoro. Ma ormai, è anche una parte integrante delle loro vite. Un altro “figlio”, che insieme a Leonardo, colora il loro nido. E se, dedicato proprio al piccolo Leo, esiste già un pesce creato da mamma e papà, un’altra curiosità della coppia è “battezzare” le loro creazioni. Per esempio c’è il Pesce Rubik – per la sua somiglianza con un cubo - o ancora i pesci che prendono il nome dai luoghi che li hanno ispirati o dove hanno trovato i legni: Pesce Badiazza (una zona di Augusta), Pesce Filicudi, Pesce Vulcano, Pesce d’Orlando e molti altri.

Una delle creazioni di Noi il mare

Di certo, ciò che ha ispirato Maurizio e Carmela, 38 anni lui e 36 lei, è “il mare color dei pavoni, il più bel posto della Sicilia” come lo definì Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E quando chiediamo loro se è ancora così, con amarezza alzano la voce contro l’abbandono del loro territorio: «Le coste augustane sono poco fruibili a causa delle ville e delle proprietà private che ne limitano l’accesso – dice Carmela – potenzialmente e in origine era il mare più bello della Sicilia orientale, ma purtroppo oggi è inquinato e difficilmente raggiungibile». A questo punto, è doveroso chiedere quale sia per loro il mare più bello della Sicilia e dove hanno trovato maggiori spunti per la loro arte. «Siamo legati particolarmente a Lampedusa e alle Isole Eolie ma il mare da cui non possiamo slegare la nostra storia è quello di Ustica perché ci ha regalato Leonardo, nostro figlio».

Una delle creazioni di Noi il mare

“Noi il mare” ha oggi un’esposizione fissa alla Locanda Scorfano Rosso di Augusta, ma i loro pesci sono arrivati fino a Modica, a Lipari e in diverse gallerie della costa orientale fino a Taormina, oltre naturalmente a tante case siciliane. Insomma, che funga da scacciapensieri o da capezzale, che colori un negozio o un giardino, un pesce di Carmela e Maurizio ci ricorda che, in fondo, il mare siamo noi.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 03 agosto 2017
Aggiornato il 17 agosto 2017 alle 22:21





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