domenica 17 febbraio 2019

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Gli accenti di inquietudine romantica del violino di Girshenko

Recensioni

Sotto un cielo estivo che ha regalato una inconsueta eclissi lunare, il Maestro russo, accompagnato dalla pianista kazaka Sholpan Barlykova, ha incantato il pubblico siracusano di "Ortigia classica", cartellone ideato dal violista Gaetano Adorno per conto della Camerata Polifonica Siciliana, suonando Mozart, Beethoven, Brahms, Dvorak e Sibelius


di Anna Rita Fontana

Avremmo continuato ad ascoltarlo, ancora rapiti da un personaggio di grande spessore che si identifica in toto nel suo strumento: così la cavata intrigante del violino di Sergey Girshenko ha conquistato la folta platea di Ortigia Classica International Music Festival, accanto alla pianista Sholpan Barlykova, originaria del Kazakistan, sotto un cielo estivo che ci ha regalato una inconsueta eclissi lunare. E proprio sotto una luna seminascosta abbiamo apprezzato un fine cultore della tradizione classica, qual è appunto il musicista russo, ospite d’eccezione della rassegna promossa dalla Camerata Polifonica Siciliana (sotto la presidenza di Aldo Mattina e la direzione artistica di Giovanni Ferrauto) e ideata dal musicista di Floridia, Gaetano Adorno.

Sergey Girshenko e Sholpan Barlykova, foto di Edo Arioti

L’artista, che si tratterrà a Ortigia anche per un master che sta tendendo ad una trentina di allievi nella chiesa di San Martino fino al 3 agosto (data in cui si esibiranno i suoi allievi), ha calcato al meglio le scene della città aretusea, nel Cortile dell’Arcivescovado in piazza Duomo, sciorinando una tecnica strepitosa che si coniuga ad acute capacità interpretative, come si è potuto evincere dalle pagine prescelte, a partire dal versante di Mozart e Beethoven, nella prima parte, seguiti da Brahms all’inizio della seconda, con accenti di inquietudine romantica. In delizioso binomio con la Barlykova, ricco di florilegi espressivi e nutrito da una base pianistica rifinita e perentoria negli input quanto nelle corposità accordali, il violinista restituiva la solidissima struttura formale sette-ottocentesca, con un suono lucido e ben cesellato, venato di leggiadrìa nella Sonata n. 26 in si bemolle maggiore KV 378 del maestro di Salisburgo, e improntato a un intenso scandaglio espressivo nelle partiture della Sonata n. 8 in sol maggiore op. 30 e della Sonata n. 2 in la maggiore, op. 100 rispettivamente dal repertorio beethoveniano e brahmsiano.

Sergey Girshenko e Sholpan Barlykova, foto di Edo Arioti

L’affondo tecnico di un Girshenko che si disvelava cultore di atmosfere e amante della verve melodica, si è poi tradotto in una rilettura sfiziosa e ammaliante con le sue arditezze, tra sovracuti rarefatti e lo slentare agogico, nelle pagine a seguire di carattere più ricreativo, ancora sull’eleganza di tocco della Barlykova che ha sempre ben valorizzato il fluire cantabile: dalla delicatezza timbrica delle Danze slave n. 2 op. 72 e n. 8 in sol maggiore di Antonin Dvorak (nella trascrizione di Fritz Kreisler) al trascinare tzigano delle Danze ungheresi n. 7 e n. 17 di Brahms, alla originale Mazurka n. 1 op. 81 di Jean Sibelius, e in particolare nei due pezzi di chiusura del compositore ceco Josef Suk, Chanson e Burlesque, (da 4 pezzi per violino e pianoforte op. 17), dei quali l’ultimo, giostrato su giocose mirabilie pirotecniche, ha coronato una performance di autentico talento, suscitando un vivissimo plauso per entrambi gli artisti. Sperando di riascoltare il personaggio Girshenko prima o poi, non ci faremo sfuggire di chiedergli a gran voce un brano di Niccolò Paganini.

La folta platea di Ortigia Classica, foto di Edo Arionti


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 30 luglio 2018
Aggiornato il 10 agosto 2018 alle 12:29





Anna Rita Fontana

Ha compiuto studi umanistici al Liceo classico Cutelli di Catania e di indirizzo estetico-musicologico all’Università di Bologna, in Discipline della Musica. Ha conseguito il Diploma di Pianoforte all’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, frequentando poi i corsi di interpretazione pianistica di Jorg Demus, di analisi musicale con Carlo Mosso e di canto gregoriano a Cremona con Nino Albarosa. Dal 2000 è docente di educazione musicale nelle scuole secondarie di primo grado. Giornalista pubblicista dal 1999, ha collaborato come critico musicale per diverse testate (Giornale di Sicilia, Prospettive, Globus magazine, Sicilia Journal). Oltre SicilyMag.it, attualmente collabora col notiziario on line di musica Bellininews, la rivista I Vespri e la rivista Laòs, notiziario culturale dell’Istituto teologico San Luca.


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