venerdì 24 maggio 2019

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Giuseppe Librizzi: «Abbiamo racchiuso la Sicilia in un bitter esplosivo»

Imprese

L'ingegnere catanese è l'ideatore dell'aperitivo siciliano EtnaBitter, un vino aromatizzato dall’intensa fragranza di agrumi, mandarino e arancia, esaltata dalla nota corposa di mandorle, erbe e il miele di zagara, di cui esiste una serie limitata: quella con le etichette realizzate dall'artista palermitano Demetrio Di Grado, presentata all'ultimo "Taste" di Firenze


di Laura Cavallaro

Era il 1786 quando Antonio Benedetto Carpano cominciò a produrre a Torino un vino aromatizzato con infusi di erbe e spezie a cui diede il nome di Vermouth, dalla parola tedesca wermut, con la quale si indica l’artemisia maggiore, una delle piante principalmente utilizzate nel processo di macerazione.
Anche se la prassi di mescolare vino, miele ed erbe amaricanti era già conosciuta dai greci e i romani, la città piemontese in breve tempo divenne antesignana di uno dei riti più diffusi nella società contemporanea: l’aperitivo. Per tutta risposta, settant’anni dopo, Gaspare Campari inventò a Milano il Bitter, un amaro ottenuto miscelando erbe aromatiche, frutti, alcool e acqua, caratterizzato da un intenso colore rosso.

Un classico bitter

Il connubio tra Vermouth e Bitter diede vita a un cocktail, il Milano-Torino, così nominato in onore delle due città del giovane Regno d’Italia. Oggi i due liquori s’incontrano alle pendici dell’Etna per creare un aperitivo esclusivo dalla forte impronta siciliana, EtnaBitter. L’idea è di Giuseppe Librizzi, ingegnere gestionale con esperienza in logistica e nel settore delle energia rinnovabili, che dal 2018 produce nella sua azienda, Aetnae Srl, questo particolare vino aromatizzato.
L’intensa fragranza di agrumi, mandarino e arancia, esaltata dalla nota corposa di mandorle, con le erbe raccolte sui terreni attraversati dalla ruvida sciara e il miele di zagara, conferiscono a quest’amaro carattere e grinta, ma anche quel pizzico di dolcezza in grado di creare un equilibrio perfetto. Insomma, un prodotto esclusivo che coinvolge i sensi racchiudendo l’anima del vulcano.

EtnaBitter nella bottiglia classica

Dopo la precedente esperienza con la ditta Amara, il trentaquattrenne siciliano decide di lanciare sul mercato un prodotto senza uguali nel suo genere: «L’idea scaturisce – spiega lo stesso Librizzi – dalla voglia di valorizzare il nostro territorio e le materie prime uniche che lo caratterizzano. EtnaBitter, nasce per creare “l'aperitivo siciliano”, un liquore che possa essere protagonista di un momento conviviale, adatto a stare in buona compagnia e soprattutto che possa raccontare della nostra terra, attraverso i suoi profumi, i sentori e i sapori. Bevendolo è come se la Sicilia esplodesse in bocca».

Puro per un pre-dinner in compagnia di amici, o come cockatail accompagnato alle prelibatezze isolane, EtnaBitter è espressione della calorosa indole sicula e dell’unicità dei prodotti locali che ne diventano segno distintivo: «Alla base della preparazione ritroviamo il vino bianco –continua Librizzi – anche questo autoctono: ci riforniamo in cantine rigorosamente etnee e usiamo esclusivamente uve da carricante. Inoltre, siamo convinti che la qualità di ogni singolo elemento contribuisca al 100% sul risultato finale. Parliamo di piccole produzioni artigianali che si uniscono per dar vita a un prodotto che viene realizzato in quantità limitate. Ecco perché la qualità di ogni singolo protagonista di EtnaBitter, è alla base».

Al centro Giuseppe Librizzi, produttore di EtnaBitter
Ci troviamo dunque di fronte a un liquore realizzato secondo la tradizione, lontano dalla produzione in serie, destinato a veri estimatori che possano apprezzarne appieno le caratteristiche: «La nostra è una distribuzione di nicchia – evidenzia Librizzi –: è possibile trovarci in tutta la Sicilia, ma soprattutto nei locali dove si beve bene, quindi in cocktail bar di qualità. E poi anche nelle grandi città come Roma, Milano, Firenze, Torino. Non ci facciamo trovare ovunque, ma solo in posti ricercati. Per venire incontro alla nostra clientela tra un po’ sarà anche possibile acquistarci on-line».

La stessa attenzione e cura usata per gli ingredienti viene riservata anche alla distribuzione, quindi EtnaBitter è un prodotto che è sì destinato ad ogni angolo della Sicilia, ma che punta al resto della penisola, dove il culto dell’aperitivo ha una solida tradizione fra Martini “agitati e non mescolati” e “analcolici biondi che fanno impazzire il mondo”. Ma l’obiettivo, mantenendo gli standard, è quello di espandersi anche nel resto d’Europa: «Siamo presenti –prosegue l’imprenditore catanese – in Francia, Austria, Svizzera, Belgio e Olanda. Tutti mercati molto interessanti che hanno voglia di sperimentare con clienti esigenti e che guardano all’Italia e alla Sicilia con grande rispetto e curiosità. Spesso in azienda pensiamo alle persone che consumano il nostro prodotto, chi apprezza la Sicilia è sicuramente il nostro miglior consumatore. EtnaBitter è adatto a un pubblico che, al di là della data di nascita, è estroverso, esigente, vulcanico e che ha voglia di lasciarsi stupire da sapori nuovi tutti da scoprire. Tendenzialmente, giovane, per noi, non è un dato anagrafico, ma un’attitudine».

Tre bottiglie di EtnaBitter: la classica al centro e le edizioni limitate ai lati

Oltre a gusto, questo vino aromatizzato conquista anche tatto e alla vista, per via delle colorate etichette apposte sulla confezione che contribuiscono a renderlo inimitabile. Al più tradizionale marchio rappresentato da due triangoli speculari, uno verde e l’altro rosso, che ricordano l’Etna e la lava, Librizzi ha scelto l’estro creativo di Demetrio Di Grado, artista nativo di Palermo e calatino d’adozione, per realizzare alcune etichette speciali: «Ho una smodata passione per l’arte contemporanea – spiega orgoglioso Librizzi – che pervade ovviamente tutte le mie attività, quindi mi è venuto naturale pensare di realizzare delle etichette speciali coinvolgendo maestri d’arte. Inoltre, bisogna dirlo, abbiamo dei precedenti illustrissimi, basti pensare al lavoro di Depero con Campari nei primi del ‘900. Così, nel nostro piccolo, abbiamo avviato questo progetto che anno dopo anno vedrà coinvolti artisti siciliani e non. Per quanto riguarda Demetrio Di Grado il discorso è molto semplice: mi piacciono molto i suoi lavori, non è mai scontato, ha un punto di vista pungente e le sue opere invitano a riflettere. Il lavoro che ha fatto per noi ci ha soddisfatto molto. Lo abbiamo lasciato completamente libero e lui ha potuto esprimere pienamente la sua visione».

Le bottiglie di EtnaBitter con le etichette realizzate da Demetrio Di Grado

A unirli è stato quindi l’interesse per l’arte: «Il buon Giuseppe – dice Demetrio Di Grado – è venuto a conoscenza della mia ricerca stilistica tramite un noto ristorante vegetariano-vegano al centro di Catania, al cui interno si trova un mio collage di grandi dimensioni. Sempre nella stessa via, inoltre, sono presenti diversi interventi installati grazie alla collaborazione con l'Associazione San Michele Art Power, per cui notarmi e contattarmi non è stato molto difficile per lui - dice sorridendo l'artista -. Dopo uno scambio di telefonate ed e-mail ci siamo incontrati a Caltagirone, dove vivo, abbiamo avuto modo di conoscerci e mi ha raccontato il fantastico progetto del Bitter siciliano. Giuseppe, come si può notare anche dal packaging di EtnaBitter, è molto sensibile all'arte, al bello e al buongusto, per cui sposare questo progetto è stato facile».

La serie limitata #DEMETRIODIGRADO per EtnaBitter, prossimamente in distribuzione, è stata già presentata al Taste di Firenze, salone dedicato alle eccellenze del gusto e del food, dove ha riscosso notevole successo. «Se la tecnica del collage –sottolinea l’artista– fa sì che io possa esprimermi senza filtri, ad ispirarmi è stato il racconto del prodotto. La versione con soggetto maschile identifica il bitter: l’aperitivo siciliano impeccabile. Quello femminile, invece, rappresenta la condivisione del momento, l’opportunità di assaggiarlo, la gioia del gusto, la svolta verso nuovi mercati, in quanto prodotto italiano. In poche parole: bere responsabilmente EtnaBitter è sempre una buona occasione».

L'artista palermitano Demetrio Di Grado

Di Grado e Librizzi oltre che sul versante artistico hanno le idee molto chiare anche sul modo in cui preferiscono degustare l’amaro siculo: « A me piace freddo – dice l’artistica palermitano – oppure con ghiaccio e una fetta di arancia». Giuseppe Librizzi consiglia invece diverse formule: «Partirei da uno Spritz vulcanico: una parte di EtnaBitter, una di bollicine e una parte di acqua frizzante, da servire con una fettina di arancia; oppure un Siciliano: 4 cl Campari, 4 cl EtnaBitter e Soda aromatizzata. In alternativa lo si può anche gustare in maniera semplice: EtnaBitter e Gingerbeer. Comunque, ogni mese sul nostro sito, etnabitter.it, pubblichiamo dei nuovi cocktail in cui il Bitter siciliano è in buona compagnia». A questo punto non ci resta che dare spazio alla creatività, inventando cocktail sempre diversi con i prodotti che più preferiamo e che esaltano al meglio l’aperitivo dal cuore esplosivo.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 06 maggio 2019
Aggiornato il 13 maggio 2019 alle 21:28





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