sabato 24 agosto 2019

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Giuseppina Milazzo, la donna del vino che vince in Europa

Calici & Boccali

E' stata quasi catapultata nelle attività dell'azienda agricola di famiglia, la "G. Milazzo" di Campobello di Licata. Oggi, l'imprenditrice, "regina" della terra di Baronia, vanta una serie di riconoscimenti continentali non da poco per le sue etichette, sia di bianco che di rosso: «Passeremo da 75 a 100 ettari. Il vino è la sorgente su cui da generazioni investiamo passione»


di Rosalba Cannavò

E’ pluripremiata a livello internazionale l’Azienda Vinicola G. Milazzo, terra della Baronia, vincitrice dal premio Gran Vinitaly 2015 al concorso mondiale di Bruxelles e di Bordeaux. La scorsa primavera al Concours Mondial de Bruxelles, ancora una volta i vini dell’azienda di Campobello di Licata hanno potuto esibire il ‘macaron’ del Concours: 15 i vini dell’azienda siciliana che hanno superato la rigorosa selezione, sugli oltre 1.200 campioni provenienti dall’Italia, e sbaragliato la concorrenza internazionale. «Ben 6 dei nostri vini hanno ricevuto una medaglia d’oro: nessun’altra azienda italiana può vantare un tale primato - ha commentato Giuseppina Milazzo i risultati di Bruxelles -. Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno dai nostri vini nei più prestigiosi concorsi internazionali».

Giuseppina Milazzo

E non sono pochi i riconoscimenti internazionali: sette medaglie al Challenge International du Vin di Bourg (Bordeaux); al concorso internazionale del Vinitaly di Verona sette referenze hanno conquistato i 5 Star Wines; da segnalare la Gran Medaglia d’Oro per il Castello Svevo rosso 2013, ottenuto prevalentemente da uve di Nero d’Avola: «Un premio al lavoro impegnativo, realizzato con pazienza e tecnica, - il commento della Milazzo - per un tipico vitigno siciliano caratteristico delle nostre zone, da cui si ottiene un grande vino, dal profumo fine e dal sapore intenso, che, come conferma la gran medaglia d’oro è molto apprezzato anche all’estero».

Il Castello Svevo rosso dell'azienda agricola G. Milazzo

Intensità, complessità e qualità sono le caratteristiche dell’azienda.
«Settantacinque ettari di terreno, a 400 metri sul livello del mare, sulle colline a nord est di Campobello di Licata - spiega Giuseppina Milazzo -. I nostri vigneti sono piantati su un terreno favorito da una peculiare caratteristica climatica, tipica del mediterraneo, che conferisce ai vini una particolare finezza e freschezza .L’azienda utilizza uve autoctone selezionate, coltivate in maniera biologica,in relazione al vino che si dovrà produrre. La cantina è specializzata nella produzione di vini di alta qualità e di spumanti metodo classico. La vendemmia avviene manualmente e il trasporto dell’uva viene effettuato in cassette di plastica sterilizzate. Tutta la filiera produttiva è controllata, dalle potature ai diradamenti, sino alla cantina».

Scatto promozionale per Giuseppina Milazzo

Pensa di avere raggiunto l’obiettivo a cui si ispirò suo padre alle origini, negli anni Ottanta ci fu un nuovo innesto che cambiò la produzione?
«La piccola produzione nata negli anni Sessanta dovette fare i conti con ben più famose aziende del mondo vitivinicolo come Tasca, Regaleali e Donnafugata. Togliendo queste tre aziende pochi, erano allora, i produttori di vino di qualità. Molti fornivano i vini da taglio per le aziende del Nord. Negli anni Ottanta mio padre Giuseppe pensò di impiantare il vitigno Chardonnay per gli spumanti, ma venne guardato con diffidenza. La sua scommessa è stata vincente, oggi siamo tra i migliori produttori di spumanti metodo classico. Grazie a queste uve straordinarie siamo stati vincenti in Europa. Abbiamo dovuto lottare per affermare un prodotto, destinato a una fascia medio alta, con un prezzo notevole. Ma i tanti riconoscimenti ricevuti ci dicono che l’obiettivo è stato raggiunto».

Il D.Zero spumante rosè metodo classico, senza zuccheri, con fine sapidità

Cosa ha significato per lei, donna, ereditare un’azienda vinicola in Sicilia?
«Sono stata catapultata in questo mondo, all’inizio ero poco presente nell’azienda di famiglia, seguivo poco mio padre Giuseppe. Erano gli anni Novanta, c’erano già Josè Rallo e Francesca Planeta in prima linea come produttrici e imprenditrici del vino. Al mio ingresso sono stata accolta bene, è un ambiente che non discrimina ma integra».

Saverio Lo Leggio, Giuseppina e Giuseppe Milazzo

Progetti futuri?
«Ampliare la produzione, aggiungendo altri ettari di terreno, da 75 arrivare a 100. Contiamo di aggiungere altre bottiglie, siamo già a circa 600, una vasta gamma di vini bianchi e rossi, oltre ai sei spumanti metodo classico, quattro bianchi e due rosati, metodo brut».

L'ultima vendemmia

Un sogno che vorrebbe si realizzasse per la sua azienda e per la Sicilia.
«Vorrei che mio figlio Peppe, unico erede, studia economia, riuscisse a sentire il valore e la responsabilità di questa azienda produttiva. Il vino è la sorgente su cui da generazioni investiamo passione, ma puntiamo su futuro e innovazione».

La famiglia: Saverio Lo Leggio, Giuseppina Milazzo e Peppe Lo Leggio


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 08 novembre 2016
Aggiornato il 10 novembre 2016 alle 20:28





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