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Federica Raccuglia: «Di padre Pino Puglisi ho privilegiato la comunicazione»

Libri e fumetti

La giornalista palermitana ha pubblicato per i tipi di Edizioni La Zisa "L'uomo del dialogo contro la mafia. La storia di Padre Pino Puglisi" in cui ripercorre le tappe fondamentali della vita del parroco ucciso a Brancaccio attraverso lettere, appunti, inedite registrazioni di incontri e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Giovedì 13 settembre la presentazione a Palermo


di Giusy Messina

La semplicità del sorriso era una delle sue “armi”. L'altra, la sfida del dialogo. Tout court. «Perché – ammoniva - l'altro è diverso da noi». Chi lo ha conosciuto sa che, più della parole, usava la Parola.
“Io so che l’ultimo attentato al cantiere della parrocchia è rivolto a me. Io so anche che voi siete figli di questa chiesa, qui siete stati battezzati. Le porte della chiesa resteranno sempre aperte per voi. Vi aspetto. Parliamone”. Parliamone? Un parroco che invita i mafiosi al dialogo?
E' uno dei passaggi dell'intervista inedita rilasciata al giornalista palermitano Salvo Palazzolo, oggi giornalista di La Repubblica, pubblicata nel libro di Federica Raccuglia “L'uomo del dialogo contro la mafia. La storia di Padre Pino Puglisi” (Edizioni La Zisa) che sarà presentato a Palermo, alla Libreria del Mare, giovedì 13 settembre alle ore 17.30. Federica Raccuglia, giornalista 28enne, aveva appena tre anni il 15 settembre 1993, giorno in cui Padre Pino Puglisi venne ucciso dalla mafia.

Federica Raccuglia

«Sono tanti gli elementi che ci legano - racconta la giovane autrice palermitana-. Sono stata studentessa in quel liceo, il Vittorio Emanuele II, dove lui ha insegnato, ho abitato nel quartiere Settecannoli frequentando anche la chiesa dove lui era stato parroco, e con la mia famiglia abbiamo abitato in quella piazza Anita Garibaldi dove è stato ammazzato».
Se hanno eliminato fisicamente l'uomo, a distanza di 25 dal suo martirio è viva ed efficace la testimonianza di fede e d'amore di un sacerdote che, come sottolinea la Raccuglia, «è difficile definire prete anti-mafia, perché lui era sempre “per” e mai “anti”». Ci sono emozioni tangibili che difficilmente si dimenticano, e che il più delle volte alimentano interesse e curiosità. Così è stato per Federica Raccuglia quando a scuola ha potuto vedere il film “Alla luce del sole” di Roberto Faenza, interpretato da Luca Zingaretti.

«Avevo 16 anni- ricorda- e mi emozionai tantissimo. Ne volli saperne di più, e quando a 23 dovetti preparare la tesi di laurea in editoria e comunicazione all'università Tor Vergata di Roma, non ebbi dubbi. Di Padre Pino Puglisi più che degli ultimi tre anni a Brancaccio, m'interessava conoscere il registro comunicativo che usava già a 20 anni con i suoi coetanei, e poi via via nel corso degli anni con chi l'ho ha incrociato nel corso della vita. Rivoluzionandola, con la semplicità e l'annuncio del Vangelo».
Federica inizia a preparare la sua tesi incontrando anche, tra gli altri, don Mario Torcivia, redattore della “positio” per la beatificazione di don Pino, avvenuta il 25 maggio del 2013.

«L'idea piacque anche al professore Giuseppe Minnella, ex direttore dell'Unità- racconta Raccuglia- ed iniziai a lavorare tra Roma e Palermo. Nel mio libro ho ripercorso le tappe fondamentali della vita di padre Puglisi, utilizzando lettere, appunti, registrazioni di incontri e testimonianze di collaboratori, colleghi, amici, familiari e studenti. Le fonti sono risultate indispensabili perché hanno permesso di conoscere e verificare i fatti già interpretati e raccontati da altri autori. Molti infatti- continua Raccuglia- si sono cimentati negli ultimi ventiquattro anni, ovvero dalla morte di Pino Puglisi, nella produzione di biografie, libri, critiche e film. Ognuno di loro ha interpretato l’operato di Pino Puglisi in modo differente: c’è chi ha preferito raccontare la sua vita in chiave strettamente religiosa, qualcuno ha scelto di narrare soltanto la sua esperienza a Brancaccio, altri hanno privilegiato il metodo pedagogico utilizzato negli anni dell’insegnamento. Questo lavoro si è proposto di studiare il metodo comunicativo di don Pino, ripercorrendo tutta la sua vita, e per questo sono stati indispensabili i documenti conservati all’Archivio Giuseppe Puglisi in via Matteo Bonello a Palermo».

Grazie al lavoro di Agostina Ajello, assistente sociale, missionaria e storica collaboratrice di Pino Puglisi, nonché custode dell’Archivio, che ha coordinato il lavoro di ricerca e documentazione dando vita a questa piccola biblioteca, la giornalista restituisce nel suo saggio lo stile comunicativo che ha contraddistinto Padre Pino Puglisi: da Godrano all'Addaura, dalla direzione del Centro Vocazionale alla nomina di parroco della Chiesa di San Gaetano a Brancaccio.

Nel libro, alla sua biografia accompagnata da numerosi testi scritti da Pino Puglisi, seguono le testimonianze di alcuni dei suoi più cari amici.
«Mi è piaciuto mettere in luce il rapporto che sapeva creare con tutti- spiega la giornalista-. Nessuno escluso: dai bambini ai giovani fino agli adulti, sapeva portare il messaggio d'amore per la vita. Con la sua semplicità conquistava. Quando andò via da Godrano i suoi parrocchiani gli regalarono la macchina che non aveva».
Il libro contiene anche interviste inedite, oltre quella rilasciata al giornalista Salvo Palazzolo, quella realizzata da Rosalba Peligra, a cui lo legava l'amicizia di una vita, fino a Pino Martinez del Comitato intercondominiale di via Hazon con cui il sacerdote di Brancaccio solidarizzò per il risveglio delle coscienze, partendo da ciò che bisognava fare per migliorare il quartiere: dal rifacimento delle fognature alla costruzione della scuola, emergenza prioritaria per seminare cultura e speranza.

E proprio la scuola intitolata a Padre Puglisi sarà una delle prossime tappe in cui Federica Raccuglia presenterà il suo libro, la cui prefazione è curata da Monsignore Giancarlo Bregantini, arcivescovo metropolita di Campobasso. Perché Padre Puglisi è un faro, anche per i preti. «Un modello autentico per me e per i preti - sottolinea monsignore Bregantini- che non possono fare a meno di guardare a lui come quel fascio che luce che irradia la terra del Sud. Modello perché ha saputo camminare a testa alta». E anche Papa Francesco gli renderà omaggio, sabato 15 settembre, in occasione della sua visita a Palermo, andando proprio in quella chiesa di San Gaetano, nel cuore di Brancaccio, un quartiere che vive ancora sospesa tra il desiderio di riscatto e la rassegnazione.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 11 settembre 2018
Aggiornato il 25 settembre 2018 alle 19:01





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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