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I catanesi Giuseppe Schillaci e Antonio Aiello a Oxford per il progetto “A Century of Sounds” sui patrimoni sonori del mondo

Musica Con la performance sonora "Rooted", il 27 febbraio il musicista e sound designer Giuseppe “Lacinskij” Schillaci e il contrabbassista Antonio Aiello - insieme con la flautista Cristina Italiani, la poetessa Sara Broto e la vocalist Alessia Ronge - saranno tra i protagonisti di “A Century of Sounds”, progetto del Pitt Rivers Museum dell’Università di Oxford, sulla catalogazione, digitalizzazione e reinterpretazione di oltre un secolo di testimonianze del patrimonio sonoro del mondo. Schillaci: «Il suono diventa strumento di riconnessione, capace di unire ricerca, memoria e guarigione»

Il musicista, sound designer e produttore catanese Giuseppe “Lacinskij” Schillaci è tra i protagonisti di “A Century of Sounds”, prestigioso progetto internazionale promosso dal Pitt Rivers Museum dell’Università di Oxford, dedicato alla catalogazione, digitalizzazione e reinterpretazione creativa di oltre un secolo di testimonianze del patrimonio sonoro, provenienti da tutto il mondo. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la piattaforma internazionale “Cities and Memory”, mira a salvare dall’oblio rari cilindri di cera e registrazioni etnografiche che documentano canti rituali, paesaggi sonori e pratiche musicali di culture globali. Per la “call for artists” legata al progetto sono state selezionate soltanto 100 composizioni a livello mondiale, ulteriormente ridotte a 6-7 progetti destinati a esibirsi dal vivo negli spazi del Pitt Rivers Museum.

Giuseppe Schillaci

Tra questi figura “Rooted”, composizione collettiva che vede Giuseppe Schillaci coinvolto come synth, electronics e responsabile del mix, accanto alla flautista pescarese ma fiorentina d’doazione Cristina Italiani (flauto, composizione), alla poetessa Sara Broto (poesia, voce, soundscape), alla vocalist Alessia Ronge (mantra, voce, harmonium) e ad un altro musicista etneo, Antonio Aiello, al contrabbasso. La performance dal vivo di “Rooted” al Pitt Rivers Museum in calendario per il 27 febbraio, all’interno del programma ufficiale di Century of Sounds. Il brano sarà presentato a Oxford dopo l’ascolto di un estratto rappresentativo di 30 secondi, seguito da una performance e presentazione di circa 10 minuti.

Cristina Italiani

«Essere selezionato per un progetto del Pitt Ruvers Museum, museo dell’Università di Oxford, rappresenta un passaggio importante del mio percorso artistico -, dichiara Giuseppe Schillaci -. «“Century of Sounds” non è soltanto un archivio ma un atto di responsabilità culturale che consiste nel ridare voce a patrimoni sonori spesso marginalizzati e nel farli dialogare con il presente attraverso nuove forme di ascolto». “Rooted” nasce dalla rielaborazione di una registrazione rituale indiana e si sviluppa come un percorso spirituale e sonoro, che attraversa preghiera poetica, mantra e dimensione ritmica collettiva. «Abbiamo scelto di non trasformare la registrazione originale, ma di incorniciarla e rispettarne l’integrità – spiega Schillaci -. Il suono diventa così uno strumento di riconnessione, capace di unire ricerca, memoria e guarigione».

Antonio Aiello

Musicista e produttore attivo da oltre vent’anni, fondatore dell’etichetta indipendente Doremillaro (sb) Recs, Giuseppe Schillaci porta con sé a Oxford un percorso che unisce sperimentazione elettronica, sound design e ricerca sul campo, confermando la vitalità della scena musicale siciliana anche nei contesti accademici e museali di massimo rilievo internazionale.

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