mercoledì 21 agosto 2019

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Franco Maresco: «Ho riscoperto il valore dell’immagine ferma»

Visioni

Il regista palermitano è presidente di giuria della XVII edizione di Magma Festival, la mostra di cinema breve che si svolge ad Acireale dal 29 novembre al 2 dicembre


di Redazione SicilyMag

Magma 2018 è stato inaugurato la scorsa domenica ad Acireale dal regista Stefano Savona che ha presentato La strada dei Samouni. Il documentario, premiato quest’anno al festival di Cannes, è stato realizzato nella striscia di Gaza a seguito dell’operazione “piombo fuso”. «Un film che non ha voluto piegarsi alle logiche del racconto televisivo, alle quali siamo abituati ogni volta che si parla di una certa parte del mondo – ha spiegato Stefano Savona – ma che si è rivolto in tutto e per tutto al racconto cinematografico, in cui ogni personaggio ha non solo un volto riconoscibile, ma precise caratteristiche personali e comportamentali che lo rendono unico e riconoscibile». Grazie anche all’originalissimo uso delle animazioni realizzate da Simone Massi, che nel film si alternano delle riprese dal vero, Savona è riuscito a ricostruire la complessa, straziante vicenda della famiglia Samouni, che ha perso 29 suoi membri a seguito del raid israeliano.

Franco Maresco e Alessandro De Filippo

Il festival è poi proseguito a Catania con la serata dedicata al presidente di giuria Franco Maresco, del quale sono stati proiettati i film La mia Battaglia ed Enzo, domani a Palermo!. A proposito di quest’ultimo film, e in generale della lunga esperienza con Daniele Ciprì, Maresco ha ricordato che «avendo vissuto insieme il periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90, siamo arrivati in tempo per registrare gli ultimi sussulti di un certo tipo di umanità presente nei quartieri palermitani, di un mondo che era già in via d’estinzione. Qualcosa che per voi non significa assolutamente nulla – ha detto rivolto al pubblico – perché è totalmente sparito. Fare qualcosa del genere nell’era del ‘posto immediatamente su Facebook o YouTube’ non avrebbe alcun senso»

Rispondendo alle domande di Alessandro De Filippo, studioso di cinema e tv, Maresco ha palesato la sua sfiducia rispetto al ruolo del cinema perchè «il passaggio da analogico a digitale, fino alla possibilità di fare un film con il cellulare, ha cancellato una serie di passaggi necessari a imparare. Ecco perché – ha aggiunto l’autore di Cinico Tv - fare cortometraggi oggi non ha più senso. Su questo punto ho avuto anche una piccola polemica amichevole con gli studenti della Scuola Nazionale di Cinema di Palermo. Si arrabbiarono, ma penso che oggi fare cinema sia una delle cose più inutili che ci siano. Su sette miliardi di individui nel mondo la metà vogliono fare i registi e gli sceneggiatori».

Maresco ha poi parlato del suo film di prossima uscita La mafia non è più quella di una volta, dal quale «viene fuori un assurdo assoluto legato alla mancanza di senso che deriva da questi aggeggi» ha detto indicando gli smartphone con cui alcuni spettatori, ma anche alcuni giornalisti, lo stavano filmando. «L’infinita sequenza di immagini – ha continuato il regista – che si riproducono all’infinito annullandosi a vicenda, che non significano più niente, mi ha fatto riscoprire il valore dell’immagine ferma, fotografica, che coglie un frammento di realtà, un solo momento, che rimane un mistero. Ricordo quando girai il mio primo film, era il 1981 e allora lavoravo con la fotografia e organizzavo mostre di fotografi mezzi sconosciuti. Quella magia che ti restituisce solo la fotografia, l’abbiamo persa a causa di quegli aggeggi che hanno prodotto una specie di discarica digitale dove tutti producono immagini. Quelli della mia generazione nelle occasioni tiravano fuori l’album fotografico, che conteneva poche immagini alle quali la fantasia si aggrappava per ricostruire, elaborare, ricordare. Dietro quelle immagini poteva esserci un occhio profondamente etico, motivato, sensibile e maturo».

Molta la curiosità sulle scelte del presidente di giuria di Magma, che presto dovrà assegnare il premio Lorenzo Vecchio (dedicato al regista e scrittore fondatore e direttore del festival, morto nel 2005 all’età di 25 anni) e le menzioni speciali. Domani lo raggiungeranno ad Acireale gli altri due membri della giuria, la produttrice e regista Eleonora Mastropietro, e la direttrice del Festival International Du Film Insulaire di Groix (Francia), Sarah Farjot. Il concorso internazionale di cortometraggi, giunto alla diciassettesima edizione, si svolgerà da giovedì 29 novembre a sabato 1 dicembre ad Acireale. Il programma del festival quest’anno si caratterizza per una presenza considerevole di lavori provenienti dall’America Latina (Brasile, Cile, Messico). Si conferma massiccia la partecipazione in concorso di opere francesi, spagnole e belghe, mentre rispetto alle passate edizioni si fa più consistente la presenza italiana in concorso, con ben quattro film. Altri lavori provengono da Usa, Iran, Paesi Bassi, Germania, Taiwan, Gran Bretagna, Lituania, Estonia e Grecia. Una sezione speciale, dedicata all’Isola nel cinema, sarà curata dal Festival Internazionale del Film Insulare di Groix (Francia), col quale Magma tiene una partnership iniziata la scorsa estate e che si concluderà il prossimo anno con la presentazione di una selezione apposita all’interno del festival francese.


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Pubblicato il 28 novembre 2018
Aggiornato il 17 dicembre 2018 alle 22:17





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